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Numero 475
del 15/05/2012
A Colonia si ferma il congresso anti Islam per episodi di violenza PDF Stampa E-mail
! di Francesca Traldi
traldi@ragionpolitica.it
  
lunedì 22 settembre 2008

Si è concluso sabato 20 settembre, a Colonia, il controverso congresso anti Islam promosso dal comitato «Pro Köln». Il comitato, accusato da più fronti di avere legami con la destra estrema, è da alcuni anni attivamente impegnato contro la costruzione di una moschea nella città a maggioranza cattolica, che vanta come proprio sindaco Adenauer. Il movimento cittadino «Pro Köln» ha raccolto, in vista del congresso antislam, adesioni e proteste in tutta la Germania, superando ben presto i confini originali della cittadina. Il congresso, sospeso solo dopo poche ore a causa di diversi episodi di violenza, ha diviso in due il cuore della città, provocando numerosi scontri tra estremisti di sinistra e quelli di destra.

Alla vigilia della manifestazione circa duecento persone hanno protestato a Ehrenfeld, nel quartiere che dovrebbe ospitare la futura moschea, contro il congresso antislamico, lanciando in aria oltre mille palloncini colorati. Ma la pacifica iniziativa dal titolo Colori contro il movimento «Pro Köln» ha lasciato spazio a proteste più violente. A causa di scontri avvenuti nel quartiere di Heumarkt tra frangie estremiste di defstra e di sinistra, la polizia ha interrotto la manifestazione alcune ore dopo la sua apertura. «La sicurezza dei cittadini di Colonia ha la massima priorità sul resto», si legge nello scarno comunicato stampa diffuso dalle forze di polizia. A poco sono valse le proteste di uno dei promotori del congresso antislam, Manfred Rouhs, per essere stato messo in condizione di fermo dalla polizia. «I nostri militanti di Colonia - ha dichiarato ai giornalisti - hanno poco o niente a che fare con questi episodi di violenza, noi difendiamo i diritti della nostra città senza ricorrere all'uso di violenza, solo con la forza del dialogo».

Circa 500 simpatizzanti del comitato «Pro Köln» sono stati invece fermati direttamente all'areoporto di Bonn-Colonia. La polizia ha impedito loro di lasciare l'areoporto per raggiungere il luogo della manifestazione. Al diffondersi della notizia, per protesta, altri manifestanti hanno bloccato la linea della metropolitana, «resteremo qui fino a quando i nostri amici non ci raggiungeranno dall'areoporto. Se necessario forse anche fino a domani mattina». La stessa sorte è stata riservata ai circa 100 sostenitori «Pro Köln» saliti a bordo della nave Moby Dick per una conferenza stampa con i giornalisti sulle rive del lungo Reno. Accolta al porto dai militanti dell'estrema sinistra con il grido «Nazi raus», lanci di bottiglie e bidoni di vernice, la nave è stata fermata senza raggiungere la meta prefissata. «Siamo stati fermati per ore dalla polizia - ha raccontato un sostenitore del movimento pro Köln alle telecamere della TV locale KSTA.TV - senza alcuna ragione, con l'accusa di avere a bordo degli estremisti di destra ma qui non ci sono militanti della estrema destra, ci sono solo cittadini e giornalisti, lo hanno confermato anche le telecamere presenti. Piuttosto guardate i vetri della nave, completamente in frantumi grazie alle bottiglie lanciate contro di noi». La polizia è stata poi costretta a trarre in salvo i manifestanti aggrediti dai giovani dei centri sociali facendoli salire a bordo delle loro camionette. La vicenda, avvenuta il primo giorno della manifestazione, si è conclusa senza ulteriori incidenti.

Se gli episodi di violenza e gli scontri hanno spostato l'attenzione dall'oggetto dell'iniziativa, l'opinione pubblica tedesca continua ad interrogarsi sull'immigrazione islamica e sul rischio di dare vita a vere e proprie società parallele. Al di là della strumentalizzazione politica che ha suscitato l'evento, la ragione che ha spinto numerosi cittadini di Colonia ad aderire al movimento «Pro Köln» è la contestata scelta di costruire una moschea alta 55 metri nella cittadina che vanta un duomo con guglie gotiche che raggiungono i 157 metri. Un progetto architettonico che suona più come una sfida da parte del mondo islamico che una proposta di dialogo e di integrazione.

 




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Commenti (1)
1. 24-09-2008 09:46
Quando rinsaviremo sarà troppo tardi
Desta stupore che il Sindaco di Colonia, un democristiano che dovrebbe essere erede di Adenauer e di Khol, autorizzi e perori la costruzione della più grande moschea d'Europa. E' un palese caso di stupidità e di conformismo. Stiamo creando delle "società parallele" come dice giustamente l'articolo. Quando rinsaviremo da questo impazzimento, sarà troppo tardi ed avremo i nostri aguzzini in casa nostra. Ed addio Europa cristiana.
Scritto da Max Fati

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