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Numero 475
del 15/05/2012
Caracas città violenta PDF Stampa E-mail
! di Alessandro Fonti
fonti@ragionpolitica.it
  
martedì 06 ottobre 2009

A Caracas, ogni fine settimana, tra le 30 e le 50 persone, per lo più giovani, poveri, tra i 16 e i 22 anni, muoiono assassinate. E' quanto emerge da uno studio della ONG messicana «Consiglio cittadino per la Sicurezza Pubblica», con dati aggiornati al 2008. La capitale del Venezuela, con i suoi 1900 omicidi lo scorso anno, viene indicata come la seconda città più pericolosa del mondo, seconda solo a Juàrez in Messico e addirittura davanti a luoghi di guerra come Baghdad, ferma in terza posizione.

«Solo la pioggia calma la guerra in atto», afferma un commissario di polizia incaricato del pattugliamento notturno delle zone più a rischio. Anche se, evidentemente, non piove mai abbastanza: l'ultimo fine settimana di cui si hanno dei dati, quello di fine settembre, si attesta su 34 cadaveri ritrovati. I dati ci dicono che a Caracas si uccide per il controllo di zone di spaccio, ma anche per semplici liti tra ubriachi o discussioni di principio. A causa di questa emergenza politica, da due anni la Camera Nazionale delle Imprese Funerarie ha deciso di non prestare più servizio alle famiglie dei giovani morti per arma da fuoco. «Si tratta di un pericolo per tutti», afferma un portavoce. «Molti di questi giovani sono o sono stati membri di bande criminali. E quando il membro di una banda viene ucciso, le bande rivali sanno che tutti i suoi compagni e familiari si riuniscono alla camera mortuaria o per il funerale. Quale migliore occasione dunque per continuare nella strage?». Omicidi su omicidi, dunque. E bisogna sottolineare, in effetti, che sono almeno due al mese i funerali durante i quali si assiste a sparatorie. Spesso con il ferimento di innocenti.

Nel gennaio 2008 il governo venezuelano dispiegò 800 soldati per le vie della capitale. Da allora, armati di fucili d'assalto, queste guardie nazionali sorvegliano gli angoli dei quartieri popolari: controllano documenti, assistono i cittadini e cercano di operare da deterrente. «Almeno in questo modo gli omicidi lungo le vie principali sono diminuiti, i malviventi si ammazzano sulle scale», afferma un cittadino intervistato a proposito.

Nel frattempo l'Assemblea Nazionale del Venezuela cerca di correre al riparo tramite altre vie. Anzitutto tentando di inserire i giovani sbandati della capitale in programmi di recupero ed incoraggiandoli verso lo studio e il lavoro. Tramite, dunque, la creazione di posti d'impiego riservati agli abitanti delle periferie. Quindi apprestandosi ad approvare una legge che proibisca la vendita di videogiochi sanguinolenti che glorificano il crimine, per cercare in tal modo di ridurre il fascino della violenza sui giovani. D'altra parte, sembra essere preferibile la prima strada: al mercato nero di Caracas costa ormai meno una calibro 38 rispetto ad una Play Station.




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