Il Quirinale ospita da mercoledì una mostra gratuitamente aperta al pubblico fino al 31 gennaio, dal titolo «Giordania: crocevia di popoli e culture». Inutile sottolineare di questi tempi il valore di una simile mostra, che conferma il ruolo dell'Italia come paese disponibile al dialogo con il Medioriente e, più in particolare, l'amicizia con la Giordania. L'esposizione è stata inaugurata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dalla bellissima regina di Giordania, Rania Al-Abdullah. Per il nostro paese ospitare questa rassegna di capolavori raccolti al Quirinale presso la Sala delle Bandiere rappresenta un evento unico, capace di raccontare settemila anni di storia, come dimostra il reperto più prezioso della mostra, la statua più antica del mondo risalente addirittura al periodo neolitico. Si tratta di una statua antropomorfica realizzata con intonaco su scheletro di canne. Non è l'opera più bella della rassegna, ma è certamente tra le più suggestive.
Alla Sala delle Bandiere sono dunque conservati ben 60 oggetti che attraversano la storia del territorio di Giordania lungo alcune delle più importanti civiltà della storia del mondo: dal neolitico all'età del bronzo e del ferro, dai Nabatei - l'unica popolazione che Mosè abbia aggirato e non affrontato nel viaggio verso la terra promessa - fino all'età romana, cristiana, ottomana. La Giordania risalta così nella sua specificità di rilevante epicentro della vita del Mediterraneo. All'inaugurazione il direttore giordano dell'Antichità, Fawwaz Al-Khraysheh, ricorda la prima missione italiana di scavo, risalente al 1927, in pieno fascismo, e l'aiuto di Abdallah I, nonno dell'attuale sovrano, ai francescani che lavoravano sul Monte Nebo.
Gioielli d'oro e di pietra, piccoli capolavori dell'arte egizia e cipriota, una splendida sequenza di capitelli a forma di testa, insieme a opere romane e bizantine, impreziosiscono questa esposizione davvero unica.
Dopo aver presentato l'evento al Quirinale, la regina di Giordania ha voluto anche visitare Galleria Borghese e la mostra su Caravaggio e Bacon. Come ha confermato il ministro della Cultura, Sandro Bondi: «E' stata Sua Maestà a decidere di visitare la Galleria Borghese e la mostra attualmente in corso "Caravaggio e Bacon"». Il ministro, che ha accompagnato la sovrana di Giordania, ha anche aggiunto: «La regina ha molto apprezzato il museo e la mostra. Noi le siamo grati per aver richiamato l'attenzione sul nostro patrimonio artistico. E' importante che persone della politica e della cultura di paesi stranieri desiderino vedere i nostri capolavori. Dobbiamo essere fieri dell'apprezzamento di cui gode la nostra arte nel mondo... La regina - ha detto ancora Bondi - ha apprezzato ogni singolo quadro. Si vede che era preparata, che è una persona che ha un ottimo background culturale».
Nonostante quanto scrivono alcuni osservatori, la politica internazionale dell'Italia non deve poi essere così malvagia, se la Giordania - Stato centrale nei delicati rapporti mediorientali - ha deciso di rilanciare l'amicizia con l'Italia attraverso una mostra che, come prima «missione politica», ha proprio quella di ricordare gli antichi legami tra il nostro paese e l'antica dinastia Hashemita. Un'iniziativa che si aggiunge, per quanto riguarda il bacino del Mediterraneo, all'attivismo dialogante del premier Berlusconi, del ministro Frattini e del sottosegretario Stefania Craxi, che è stata tra i promotori di un'importante iniziativa svoltasi nei giorni scorsi a Reggio Calabria: il primo meeting delle metropoli mediterranee.
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