freccia_long
Numero 385
del 02/09/2010
Il Partito Democratico e l'«eroismo» di Marrazzo PDF Stampa E-mail
! di Francesco Natale
natale@ragionpolitica.it
  
lunedì 26 ottobre 2009

Dice bene Salvatore Tramontano sul Giornale di lunedì 26 ottobre: Piero Marrazzo non si è dimesso o autosospeso. E' stato esonerato. L'establishment del Pd non poteva reagire diversamente a fronte delle gravissime e penalmente rilevanti accuse a carico dell'ormai ex governatore della Regione Lazio. Fin qua, nulla da dire: a noi né piace né interessa sbirciare pelosamente nelle altrui lenzuola, camere d'albergo o alcove che siano. Né abbiamo nulla da ridire riguardo a decisioni inerenti alle dinamiche interne di un partito avversario che senza necessità di spinte o spallate da parte del Pdl riesce benissimo da solo a raggiungere un minimo storico difficilmente recuperabile.

Quello che troviamo quanto meno ridicolo è che il direttivo del Pd cerchi per l'ennesima volta di convertire una pesante sconfitta a livello di immagine e spendibilità della medesima in una mezza vittoria, in un «pari e patta», trascinando vieppiù nel fango la reputazione di un eccellente ex, per la cui vicenda umana e giudiziaria possiamo al massimo provare compassione. Ma nessuna forma di aggressione, di sciacallaggio, di reazione viene vista come eticamente ed umanamente impraticabile nel momento in cui il nemico è Silvio Berlusconi. Ecco quindi pronti all'opera gli innumerevoli rigiratori di frittate che infestano redazioni di giornali e programmi Tv: da La Repubblica passando per Lucia Annunziata ed arrivare ad Anno Zero: Marrazzo è un eroe perché si è dimesso, mentre il premier resta ancora al suo posto.

Facciamo un briciolo di chiarezza: mentre per lo sfortunato e abbandonato Marrazzo si configurano ipotesi di reato gravi, che vanno dal peculato alla corruzione di pubblici ufficiali, a carico di Silvio Berlusconi non esiste ad oggi nulla che possa pur lontanamente essere considerato penalmente rilevante. Di eroico non c'è proprio nulla: Marrazzo non è né Padre Massimiliano Kolbe, né Salvo d'Acquisto. E' stato costretto a lasciare la mano, poiché la sua posizione non era più oggettivamente difendibile. Amen.

Errori ne commettiamo tutti e, solitamente, ne paghiamo le conseguenze. Dignità e compassione vorrebbero che l'ex governatore fosse lasciato in pace e in grado di gestire la sua difficilissima e complessa situazione, umana prima ancora che giudiziaria, lontano dalle luci della ribalta e con la discrezione del caso. E invece? Una tristissima vicenda, già squallida di suo, viene sezionata, ricomposta, incartata e strumentalizzata per fini neppure politici, bensì di sciocca rivalsa, dagli ex compagni di viaggio, moralisti e vacuamente moralizzatori. I quali, pur di alimentare il loro verde livore antiberlusconiano, non guardano davvero in faccia a nessuno.

Anche da queste «piccolezze» si giudica la statura morale di una classe politica. Non solo dalle più o meno ambigue frequentazioni di un notabile di partito. Sic transit gloria mundi...




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (2)
1. 28-10-2009 16:57
Il PD e "l'eroismo" di Marrazzo
La Sua sintesi sul caso Marrazzo è perfetta.Probabilmente lo faranno"santosubito"visto che il"KPD",dopo averlo"esonerato"dalla Regione Lazio lo ha già rinchiuso in convento,come la monaca di Monza,e dopo la penitenza lo tirerà fuori più "candidato" che prima.E' evidente che non c'è paragone tra questo melodramma con implicazioni penali rilevanti e l'accanita persecuzione giudiziaria e mediatica che da anni ormai disturba la vita privata e politica del Presidente del Consiglio Berlusconi.Però va fatta un'osservazione importante che ancora nessuno ha rilevato:se L'Arma dei Carabinieri non avesse aperto un'indagine sui presunti agenti corrotti,che cosa avrebbe fatto Marrazzo?Non avrebbe forse continuato imperterrito e magari più arrogante che prima a governare la Regione Lazio,convivendo con questi reati e spacciandosi per una persona per bene,come quando tuonava moralizzando dal pulpito di RAI3?Questa evidente ulteriore ipocrisia di Marrazzo è assai peggiore dei reati da lui commessi.
Scritto da Stella
2. 31-10-2009 10:10
Marrazzo dà il buon esempio?
Secondo me la strategia del Pd (e di Santoro) è più sottile.  
Il sillogismo è il seguente: 
"Berlusconi e Marrazzo sono entrambi coinvolti in scandali a sfondo sessuale. Dato che Marrazzo si è dimesso, perchè non si dimette anche Berlusconi?" 
Il ragionamento non sta in piedi perchè i due 'scandali' non sono nemmeno lontanamente paragonabili... il primo si basa su dicerie, mentre nel caso di Marrazzo si configura un reato e c'è un ricatto. 
 
Ma a loro non interessa la morale: interessa mandar via Berlusconi, con qualsiasi mezzo.
Scritto da Marina Mascetti

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >

due-anni-di-governo.jpg
gubbio2010.jpg
governo.jpg
governo_berlusconi.jpg
forza_silvio.jpg
fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg
collaboranew-2.jpg

il-nuovo-domenicale.jpg

 


sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, periodico on line Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
Scrivi alla redazione © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata