L'Argentina è un fantastico paese con panorami stupendi, immensi, mozzafiato che abbagliano per la loro bellezza e sconvolgono profondamente. Ma in un paese tanto bello, purtroppo niente funziona bene. Il 12 marzo il vescovo argentino Enrique Eguía Seguí ha affermato a Radio Vaticana che in Argentina la corruzione è istituzionalizzata. La gente non ne può più per la corruzione, l'inflazione galoppante, ma negata, il caos e la sensazione generalizzata di insicurezza, paura di perdere il lavoro, di veder volatilizzare i propri risparmi, paura di essere violentato, derubato, ucciso.
Cristina Fernández Kirchner, il presidente, è molto abile a fare discorsi convincenti per gli ascoltatori. In realtà lei è solo un bel viso e niente di più perché chi comanda è suo marito Nestor, capriccioso, autoritario, autistico ed anche vendicativo, guai a mettersi contro di lui.
I produttori agricoli e gli allevatori di bestiame lo hanno fatto, convertendosi così nei veri leader dell'opposizione e lui non glielo perdona, o meglio non vuole perdere le ingenti somme che riesce a procurarsi da quel settore. Ora hanno subìto ingenti danni per la siccità, che è finita, ma nel frattempo si è perduto parte del raccolto. Moltissime vacche sono morte per la sete e tante altre sono state ammazzate dai loro proprietari perché non c'era acqua per dissetarle né foraggio per alimentarle. Gli allevatori di bestiame inoltre non possono esportare carne. Nonostante questa catastrofica situazione i produttori agricoli devono pagare tasse enormi, circa il 35% per ogni tonnellata di grano o di soia che si vende, al governo, che, come se fosse poco, non si sa bene dove metta i soldi, visto che la sanità e l'educazione sono in coma profondo ed aumenta sempre di più la forbice tra ricchi e poveri. La campagna chiede che vengano eliminate le trattenute. Il 12 marzo scorso ha realizzato a Córdoba una grande manifestazione per commemorare l'inizio della sua battaglia contro il governo, cominciata il 12 marzo 2008, quando l'allora ministro dell'Economia, Martín Lousteau, voleva introdurre la Risoluzione N. 125 con le imposte mobili. Risoluzione fermata in seguito al Senato. In Argentina ci sono varie istituzioni che rappresentano i produttori agricoli, riuniti secondo l'estensione delle loro proprietà. I loro rappresentanti si incontrano in quella che qui si chiama Mesa de enlase, tavolo di unione. Eduardo Buzzi (Federación Agraria), Mario Llambias (CRA), Carlos Garetto (Coninagro) e Hugo Biolcati (Sociedad Rural, grandi latifondisti) non vogliono dare il braccio a torcere e sono più che mai convinti a dare battaglia. Come stanno facendo i docenti: l'anno scolastico è iniziato da 4 settimane. Nella Provincia del Río Negro non c'è stato un solo giorno di scuola e nella città di Buenos Aires, nella provincia omonima e nelle altre stanno facendo scioperi a singhiozzo per un aumento di stipendio. I vari politici che appoggiavano questo governo si sono resi conto che la barca fa acqua da tutte le parti e stanno defilandosi.. L'opposizione cresce, anche se nel fondo i vari «caudillos» argentini (segretari, presidenti degli altri partiti) non sanno mettersi d'accordo.
Le elezioni legislative erano previste per il 25 ottobre, ma i Kirchner per paura di perderle stanno pensando di anticiparle al 28 giugno, anche se per farlo dovranno modificare un articolo del Regolamento elettorale. Cercano di giocare sul tempo per impedire che l'opposizione si organizzi, e nel caso dovessero perdere, si crede che lascerebbero la patata bollente al vice presidente Julio Cobos con il fine di bruciarlo, perché Cobos con il suo voto negativo ha evitato che venisse approvata la Risoluzione n. 125 ed è il politico con maggior consenso, il 38%.
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