Il nuovo clima di speranza nei rapporti fra paesi occidentali e Federazione Russa, più volte invocato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sta finalmente consolidando, vista la notizia del congelamento del previsto schieramento di missili di teatro russi nell'enclave baltica di Kaliningrad come risposta alla dichiarazione dell'amministrazione americana di annullare la costruzione dello scudo anti-missile in Polonia e Repubblica Ceca. La decisione di Washington ha probabilmente motivazioni sia di politica economica interna (la necessità di tagliare spese in un periodo di crisi) che di politica estera contingente (la necessità di offrire un concreto gesto di goodwill ai russi in un momento nel quale l'aiuto di Mosca per gestire il ginepraio afghano e il dossier nucleare iraniano appare quanto mai vitale).
Lo scudo anti-missile, come molti ricordano, aveva come fine dichiarato quello di proteggere i paesi NATO da eventuali attacchi missilistici iraniani, anche se la locazione scelta per le installazioni di quel sistema difensivo, radar nella Repubblica Ceca e rampe missilistiche in Polonia, appariva più come una misura anti-russa che anti-iraniana, visto anche il fatto che un tale complesso difficilmente avrebbe coperto i paesi del fianco meridionale della NATO (Italia, Grecia, Turchia), teoricamente più esposti a eventuali minacce iraniane. I sospetti di Mosca circa le vere finalità dello scudo vennero rafforzati quando Washington rigettò, nell'estate del 2007, la proposta russa di utilizzare come base per lo scudo anti-iraniano il radar russo della base di sorveglianza aerea di Gabala, situata nell'attuale Repubblica dell'Azerbaijan, per giunta distante solo pochi chilometri dalla frontiera iraniana.
L'annullamento della costruzione dello scudo anti-missile in Europa Orientale sicuramente rimuove uno dei maggiori ostacoli al riavvicinamento russo-occidentale, anche se rimane ancora aperta la questione dell'adesione alla NATO di Ucraina e Georgia, sostenuta dagli Stati Uniti, anche se più discretamente che in passato, ma comprensibilmente osteggiata dalla Russia, che paragona per assurdo (ma non troppo!) l'entrata delle due ex Repubbliche sovietiche confinanti nell'Alleanza Atlantica ad un ipotetico ingresso di Canada e Messico in un'alleanza politico militare russo-cinese.
Il ritiro di questo contestato progetto, e il corrispondente congelamento della contromossa russa, rende giustizia agli sforzi di quelle cancellerie europee, con in testa l'attuale governo italiano, che nel corso delle ultime crisi fra Occidente e Russia (scudo missilistico, crisi del gas con l'Ucraina e guerra in Ossezia dell'anno scorso) hanno voluto tenere aperta la porta del dialogo con un attore fondamentale per i destini dell'Europa e del mondo. Da questa duplice decisione distensiva si può ripartire per portare a compimento quel cammino intrapreso su iniziativa di Silvio Berlusconi a Pratica di Mare nel giugno del 2002 e che vede la Russia e la comunità euro-atlantica unite nell'affrontare le numerose sfide comuni del XXI secolo come il terrorismo, l'instabilità, l'approvvigionamento energetico e l'afflusso di sempre nuove ondate migratorie dal Sud del mondo.
In quest'ottica globale, le preoccupazioni di paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca di rimanere indifese di fronte ad una Russia revanscista, se appaiono fondate dal punto di vista storico ed emotivo lo sono assai meno dal punto di vista della razionalità politica e strategica, vista l'incapacità strutturale di un paese come la Federazione Russa, in crisi demografica, con un'economia tutt'altro che stabile e con un esercito ben al di sotto dell'Armata Rossa dei tempi migliori, di intraprendere un programma imperialista che del resto risultò insostenibile anche per la ben più potente Unione Sovietica. L'Europa sta cercando con fatica di uscire dalla Guerra Fredda e l'ultima cosa di cui ha bisogno per la sua stessa sopravvivenza è il ritorno a quei ristretti sciovinismi che le costarono già due autodistruttive guerre mondiali, una sanguinosa rivoluzione e una tragica spartizione bipolare.
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