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Numero 475
del 15/05/2012
Un evento storico PDF Stampa E-mail
! di Alessandro Gianmoena
gianmoena@ragionpolitica.it
  
venerdì 27 marzo 2009

Siamo il Popolo della Libertà, quel popolo che nel '94  scelse la discontinuità dal vecchio sistema politico della Prima Repubblica riacquisendo la rappresentanza attraverso il volto e le parole di Silvio Berlusconi. Ci siamo riconosciuti per quindici anni, figli ognuno delle proprie storie politiche, in un'alleanza di partiti in cui la parola libertà si è alimentata con la speranza e la volontà di difesa del nostro Paese. Adesso ci apprestiamo a costruire una casa comune, le cui fondamenta solide, fondate sul consenso popolare delle ultime elezioni politiche, ci rendono protagonisti di un evento che la storia italiana suggellerà come la legittimazione di un popolo, quello di centrodestra, che ha cambiato il sistema politico italiano.

Una politica, quella nostrana, fino ad ora  rimasta imbrigliata entro l'egemonia culturale e politica dei residui ideologici del Novecento, del massimalismo, del postcomunismo e della sinistra democristiana che hanno bloccato il nostro Paese nella capacità di adeguarsi ai tempi della realtà globalizzata, ideologismi che ora si concentrano in seno al Partito democratico. Ma la dimensione politica e culturale del Popolo della Libertà si pone al di fuori della semplice contrapposizione politica con la sinistra. A fare la differenza è l'approccio alla realtà che si sostanzia nei programmi, nell'azione di governo, nella partecipazione alla vita democratica. Nelle corde del Popolo della Libertà la cultura politica si fonde con l'azione di governo attraverso le istituzioni e nasce dalle istanze e dal respiro del popolo, mentre per il Partito democratico la cultura scaturisce dal pensiero intellettuale e si impone sulla politica ritenendo che sia la realtà a seguire la Ragione, e non che sia quest'ultima a dare ragione al corso del mondo.

Ed in un tempo in cui la crisi economica mondiale mette a dura prova il sistema economico e sociale degli Stati la politica riacquista dignità se fa della concretezza delle proprie scelte il mezzo per sostenere le redini di un Paese. La vocazione naturale, quindi, del Popolo della Libertà consiste nella difesa e nella prosperità del Sistema Italia, secondo un'azione libera da precetti ideologici.

Noi italiani siamo un popolo al lavoro, un popolo che fa dell'estro e della creatività il volano della prosperità economica e sociale inserita nell'alveo delle nostre radici cristiane. Ed in questo solco si delinea la nostra storia, che è la storia dell'Italia.

In questi giorni celebriamo il Congresso di un partito degli italiani che crede che l'identità culturale nazionale sia ciò che dà senso alla nostra presenza nel mondo e che le nostre origini culturali e spirituali siano alla base dello sviluppo della nostra società e la fonte a cui deve ispirarsi la politica. Le sfide che il mondo ci riserva sono interamente nuove rispetto al passato e vivono i drammi di un confronto tra le culture del mondo che si ripercuote nel nostro contesto sociale attraverso i flussi migratori alimentati dal Terzo Mondo. L'aumento demografico propone il possibile decremento delle risorse energetiche ed alimentari dell'uomo. I progressi della scienza e la tutela dell'ambiente, inoltre, sono ormai due binari che non possono divergere, poiché, in un mondo che si fa sempre più  piccolo, il globale si fonde con il locale.  Nelle vicissitudini della realtà emerge il ruolo dello Stato, che si riprende il ruolo di difesa di un popolo, di una Nazione ed in esso si fondono la memoria storica ed il futuro degli italiani: il Popolo della Libertà è la formazione politica che unisce le storie di quella maggioranza silenziosa, ma laboriosa, che negli anni della Prima Repubblica fu protagonista di quel Miracolo economico che ha creato benessere plasmando il nostro tessuto socio-economico organizzato in piccole e medie imprese.

Le nostre storie si fondono nella prassi della cultura dei bisogni e nelle radici cristiane che caratterizzano l'identità culturale italiana, ponendo fine a quel conflitto civile tra fascismo ed antifascismo che si è perpetuato nella storia d'Italia. L'imprevedibilità è il tratto che cadenza la storia del mondo. E se, fino a pochi anni fa, la genesi del Popolo della Libertà era un sogno, oggi, grazie all'intuizione di Silvio Berlusconi, possiamo essere certi che ciò a cui stiamo assistendo è l'avvio di una prospettiva concreta, che offra al popolo italiano la difesa e la speranza per il proprio futuro.  

 

  

  

 

  




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