freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Se questa è informazione... PDF Stampa E-mail
! di Gianteo Bordero
bordero@ragionpolitica.it
  
lunedì 06 aprile 2009

Le cronache dei principali quotidiani italiani sugli impegni internazionali del presidente del Consiglio nello scorso fine settimana rappresentano davvero un esempio di pessimo giornalismo. Di un giornalismo che mette al primo posto non il racconto o l'analisi dei fatti, ma l'ideologia e soprattutto il preconcetto. E, nel caso in questione, l'avversione personale nei confronti di Berlusconi, come uomo prima ancora che come politico. Un'avversione forte al punto di far calare il più totale silenzio sul merito delle proposte e dell'azione del premier in consessi autorevoli quali i summit del G20 e dell'Alleanza Atlantica. Consessi nei quali - giova ricordarlo - egli non rappresenta la parte politica uscita vincitrice dalle elezioni, ma l'intero paese: è la voce e il volto dell'Italia nelle più importanti sedi internazionali. Per questo sarebbe interesse comune di tutti gli italiani avere a disposizione dei resoconti dettagliati e puntali, che aiutino a comprendere il cuore delle questioni sul tappeto e le loro ricadute per il paese e per il suo prestigio sulla scena mondiale.

Invece ci si trova a leggere paginate intere di pseudo-gossip politico il cui unico scopo è palesemente quello di mettere alla berlina il capo del governo, presentarlo come un istrione inaffidabile, come uno zimbello, come il buffone di corte del G20 e della Nato. Come il compagno di classe perennemente in deficit di preparazione ma sempre pronto a farti scompisciare dalle risate con qualche battuta sul professore di turno o qualche scenetta da teatrino parrocchiale. E la cosa peggiore è che attorno a questa vulgata è fiorita e continua a fiorire tutta una sociologia che, mutuando quanto disse sul fascismo Piero Gobetti, punta a presentare Berlusconi come la nuova «autobiografia della nazione». Gettando fango, così, non solo sul presidente del Consiglio, ma sugli italiani tutti: sempre i soliti immaturi, incolti e poco lungimiranti che si recano ai seggi e affidano le sorti del paese a un uomo nel quale essi ripongono la fiducia per il solo motivo che in lui rispecchiano i loro peggiori difetti - e in questo modo se ne sentono assolti.

Quelle che sono le idee, gli sforzi, i contatti, le intese, le mediazioni, i programmi del premier in campo internazionale non è così dato conoscerlo dai resoconti della cosiddetta «grande stampa», perché è il fatto stesso che a rappresentare tali istanze sia uno come Berlusconi a renderle perdenti e fallimentari in partenza. Non importa se gli interessi italiani sono ben difesi, se le relazioni con le grandi potenze mondiali si fanno più salde, se l'autorevolezza del presidente del Consiglio è utile per disinnescare tensioni e sbrogliare intricate matasse diplomatiche, se l'immagine dell'Italia acquista prestigio e il governo cresce in considerazione e stima all'estero. No. Ciò che conta è maramaldeggiare sul capo del governo, sulla foto ricordo e su «Mister Obamaaaa!», inventarsi un predicozzo della regina Elisabetta nei suoi confronti, moraleggiare perché «buca» il protocollo ufficiale restando inchiodato al cellulare, e non importa se lo scopo della telefonata era superare l'empasse sull'imminente nomina del nuovo segretario generale della Nato.

E se il Cavaliere osa lamentarsi per il trattamento riservatogli in patria dalla stampa e per la disinformazione a tutto campo dei giorni del viaggio a Londra e poi Strasburgo, ecco che egli «finisce per violare anche la forma e la sostanza della libertà di informazione», dopo aver «ripetutamente violato la forma e la sostanza delle regole di politica internazionale» (così Andrea Bonanni su La Repubblica di domenica 5 aprile). Quella di Berlusconi sarebbe una «minaccia alla stampa» - titola lo stesso giornale - e il premier sarebbe «furioso per le polemiche». Del resto, per presentare come un successo la sua azione in campo internazionale «avrebbe bisogno di un controllo pressoché totale sull'informazione di casa propria. E poiché non riesce ad ottenerlo, poiché nell'era di internet e dell'informazione globale neppure il monopolio televisivo basta a garantirgli l'impunità, lascia libero corso alla propria ira pronunciando anatemi contro la stampa». Questo è il tenore di tanti commenti - se così li possiamo chiamare - apparsi nei giorni scorsi sui quotidiani italiani. E questo è il giornalismo che imperversa nel paese e che - esso sì - interpreta ogni critica ed ogni obiezione come un sacrilegio e come un attacco alla sua indipendenza. L'indipendenza dalla realtà e dalla verità.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (2)
1. 08-04-2009 17:14
Per la sinistra italiana c'è un solo aggettivo 
realmente valido: si tratta di una sinistra SQUALLIDA che ha perso, ammesso che lo abbia mai avuto, il senso dello Stato. 
Continuando così continuerà a perdere consensi e se lo merita...D'altra parte figure politiche esangui come Franceshini sono l'emblema esatto del fallimento della sinistra ( compreso il centrismo inutile dei Cesa e compari.
Scritto da Cichmario
2. 14-04-2009 17:20
L'informazione è cruciale
Sono perfettamente d'accordo con questo articolo. Ciò che non mi spiego è perchè il Presidente del Consiglio non instauri la consuetudine di raccontare settimanalmente ciò che è stato fatto da lui e dal governo in un appuntamento fisso anche solo di una mezzoretta. Se non sbaglio all'inizio del suo secondo mandato Berlusconi aveva cominciato a fare ciò ma poi ha desistito. Meglio forse che scelga un portavoce o una portavoce se non può prendere un tale impegno fisso. E' però assolutamente necessario che il Governo faccia sentire la sua voce altrimenti la DISINFORMATIA vincerà anche su una maggioranza solida come questa che fa e non chiacchera. 
E poi un'altra cosa: sembra che vi sia un certo pudore nel centro-destra nell'usare appieno le prerogative che vengono concesse a chi governa (es. i messaggi a reti unificate). E' l'ora di usare tutti gli strumenti a disposizione per fare sentire la nostra voce. 
E poi ... forza Silvio gli italiani onesti stanno con TE!!!
Scritto da Francesco Fabbri

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata