Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce unico del Forum del Terzo Settore, intervistato da L'Unità (13 luglio), afferma con uno zelo degno di miglior causa che non esiste e non esisterà mai un'operazione da parte del centrodestra per riacquistare il favore - a suo dire perso inesorabilmente - delle gerarchie ecclesiastiche. I cattolici, che evidentemente Olivero sente di poter rappresentare nel suo complesso - incluso lo scrivente che non vota per chi ha votato il presidente delle Acli -, non si faranno comprare con un piatto di lenticchie. Un conto è battersi per i temi eticamente sensibili, un altro è svendere l'etica propriamente detta al miglior offerente politico. Berlusconi è il diavolo di turno, la sua dubbia moralità, nella ricostruzione di Olivero, ha fatto perdere al suo governo la cittadella cattolica. Il testo sull'immigrazione, infine, darebbe il colpo di grazia al feeling tra Chiesa e centrodestra, anche in questo caso una volta per tutte. Amen.
Un cattolico che non si può definire «integralista», non soltanto per non fare torto a coloro che così sono stati apostrofati (fra i quali includiamo gente di livello assoluto come don Giussani e il filosofo Augusto Del Noce, per fare due nomi che sopraggiungono alla nostra memoria - ma gli «integralisti» sono legione e sono i migliori del mondo cattolico, tanto per esser chiari nel giudizio) ma anche, e forse soprattutto, per la sua fragilità culturale, che sorprende, visto il ruolo che ricopre, potrebbe essere aiutato nella valutazione della realtà da alcuni dati.
Primo: nel cattolicesimo non esiste il giudizio moralistico che precede il giudizio sulla realtà. Lo dimostra il più umile e geniale dei cattolici, Papa Benedetto XVI, che, appena giunto nella sede delle sue vacanze, ha detto: questo G8 è andato molto bene. Come dire: il governo ha lavorato bene, Berlusconi va giudicato, come sostiene da sempre la tradizione cattolica, secondo un metro laico e politico, e non assumendo il parametro moralistico dei dossettiani cattolici «adulti».
Secondo: Olivero dovrebbe essere al corrente della diatriba sui temi eticamente sensibili in senso al Pd, la nascita dei teodem e tutto il resto. Dunque, non esistono partiti «puri» e partiti «impuri», esiste solo la realtà e la risposta più adeguata ai criteri della fede ed alla rappresentanza degli interessi dei cattolici come persone e come cittadini.
Terzo: un rappresentante del Terzo Settore non può trascurare l'intervista del ministro del Welfare Sacconi al Riformista (domenica 12 luglio), in cui la laicità politica si allea oggettivamente con la dottrina della Chiesa, nella sua declinazione pratica, e con il magistero. Il tema immigrazione è al centro di quest'intervista. Dunque: di che stiamo parlando?
Certo è che il cattolicesimo «adulto», da momento politico-governativo progressista, sta diventando sempre più etico e moralistico. Dunque, pura propaganda. Un brutto viatico per la Nazione e la Chiesa.
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