freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Nuovo incidente etnico in Kosovo PDF Stampa E-mail
! di Alexandra Javarone
javarone@ragionpolitica.it
  
giovedì 13 novembre 2008

A Kosovska Mitrovica, divisa in due dal fiume Ibar e dal risentimento, la situazione torna incandescente quasi a voler sottrarre all'Europa la breve speranza di stabilità, richiamando i tumulti anti-serbi del 2004. Sono cinque gli uomini rimasti feriti a seguito degli incidenti scoppiati la settimana scorsa fra etnia albanese e serba. Secondo le autorità di pubblica sicurezza, citate dall'agenzia di stampa Tanjug,  un commando di kosovari albanesi, munito di armamento pesante, avrebbe attaccato la minoranza serba presente a nord di Mitrovica. Non risulterebbero feriti gravi anche grazie al repentino intervento delle forze della Kfor e dell'Unmik che hanno bloccato l'accesso alla città, impedendo il deteriorarsi della situazione.

Dunque, riaffiora, seppur a tratti, l'insedabile intolleranza nazionalista, incancrenita nella profonda ferita che separa serbi ed albanesi. «Prevedibile frutto» di un mal calibrato progetto di pacificazione internazionale, secondo Ivanovic (rappresentante del Consiglio nazionale serbo del Kosovo settentrionale), l'incidente si insinua entro una lunga serie di spasmi interetnici, ingannevolmente sopiti e placati da una pacificazione a controllo permanente. Ivanovic accusa l'amministrazione albanese (ed in particolare l'ex premier Ceku) d'aver aizzato la frangia estremista contro la minoranza serba al fine di riprendere il controllo delle zone serbe: «vestiti di violenza» ed armi automatiche si sono riversati nelle strade «per riportare il nord del Kosovo sotto il controllo di Pristina». «Per guadagnare il Kosovo - aveva detto Ceku - Pristina dovrebbe far ricorso all'uso della forza, compito questo di ogni organismo di sicurezza o di governo».

Stando all'ultimo rapporto europeo, la triste condizione della minoranza serba dopo l'indipendenza non è migliorata: intolleranza, corruzione, disoccupazione restano il cancro dell'enclave kosovara. Le condizioni di vita appaiono perfino aggravate: l'apparato giuridico amministrativo resta «debole ed incapace di garantire convivenza». Alle grandi costruzioni ed allo sfarzo degli alberghi si contrappongono la desolazione delle campagne vuote, un'economia di breve sussistenza, la disoccupazione dilagante ed ancora la ricchezza proveniente dai traffici illeciti che si espandono senza pregiudizio etnico attraverso i confini «aperti» al contrabbando.

L'Europa, intanto, annuncia trionfante il prossimo avvicendamento della missione europea Eulex in Kosovo (che secondo Belgrado avrebbe potuto costituire un riconoscimento implicito di indipendenza). Stando alle fonti, «è vicino l'accordo fra Ue e Belgrado. A fronte delle perplessità manifestate dalla Serbia, l'Unione ha garantito una posizione neutrale verso lo status della regione a maggioranza albanese, accettando di spiegare le forze facendo esclusivo richiamo alla risoluzione 1244».

La questione avrebbe dovuto esser discussa al margine della riunione del Consiglio di Sicurezza, prevista per l'11 novembre, ma presto la missione Unmik potrebbe essere sostituita dalla discussa operazione Eulex, garantendo, nella buona sostanza, un semplice cambio di cappello dell'organo di garanzia e controllo internazionale. Al personale di polizia che andrà a colmare le fila della missione europea spetterà il compito di coadiuvare gli agenti albanesi nella lotta alla criminalità organizzata. Ma un semplice avvicendamento nominale potrà davvero recidere le arterie dei traffici illeciti o ristabilire la pace in un terreno ove solo l'estremismo pare aver fondato radici? Nei Balcani,  emarginati d'Europa, la storia del passato più o meno recente resta debito di memoria incondivisibile. Una storia d'odio  razziale che tramanda il rancore e i pregiudizi della diaspora (serba o albanese).  Eppure, nonostante le chiare manifestazioni di intolleranza che si susseguono da mesi, la Comunità internazionale fatica ancora a recuperare la reale percezione del pericolo corrente.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata