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Numero 462
del 11/02/2012
Il compagno Di Pietro PDF Stampa E-mail
! di Raffaele Iannuzzi
iannuzzi@ragionpolitica.it
  
giovedì 08 ottobre 2009

Prometto solennemente di evitare l'inevitabile tedio che l'ennesimo articolo su Antonio Di Pietro necessariamente provocherebbe nei lettori. Parlerò di lui, a partire dalla sua intervista al quotidiano diretto da Piero Sansonetti, L'Altro, ma per giungere ad una conclusione che lascio agli amanti del mistero, dotati della pazienza necessaria per arrivare in fondo all'articolo.

Dopo aver chiesto venia, vengo dritto, a bomba, sulla questione. Leggiamo le parole di Antonio Di Pietro. A domanda risposta, come si dice. Ecco la domanda: «Di Pietro unico oppositore: ma davvero è diventato di sinistra?». Risposta: «Ammetto l'addebito (scherza). Confermo e confesso che l'Italia dei Valori, nel proporsi come forza di alternativa di governo, e nel prendere atto che ci sono larghe fasce della popolazione senza rappresentanza, ha allargato i propri orizzonti anche verso quella parte dell'elettorato di sinistra, anche comunista. Ci sono battaglie che condivido, come quella a tutela delle fasce sociali più deboli, sulle tematiche del lavoro e della disoccupazione, sulla pace. E' una scelta strategica e non solo tattica: siamo una forza antagonista al sistema ma che non vuole essere "extra-parlamentare", senza essere etichettata ideologicamente. Partendo da un principio di legalità - l'uguaglianza davanti alla legge - l'Italia dei Valori sposa la giustizia in senso stretto, dunque anche la giustizia sociale. Perciò è vero che stiamo andando in questa direzione: stiamo facendo le nostre battaglie fuori e dentro le fabbriche, stiamo partecipando alla Rsu, e dei nostri sei dipartimenti il più attivo è proprio quello del lavoro, affidato ad un ex segretario regionale della Fiom come Zipponi».

Bene, intanto afferriamo i concetti per quel che sono, fatta la tara alla ben nota capacità espressiva e stilistica del caudillo dell'Idv. Primo: è un «addebito» essere di sinistra, forse perché di sinistra è importante esserlo stati, o forse, più plausibilmente, perché il linguaggio politico e la funzione dell'Idv si sposano perfettamente con quanto è rimasto della sinistra come forza residuale: la trasmutazione della sua identità storica, culturale e direi anche antropologica. Talché la sinistra è oggi il peggio del partito radicale di massa mixato con il giustizialismo becero di cui Di Pietro è l'esponente più demagogico e sfascista.

Ma questa struttura ideologica, ormai una narrazione continua come un ritornello che schianta la vera musica della storia, non basterebbe di fronte alla crisi socio-economica attuale. E allora ecco venire in soccorso la giustizia sociale, che vuol dire tutto e niente, passepartout che tutto apre e tutto confonde, con l'aggiunta della definizione dello schema di fondo: siamo una forza alternativa di governo, anzi, no, di più: siamo alternativi al sistema, ma sia chiaro non extra-parlamentari. Sembra un po' la mimesi del vecchio Movimento Sociale Italiano che la destra nuova vuole gettare alla ortiche ad ogni costo, ma nel senso che l'immaginario collettivo ha còlto del MSI e che Di Pietro sta riesumando, volendo egli stesso apparire alternativo al sistema all'interno di una sinistra amica dei salotti, delle corporazioni e della confindustria. Così Di Pietro rimescola le carte e si muove sui crinali del deserto dei tartari della sinistra-ombra. Un film di Citto Maselli si intitola Ombre rosse. Era meglio quello di John Ford con John Wayne, dico io, anche senza aver visto il «capolavoro» di Maselli, purtroppo finanziato con i soldi dei contribuenti. Le ombre rosse sono gli uomini della ex-sinistra, borghese e non fedele al marchio di fabbrica anti-sistema e veterocomunista. Ma all'anti-sistema ci pensa Di Pietro, anche senza passare per veterocomunista. La sinistra è la rottamazione del Novecento più qualcos'altro di inquietante, che approfondiremo, magari, in qualche altra occasione. I lettori sono stati fin troppo pazienti con chi scrive.




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Commenti (1)
1. 11-10-2009 16:00
la legge è uguale per tutti ???
Ma la tributaria da DiPietro e famiglia non ci puo' andare ??????????????????????
Scritto da zorro

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