Dare rassicurazioni in un periodo di crisi. Questo il titolo che il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, avrebbe potuto dare al programma elettorale della Cdu-Csu presentato domenica 28 giugno a Berlino. Intitolato «Noi abbiamo la forza», il testo è stato concepito dall'Unione cristiano-democratica per togliere voti durante le elezioni legislative del 27 settembre prossimo al suo diretto concorrente e partner governativo di Grosse Koalition, il Partito social-democratico (Spd).
Come già accaduto nel 2005 dunque, la Cdu-Csu mette il prelievo fiscale al primo posto del programma elettorale. Questa volta però non si tratta di alzare le imposte. Angela Merkel non vuole ripercorrere infatti gli errori della precedente campagna elettorale, che aveva determinato per la Cdu un risultato meno buono rispetto alle attese. Stavolta il Cancelliere promette uno sgravio fiscale per una cifra di 15 miliardi di euro, in particolare in favore delle famiglie e delle classi medie. «Abbiamo bisogno di uno sgravio moderato per una crescita durevole», la sua spiegazione.
L'aliquota del primo scaglione delle imposte sul reddito sarà portata dal 14% al 12% e quella dello scaglione superiore non si applicherà che a partire dai 60.000 euro, rispetto ai 52.552 euro attuali. Le famiglie avranno la possibilità di detrarre 8.004 euro delle loro imposte e di beneficiare poi di un aumento degli assegni familiari a partire dal 3° figlio. Le madri che si occupano loro stesse dei figli senza mandarli alla scuola materna potranno quindi contare su un ulteriore aiuto.
I pensionati, che rappresentano una parte crescente dell'elettorato, non verranno dimenticati: Cdu e Csu annunciano «un aumento delle pensioni in modo conforme all'evoluzione generale dei salari». Supporto infine anche per i disoccupati: i loro risparmi e i loro beni immobiliari saranno presi meno in considerazione per il calcolo della indennità loro spettanti.
Le proposte del partito della Merkel arrivano in un momento in cui la situazione delle casse pubbliche tedesche si è fortemente degradata. Nel 2010, il deficit pubblico arriverà al 6% del Pil e lo Stato federale dovrà aumentare il suo indebitamento di 86,1 miliardi di euro, livello mai raggiunto prima dal secondo dopoguerra. Tra l'altro poco dopo che, a fine maggio, il Bundestag ha votato per l'inserimento nella Costituzione di un meccanismo di freno al debito. A partire dal 2020 le regioni tedesche non avranno più il diritto di contrattare nuovi prestiti, salvo in caso di una irrefrenabile recessione economica o di una catastrofe naturale. Parimenti lo Stato federale vedrà il suo margine di manovra ridursi: dal 2016 dovrà tenere il deficit sotto lo 0,35% del Pil, che corrisponderebbe in termini attuali a circa 9 miliardi di euro. Sulla falsariga del pensiero di diversi economisti, alcuni esponenti cristiano-democratici, tra cui il Presidente del Bade-Wurtemberg, Gunther Oettinger, hanno reclamato un aumento dell'Iva sui prodotti alimentari e sui trasporti regionali. Il Cancelliere a tal proposito si è opposto: «Con me non ci saranno aumenti delle imposte sino alla prossima legislatura». Nondimeno, la Merkel non ha risposto alle pressioni della Csu, la piccola sorella bavarese della Cdu, che reclamava una data nel programma per l'entrata in vigore della diminuzione delle imposte. Questa mossa permetterà di salvaguardare dei margini di manovra in caso di aggravio della congiuntura economica.
Nel capitolo alleanze, infine, la Cdu-Csu si è pronunciata in favore di una coalizione con il Partito dei liberali (Fdp). Inoltre, l'assenza di proclami eccessivi permette alla Merkel di tenere aperte altre porte in vista di un'eventuale coalizione con i Verdi o di un seguito di Grosse Koalition con l'Spd.
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