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L'armata rossaResistenza irachena & Moltitudine Spa: Ferrando non è solodi Raffaele Iannuzzi - 16 febbraio 2006 Le chiacchiere che stigmatizzano le parole dell'esponente di Rifondazione Marco Ferrando lasciano il tempo che trovano. E' necessario, invece, trovare il bandolo della matassa e collegare i fili che legano la resistenza irachena e la nuova resistenza alla globalizzazione che usa gli stessi strumenti della globalizzazione. Toni Negri ha teorizzato questi nessi con il suo monumentale saggio-manifesto «Empire». Ferrando non è un corpo estraneo alla sinistradi Stefano Magni - 15 febbraio 2006 D'Alema ha dichiarato che «coloro che usano il fosforo bianco verso la popolazione civile» sono assassini. Si legge, neanche troppo tra le righe, che la guerra in Iraq fu una guerra sbagliata, che i nostri soldati sono dalla parte del torto. Ferrando non ha fatto altro che completare queste frasi mezze dette. Quando le critiche interne diventano troppedi Sara Franchino - 14 febbraio 2006 Il bilancio del governatore del Friuli sul programma dell'Unione è fortemente negativo. Illy critica quel programma «generico», «che prevede quasi tutto e quasi niente», preconizzando «un leader debole» ed un «governo inconsistente». L'impronta comunistadi Gianteo Bordero - 14 febbraio 2006 Alla base dello scontro sulla Tav, che ha smascherato l'ennesima contraddizione del centrosinistra, non vi sono soltanto motivi legati alla contingenza politica o a valutazioni tecniche sulla fattibilità dell'opera. C'è, molto più profondamente, uno scontro radicale tra due visioni distinte e distanti del mondo e della politica. Quello che oppone i «riformisti» all'ala estrema dell'Unione (Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani) è un'idea diversa del Paese, del suo sviluppo e del suo futuro. Le grandi opere, per i primi, sono un elemento di cui l'Italia non può fare a meno; per i secondi, sono la quintessenza di una politica «borghese». L'Unione degli estremismidi Gianni Baget Bozzo - 13 febbraio 2006 Se l'Unione vincesse le elezioni politiche, avremmo un governo la cui politica è dominata dalle estreme. Vi è l'estremismo laicista di Marco Pannella e di Enrico Boselli, quello ambientalista di Pecoraro Scanio. Vi è la presenza dei Disobbedienti e dei no global. Domina la linea anti-occidentale e antagonistica di Rifondazione Comunista, sino al filo-castrismo dei Comunisti Italiani. E' presente il giustizialismo di Antonio Di Pietro. A fronte di tutto ciò, non è presente alcun'altra tematica ideale. Unione, il programma del Poteredi Gianteo Bordero - 13 febbraio 2006 Il centrosinistra ha trovato un accordo di massima che, al momento di diventare operativo, dovrà scontare i veti incrociati degli undici partiti della coalizione. Con la conseguenza di dar vita ad un governo privo di reale spinta politica, e che si ridurrà a una mera opera di spartizione di tutto il potere disponibile. La Tav trafora il programmonedi Gabriele Cazzulini - 13 febbraio 2006 Ancora fresco l'inchiostro a barili per scrivere il «programmone» dell'Unione che già la protesta avanza per far inserire quanto manca, cioè tutto. A partire dalla Tav, inizia un nuovo traforo che buca questo farraginoso faldone di contraddizioni. Il vuoto è l'unico tratto ad alta velocità sul quale il centrosinistra viaggia «per il bene dell'Italia», in attesa di arrivare al suo binario morto. Una sinistra anacronisticadi Letizia Bandoni - 13 febbraio 2006 Il programma dell'Unione fornisce alchimie anacronistiche che, se realizzate, escluderebbero l'Italia dallo scenario mondiale, sia economico che sociale. A sinistra predicano la piena occupazione e la lotta al fantomatico precariato; allo stesso tempo si prefiggono di realizzare un programma che, con la limitazione della flessibilità del lavoro, crea solo opportunità di disoccupazione. I signori della sinistra hanno capito che sono proprio le piccole aziende ad aver bisogno oggi di una concreta flessibilità strutturale per ricostruirsi una posizione sul mercato che sia maggiormente competitiva? Il doppio volto di Rifondazionedi Gianni Baget Bozzo - 10 febbraio 2006 Ci sono due volti nella politica portata avanti da Rifondazione Comunista: un volto che accetta di legittimare l'azione dei no global come movimento di massa e l'altro che tende a diventare governo del Paese. Questa contraddizione si fa ora presente e mostra come la sinistra cerchi di raggiungere il potere con tutte le sue componenti. Pur di non perdere voti a sinistra, l'Unione comprende anche coloro che si pongono per principio come un'altra legalità, quella della protesta e dello scontro con le istituzioni. Il potere di decisionedi Gianni Baget Bozzo - 9 febbraio 2006 La campagna elettorale mette in luce il ruolo dominante che i Ds hanno nella coalizione di centrosinistra. Il potere, nell'Unione, non appartiene a Prodi, ma appartiene a loro. Non ci sarebbe rapporto tra i partiti che compongono l'alleanza se non ci fosse la mediazione diessina. Ciò significa che il partito postcomunista assume il ruolo che aveva, a suo tempo, la Dc. E forse un ruolo ancora maggiore, perché gli alleati della Dc godevano di una autonomia politica di cui le attuali componenti dell'Unione non godono. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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