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Numero 355
del 08/02/2010
Il Pdl presenta due disegni di legge sul Csm PDF Stampa E-mail
! di Aurora Franceschelli
aurora@ragionpolitica.it
  
giovedì 22 ottobre 2009

La nostra Costituzione, all'art 105, statuisce che «spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati». Ebbene, secondo il dettato costituzionale stabilito dai nostri Padri costituenti, dunque, appare chiaro come all'organo di autogoverno della magistratura spettino un complesso di funzioni prettamente di alto spessore amministrativo. Durante gli anni, però, la prassi ha finito per attribuire a quest'organo poteri che, secondo la Carta, non gli spetterebbero. E' accaduto così per la «pratica dei pareri», per la legittimità della quale si invoca l'art. 10, comma 5,  della legge 195/1958, laddove prevede che «il Csm dà pareri al ministro della Giustizia sui disegni di legge concernenti l'ordinamento giudiziario, l'amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie».

A questo proposito si è discusso e si discute da tempo se il Csm possa esprimere pareri non solo al ministro, ma anche alle Camere sui disegni di legge in materia di Giustizia e di ordinamento giudiziario. In realtà, dal momento che il potere in questione non è previsto dalla nostra Carta,  il parere lo si dovrebbe dare solo se richiesto espressamente, e dunque solo nel caso in cui il ministro della Giustizia ne abbia fatto un'espressa domanda all'organo di autogoverno della Magistratura.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un proliferare di pareri non richiesti, come quelli espressi sul ddl relativo al reato di immigrazione clandestina o sul disegno di legge governativo sulle intercettazioni, o quello fornito dal Csm sulla riforma del processo penale in esame in Parlamento. Da ultimo, quello sul Lodo Alfano. Ebbene, proprio per disciplinare la pratica del ricorso ai pareri i capogruppo e vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gasparri e Quagliariello hanno presentato un disegno di legge (su cui stavano lavorando da tempo) che «chiarisce esplicitamente che il Csm possa dare pareri al ministro della Giustizia solo su sua richiesta», e in ogni caso stabilisce che essi, se richiesti, possono essere forniti dall'organo entro un'orizzonte temporale, ossia prima che il provvedimento oggetto dell'attenzione del Csm arrivi in Consiglio dei Ministri; questo per evitare che il Csm si spinga a sindacare la costituzionalità degli atti di governo. Come ha precisato Quagliariello, «il Csm non può diventare una sorta di "terza Camera" del Parlamento che assegna le patenti di costituzionalità preventive agli atti del governo», come è avvenuto in occasione della recente pronuncia sul lodo Alfano.

Il disegno di legge in questione, inoltre, si pone quale obiettivo anche quello di impedire che la pratica dei pareri sconfini, come è accaduto sino ad ora, anche oltre le materie di stretta competenza, ossia oltre ogni «oggetto comunque attinente a ordinamento giudiziario e amministrazione della giustizia» In sostanza si vuole evitare che siano resi pareri anche su scelte di indirizzo politico del tutto estranee alla sfera di intervento di Palazzo dei Marescialli, una pratica che rischierebbe di mettere a repentaglio un assetto istituzionale che non consente al Csm di assumere un ruolo di indirizzo politico-giudiziario.

I due capigruppo al Senato, inoltre hanno presentato un altro disegno di legge che si propone di introdurre limiti più stringenti sulle cosiddette «pratiche a tutela», ossia quelle pratiche che vedono il Csm intervenire a difesa di quelle Toghe che vengono criticate per alcune loro scelte nell'esercizio delle loro funzioni. A settembre il presidente della Repubblica aveva inviato al Csm una missiva nella quale chiedeva all'organo di autogoverno della magistrature di «fare un responsabile e prudente uso dell'istituto», riferendosi anche a pratiche aperte in seguito ad alcune critiche rivolte alla magistratura dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tale pratica, è bene ricordarlo, non è prevista dalla Costituzione: essa si affermò, nella prassi, in occasione di due risoluzioni dello stesso Csm rispettivamente del 1978 e del 1981 ed  è prevista formalmente solo dal 15 luglio del 2009, quando l'organo si è dato un nuovo regolamento interno nel quale è previsto, all'art.31, tale istituto. In pratica è accaduto che il Csm si sia autoattribuito tale prerogativa; non vi è, infatti, nessuna legge costituzionale che la disciplini.

Il fatto che il Csm possa prendere liberamente posizione nel caso in cui vi siano diatribe tra magistrati e uomini politici rischia, in ogni caso, di compromettere l'autonomia dell'organo, le cui scelte potrebbero essere interpretate come influenzate da giudizio politico. Il disegno di legge presentato da Quagliariello e Gasparri stabilisce che Palazzo dei Marescialli «non può assumere iniziative che rechino nocumento alla riservatezza, alla serenità e all'imparzialità della funzione giudiziaria e al regolare svolgimento di procedimenti pendenti». In particolare i due capigruppo del Pdl lamentano la capacità che queste pratiche a tutela hanno nel condizionare le giurie che sono impegnate nei processi, creando «un clima di tensione che può nuocere alla serenità dei collegi giudicanti e a quella di tutte le altre parti del processo». Tanto più che, come giustamente sostiene Quagliariello, «esistono già norme ordinarie di tutela a disposizione di ogni magistrato, sia in sede civile sia in sede penale».




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Commenti (2)
1. 26-10-2009 22:27
Sovranità popolare
La sovranità popolare è il fondamento della nostra Repubblica. Il popolo esercita la sua sovranità nel Parlamento liberamente eletto. Non può esistere un organo superiore in sovranità al Parlamento ed al popolo.
Scritto da ale
2. 23-10-2009 07:58
Ordine o potere?
Una moderna democrazia è tale se riconosce attua e protegge il principio che la sovranità appartiene al popolo. Tutto il potere quindi deriva da una delega che il popolo affida secondo la Costituzione agli organi previsti Camera Senato (Legislativo) Governo (Esecutivo)Nessun'altra Istituzione può arrogarsi la condizione di potere al di fuori della delega La Magistratura Inquirente e Giudicante sono Ordini che Gestiscono una funzione dello Stato secondo le Leggi che gli Organi Costituzionali attribuiscono loro Ogni interpretazione estensiva è una ferita alla sovranità popolare. Ben venga qindi una riforma della giustizia che dia al cittadino rinnovata fiducia nella imparzialità indipendenza ed efficienza della Magistratura tutta. Anche per questo la maggioranza di questo Paese ha dato mandato al governo di Silvio Berlusconi ed alla Casa della Libertà.
Scritto da Angelo da Roma

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