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Numero 475
del 15/05/2012
Il trionfo personale di Angela Merkel PDF Stampa E-mail
! di Daniele Martino
martino@ragionpolitica.it
  
martedì 29 settembre 2009

Le elezioni legislative tedesche hanno segnato una svolta storica nella politica in Germania: dopo 11 anni (dai tempi della prima vittoria di Gerhard Schröeder), i socialdemocratici della Spd sono all'opposizione, alla luce del loro peggior risultato dalla seconda guerra mondiale. Il partito guidato da Frank-Walter Steinmeier (Ministro degli Esteri nella Grande Coalizione) ha ottenuto il 23,5 %, scendendo sotto la soglia psicologica di quel 25 % che era ritenuto l'obiettivo minimo.

Il dato politico che emerge dalle elezioni in Germania è simile a quello di tutta l'Europa: le forze socialdemocratiche (o quelle «a metà del guado» come il Partito Democratico in Italia) stanno cedendo ovunque il passo alle formazioni ecologiste e della sinistra radicale e populista. Una conferma di ciò arriva in contemporanea dal Portogallo, dove i socialisti di Josè Sòcrates hanno sì battuto il centro-destra, ma non hanno confermato la maggioranza assoluta dei seggi, per cui dovranno cercare l'appoggio di verdi, neocomunisti e marxisti (che arrivano in totale al 19%).

Tornando alla vittoria di Angela Merkel, le tradizionali categorie della politica non riescono a spiegare da sole la vittoria della cancelliera. La Merkel ha vinto grazie a due fattori: la sua persona e il programma; non grazie al partito. Infatti, la Cdu\Csu ha avuto il suo secondo peggior risultato della storia, con un notevole calo di consensi in Baviera; nella regione di Monaco, tradizionale granaio di voti del centro-destra tedesco, le liti all'interno della Csu (la «sorella» della Cdu in questo land) hanno determinato un risultato pessimo, che ha pesato a livello nazionale.

Solamente il carisma e la concretezza delle proposte politiche della Merkel hanno portato alla vittoria: è questa la vera «rivoluzione» tedesca, che ha visto diminuire il ruolo dei partiti storici, per cui chi aveva un leader (i popolari) ha vinto, chi non lo aveva (la Spd) ha perso malamente. È evidente come le elezioni in Germania di domenica scorsa assomiglino molto da vicino alle politiche del 2008 in Italia (assenza di leader e programmi nel centrosinistra, vittoria di una coalizione coesa con un leader autorevole e indiscusso nel centrodestra), esaltando le affinità tra i due paesi. Non a caso, Silvio Berlusconi si è subito congratulato con la cancelliera, affermando che «i reciproci sentimenti di stima e amicizia, riaffermano la comune visione e il comune impegno per la costruzione di un'Europa forte e unita». La vittoria personale di Angela Merkel coincide con quella del suo alleato, il leader dei liberali Guido Westerwelle, che darà vita assieme alla Merkel ad un esecutivo politicamente unito, con una programma preciso e ben definito che può permettere alla Germania di tornare ad essere il «motore d'Europa». A livello internazionale, la riconferma della Merkel come cancelliera e la vittoria del centrodestra portano verso la costruzione di un asse a tre fra Italia, Germania e Francia.

I governi di Silvio Berlusconi, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, all'interno della grande famiglia del Partito Popolare Europeo, avranno la responsabilità di traghettare tutta l'Europa fuori dalla crisi economica, puntando su un modello di equilibrio tra Stato, economia e finanza che è la ricetta migliore per amplificare i primi segnali della ripresa. In questo senso, la vittoria della coalizione formata da Cdu\Csu e liberali va nella direzione di una politica complessivamente più attiva e meno imbrigliata dai cavilli e dalle estenuanti mediazioni che hanno caratterizzato i 4 anni della Grande Coalizione. Se tutti i protagonisti di quest'ultima, dai partiti al leader Spd, sono stati più o meno sconfitti, solo Angela Merkel è riuscita ad ottenere un successo netto e convincente, senza ambiguità e basato su un solido programma. A tal proposito, la classifica della rivista Forbes è corretta: Angela Merkel si conferma la donna più potente della Germania. E del mondo.

 




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