freccia_long
Numero 360
del 19/03/2010
La seconda unità d'Italia PDF Stampa E-mail
! di Gabriele Cazzulini
cazzulini@ragionpolitica.it
  
venerdì 31 luglio 2009

Gli stereotipi sono un comodo rimedio per impacchettare subito e facilmente una notizia. Però il costo è quello di alterare l'interpretazione della realtà. In questi giorni l'ingente sforzo del governo nel varare un piano per risollevare il meridione d'Italia è stato letto con le solite categorie. Un po' la fretta di scrivere, un po' l'istinto partigiano di tanta stampa che ultimamente ha sorpassato la stessa opposizione in fatto di foga anti-governativa. Perciò le letture abituali sono anche le più banali. Ad esempio si può sottolineare una grandiosa manovra politica e civile che parte dal governo per trasformare il legittimo malcontento di tanta popolazione meridionale in un rinnovato risorgimento nazionale. Dopo i fallimenti dei vecchi governi della prima Repubblica e dopo la sostanziale indifferenza del centrosinistra, il governo di centrodestra rianima uno spirito nazionale che fa proprio l'ennesimo grido di dolore del Sud. E' un secondo risorgimento. Ma questa volta non è diretto a fondare un'unità istituzionale, bensì una nuova unità sociale. Forse non è un caso che tra due anni ricorra il secolo e mezzo dalla «prima» unità d'Italia. Celebrare questo anniversario ripetendo la solita liturgia ottocentesca è diventato inutile. Occorre un nuovo slancio per una rifondazione dell'unità.

L'unità stessa era un concetto rimasto privo di degna cittadinanza politica o civile. Nessun partito faceva dell'unità e dell'unificazione la sua bandiera. Neppure il ventennio fascista calcò la sua propaganda sull'Italia unita, puntando invece sul recupero dell'antica tradizione romana. Così fatta l'Italia, gli italiani si dimenticarono presto della loro unità. Più che fare gli italiani, si tratta ancora oggi di fare uno Stato italiano adeguato agli italiani. Non è più lo Stato del Novecento, ma neppure lo Stato puramente federalista, privo di un baricentro morale oltre che istituzionale. Il federalismo è stato l'operazione costituzionale per superare un centralismo asfissiante. Ora il federalismo ha bisogno di contenuti sociali ed economici. Le vecchie classi governanti avevano sempre inteso lo Stato come apparato, mai come espressione del popolo. Stato, quindi potere. Al Sud questa logica diventa venefica. Perciò non si tratta più di rifare il solito vincolo con lo Stato, ma crearne uno nuovo, basato sulla libertà personale e su un piano di interventi mirati allo sviluppo economico piuttosto che all'assistenzialismo.

Tutto questo non è possibile senza un governo come l'attuale, con un premier autorevole, una forte maggioranza parlamentare e un solido partito unitario. Non a caso l'unificazione partitica e politica del centrodestra acquista un valore di prospettiva e lungimiranza. Come sarebbe possibile per il Pd avere la volontà politica e le condizioni oggettive per affrontare con coraggio la questione meridionale - l'esempio pugliese è eloquente? Adesso per il Pd questione meridionale fa rima con questione morale. Il Pd lacerato dalle frammentazioni è il riflesso delle contraddizioni localiste dell'Italia, mentre il Pdl è la risposta politica unitaria e nazionale.

Come il Nord ha raggiunto un equilibrio costruttivo con l'Italia e con lo Stato, senza fughe secessioniste e senza patire il giogo centralista, così adesso è il momento del Sud. Perciò il meridione non è un affare di potere. E' una questione di interesse nazionale, che richiede una prospettiva rivolta al futuro, affrancata dalle vecchie categorie. Un nuovo moto politico per una nuova Italia, libera e padrona del suo destino.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >

diretta_manifestazione.jpg
banner-berlusconi.jpg
bondi_prospettiva.jpg
pdl-governo-del-fare.jpg
governo.jpg
governo_berlusconi.jpg
Il Popolo della Libertà
forza_silvio.jpg
newsletter2.jpg
facebook2.jpg
collabora.gif
banner-gianni-congresso2.jpg

VETRINA VIDEO
consiglioministri_84.jpg

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, periodico on line Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
Scrivi alla redazione © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata