«Veloce e veemente». L'equipaggio della fregata Maestrale della Marina Militare italiana ha onorato il motto dell'Unità navale sventando, martedì 5 maggio nelle perigliose acque del Golfo di Aden, un attacco pirata contro il mercantile italiano Neverland in viaggio verso l'India. Si tratta ormai dell'ennesimo attacco pirata contro la flotta mercantile internazionale che fa la spola tra le acque del Mediterraneo e quelle dell'Oceano Indiano: una rotta marittima di fondamentale importanza economica che ormai sembra compromessa dai sempre più numerosi arrembaggi dei bucanieri somali.
Ma soprattutto si tratta dell'ennesimo abbordaggio pirata contro navi civili italiane, che nell'ultimo periodo, sembrano essere divenute uno dei bersagli favoriti dei pirati. Dall'11 aprile scorso, in un brevissimo raggio temporale, si sono verificati la cattura del rimorchiatore Buccaneer (ancora in mano ai pirati con 16 ostaggi di cui 8 italiani) e gli attacchi contro la nave da crociera Msc Melody e il mercantile Jolly Smeraldo.
La rotta del Mar Rosso è di fondamentale importanza per il commercio italiano con l'estero: in effetti, circa 2.000 mercantili che coinvolgono interessi italiani transitano ogni anno nelle acque del Golfo di Aden. Tuttavia gli ultimi attacchi contro le navi italiane hanno spinto gli armatori nazionali, sulla scia di quanto avevano già deciso i loro omologhi stranieri, a prendere in considerazione la più lunga ma sicuramente più sicura circumnavigazione dell'Africa. L'allarme sulla recrudescenza degli attacchi pirati contro i mercantili sulla rotta del Mar Rosso era stato lanciato nel gennaio del 2009 dal Piracy Reporting Centre dell'International Maritime Bureau, che aveva rilevato un aumento preoccupante degli abbordaggi nelle acque del Golfo di Aden e al largo delle coste somale. In effetti, già nell'aprile 2008 il Neverland era stato oggetto di un tentato abbordaggio da parte di numerosi barchini, ridotti in fuga dal pattugliatore italiano Comandante Borsini che flottava al largo delle coste somale per la campagna di sorveglianza marittima Medal ‘08.
La Marina Militare italiana ha dispiegato le sue unità navali fin dal 2005 in quella zona, al fine di scortare e soccorrere unità mercantili di bandiera che si fossero trovate in difficoltà e l'intervento della fregata Maestrale non è che l'ultimo atto di una serie di brillanti operazioni di dissuasione che il nostro strumento militare navale ha effettuato nelle acque del Golfo di Aden.
«Veloce e veemente». È dal motto della fregata Maestrale che bisognerebbe trarre insegnamento. La Comunità Internazionale ha dispiegato nelle acque al largo della Somalia un'imponente flotta anti-pirateria che però sembra sempre di più un gigante dai piedi di argilla, incatenato da regole di ingaggio e caveat che ogni Nazione applica secondo il proprio diritto interno. Al contrario, solo con velocità e veemenza si riuscirà a superare la tragica empasse che grava sulla rotta che collega l'Oceano Indiano al Mediterraneo. Affinché il traffico commerciale possa continuare a defluire in sicurezza nelle acque del Golfo di Aden. Affinché d'improvviso non si debba regredire di secoli ritornando alle rotte solcate da Magellano.
Condividi questo articolo      
|