L'Italia cambia con le ferrovie. Dal dicembre scorso Milano e Bologna sono collegate in 65 minuti, Roma e Milano in tre ore e mezzo e tra un anno, quando la nuova rete Alta Velocità/Alta Capacità Torino-Salerno sarà ultimata, i tempi di percorrenza si accorceranno ulteriormente. Ma soprattutto quattro metropoli italiane - Torino, Genova, Roma, Napoli - saranno finalmente congiunte con una linea super veloce e all'altezza dei migliori trasporti europei.
Quindi, con il 2010, l'Italia recupererà buona parte di quell'incredibile gap infrastrutturale dovuto a decenni di investimenti su gomma anziché su rotaia: quasi mille chilometri di nuove linee sul principale asse di collegamento nord-sud del paese, collegamenti con treni capaci di viaggiare a trecento chilometri l'ora tra le città dove si concentra oltre il 50% della densità abitativa e più del 60% della ricchezza prodotta. Non si può non riconoscere all'Ad di Fs, Mauro Moretti, di aver portato a termine il progetto del suo illustre predecessore, quel Lorenzo Necci che lanciò nell'ormai lontano 1992 il sogno italiano dell'Alta Velocità. Così come non si può non sottolineare il fatto che molto del progresso infrastrutturale futuro è stato assicurato dal PIS (Programma Infrastrutture Strategiche) allegato al Dpef 2009-2013, con il quale il governo Berlusconi IV si è impegnato a luglio 2008 per riprendere l'imponente programma infrastrutturale che era stato accantonato nell'infausto biennio prodiano.
Già oggi, comunque, il nostro paese può vantare linee ferroviarie con prestazioni elevate, capaci di garantire eccellenti livelli di sicurezza grazie ad un primato nell'innovazione tecnologica riconosciuto dalla comunità ferroviaria internazionale. Ferrovie dello Stato, infatti, ha sperimentato e introdotto un sistema di gestione e controllo della circolazione dei treni con altissimi livelli di prestazioni e sicurezza che rivoluziona i sistemi di segnalamento. Si chiama ERMTS/ETCS livello 2 ed è stato adottato dall'Ue come «standard unico di riferimento» per le nuove linee Alta Velocità/Alta Capacità della «rete trans-europea dei trasporti». Quello messo a punto da Fs è un congegno che riduce al minimo le possibilità di errore umano e porta al massimo la sicurezza del viaggio perché la marcia del treno è controllata istante per istante dalle apparecchiature di bordo e di terra in costante rapporto radiocomandato, che ne impostano la velocità e intervengono a bloccare il convoglio in tempo reale se, per un qualsiasi motivo, non sia rispettato quanto previsto. Dunque l'italica rotaia trova nuove promozioni dopo il titolo di campione europeo della sicurezza detenuto già da Fs sulla base dei dati di Uic-Cer, la comunità ferroviaria internazionale.
Ora la sfida è rappresentata dal trasporto fuori dai confini nazionali. Occorre, ad esempio, sostenere lo sforzo di Fs di sbarcare in Francia con un collegamento veloce Milano-Parigi. Occorre sostenere una delle più grandi aziende del paese facendo la voce grossa in Europa. Casi gravi come l'interferenza del commissario europeo tedesco all'Industria, che prende posizione indebitamente nella vicenda Fiat-Opel, non devono ripetersi. Il modello dell'«Italia che corre» dev'essere adeguatamente supportato e francesi (caso Edf), tedeschi (caso Opel) e spagnoli (caso Endesa) non possono invocare l'abolizione dei protezionismi sulla base di convenienze di parte. Altrimenti, che Europa è?
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