Pavia ospita dal 9 ottobre una mostra imperdibile: ‹‹Da Velasquez a Murillo. Il Secolo d'Oro della pittura spagnola nelle collezioni dell'Ermitage››. Il castello visconteo sfoggerà questi tesori fino al 17 gennaio 2010 al modico costo di 8 euro. La mostra è composta da circa cinquanta opere, tutte provenienti dall'importantissima collezione di pittura spagnola dell'Ermitage. L'esposizione nasce grazie alla collaborazione scientifica e al protocollo internazionale siglato tra il Comune di Pavia con i suoi Musei Civici, il Museo Statale Ermitage e la Fondazione Ermitage Italia, e dal legame storico e culturale tra la Lombardia e la Spagna: un legame al quale la città pavese, insieme alla Università degli Studi di Pavia, ha da sempre posto attenzione.
Nei primi decenni del Seicento gli scambi tra Spagna e Italia proliferano. Al punto che un artista della statura di Jusepe de Ribeira si trasferisce in Italia, prima a Roma e poi a Napoli, per innumerevoli anni, guadagnandosi il nome di Spagnoletto. Nella capitale partenopea, peraltro, dopo il 1606 c'era stato - anche a seguito del passaggio di Caravaggio - un risveglio delle arti. Un terremoto paragonabile a quello suscitato da Velasquez in Spagna quando, proprio nel 1606, lasciava Siviglia per Madrid.
Molti sono i richiami alla pittura italiana nell'arte spagnola. Le scuole italiane sono un modello importante. Tintoretto e la scuola veneziana, Federico Zuccari, Michelangelo, Francesco Vanni e lo stesso Caravaggio sono gli italiani più ammirati. E imitati. Ma imitati bene. Tra le opere da vedere c'è l'Annunciazione di Bartolomé Esteban Murillo, risalente al 1660. Così la città che il 24 febbraio 1525 fu teatro dell'epica battaglia con cui la Spagna conquistò il Ducato di Milano accoglierà i bruschi contrasti chiaroscurali e l'intenso naturalismo di Jusepe de Ribera, il manierismo maturo di Francisco Ribalta, la modernità di Diego Velasquez, la genialità di Alonso Cano e molti altri ancora.
Gli artisti spagnoli non potevano trovare vetrina più adatta del trecentesco castello pavese. È a Pavia, infatti, che l'imperatore Carlo V nel giorno del suo compleanno, pur in palese inferiorità numerica, ebbe la meglio sull'esercito del re di Francia, Francesco I. La vittoria di Pavia ha avuto una straordinaria importanza nella storia spagnola ed ebbe vasta eco in tutta Europa, tanto che riproposizioni letterarie di quegli avvenimenti si trovano in area tedesca, italiana, francese e, naturalmente, spagnola. Per la storia della nostra letteratura basti ricordare il XXXIII canto dell'Orlando Furioso: ‹‹Pavia difesa dal furor di Francia,/ e del Leon del mar rotto il disegno./ Vedete duo marchesi, ambi terrore/ di nostre genti, ambi d'Italia onore;/ (...)››.
Il giovane e nuovo sindaco Pdl di Pavia, Alessandro Cattaneo, con questa esposizione ha vinto dunque una delle sue prime scommesse: dimostrare come la buona cultura, la cultura di eccellenza, sia prodotta con risultati strabilianti da amministrazioni di centrosinistra. Questa mostra è uno straordinario regalo della giunta comunale alla città di Pavia e all'Italia. Si tratta - merita di essere ricordato - della prima esposizione realizzata all'estero da parte del museo russo dell'Ermitage sulla collezione spagnola. Fu la Zarina Caterina II a far giungere le prime opere d'arte spagnola in Russia. Opere come «La testa maschile di profilo» di Velasquez, un capolavoro che vedrà l'Italia per la prima volta da quando è stato dipinto dal grande artista spagnolo. Chi ha tempo non aspetti tempo. E corra a Pavia a immergersi nel Siglo de Oro.
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