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Numero 359
del 12/03/2010
La guerra mediatica non passa in Europa PDF Stampa E-mail
! di Gabriele Cazzulini
cazzulini@ragionpolitica.it
  
giovedì 22 ottobre 2009

Flop. E' fallita L'operazione di esportare nel Parlamento europeo la guerra mediatica italiana. La sinistra aveva presentato una mozione per denunciare le pressioni del governo italiano sulla stampa. Cosa speravano di fare gli eurodeputati italiani? Provocare un sussulto d'indignazione che partiva da Strasburgo e arrivava fino a Roma? Fornire nuovi argomenti-proiettili alle cartucciere-rotative della stampa militante anti-premier? Oppure si trattava solo di una piazzata per carpire ad ingenui deputati provenienti da angoli remoti dell'Europa un voto di sfiducia indiretta contro Berlusconi, che ovviamente si sarebbe tramutata in poco più di un venticello primaverile.

Tutto molto italiano: il melodramma sulla libertà di stampa, il mito dell'opposizione-resistenza, i partigiani dell'informazione? Chissà le facce dei lituani o dei portoghesi a sentire queste orazioni da prefiche tradotte nelle loro lingue. Invece di sviluppare un profilo europeo, l'opposizione sceglie di italianizzare l'Europa, ammirando quanto è bello il suo dito che punta contro Berlusconi invece di guardare alla luna, cioè alle stelle dell'Ue. Come ai tempi degli strali del commissario Almunia contro i deficit dell'Italia, la sinistra guarda sempre all'Ue come ad un alleato di riserva da mobilitare come supporto esterno nell'attacco a Berlusconi.

La sinistra vuole fare il ventriloquo dell'Ue: lo dice l'Europa, ma in realtà è sempre la sinistra che parla. A proposito di alleati, il dato statistico è che tale mozione è stata respinta, sebbene per pochissimi voti. Ma in questa apparente sconfitta così risicata emerge un dato politico tutto italiano: a parte l'opposizione scontata del Ppe, a mancare all'appello decisivo sono stati i voti di tre eurodeputati irlandesi, sui quali si sono abbattute le più infuocate critiche. Come? Per difendere la libertà di informazione si sacrifica la libertà di voto? E' un controsenso. Eppure succede perché l'estremismo non ammette eccezioni, come la libertà di voto. Inoltre è mancato pure un singolo voto della pattuglia europea dell'Idv. Perché? Misteri della politica, ma soprattutto ennesimo sgambetto tra due ex alleati che cercano di ricucire la loro alleanza sapendo entrambi che è tempo sprecato - ma è sempre meglio di niente, finché Bersani, nuovo segretario del Pd che non ha bisogno del voto popolare per fare politica, non dice ai viceré del centrosinistra cosa intende fare, soprattutto con chi e quindi senza chi. Ma l'aspetto più curioso è che la mozione presentata dal centrodestra, anch'essa respinta, era ispirata all'invito del presidente Napolitano a non far debordare in sede europea il dibattito interno. Quindi la sinistra ha sconfessato Napolitano. La furia estremista brucia amici e nemici in un unico falò, prima che questa combustione finisca proprio con l'incenerire i suoi artefici.




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