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Numero 462
del 11/02/2012
LA SINISTRA IN FUGA DALLA REALTÀ PDF Stampa E-mail
! di Sandro Bondi
bondi@ragionpolitica.it
  
sabato 31 ottobre 2009

Proponiamo ai lettori di «Ragionpolitica» l'intervento che Sandro Bondi, ministro per i Beni Culturali e coordinatore nazionale del Pdl, aveva inviato a «La Repubblica», chiedendone la pubblicazione in risposta a un commento di Nadia Urbinati. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha però risposto a Bondi di non voler pubblicare l'intervento, che è stato poi riprodotto su «Il Giornale» del 29 ottobre.

Egregio Direttore, nessuno meglio di Nadia Urbinati aveva finora giustificato da un punto di vista culturale la tesi prevalente nella sinistra italiana, cioè che la sovranità non è il governo: più chiaramente che la «differenza tra sovranità e maggioranza eletta che governa per un tempo limitato non è numerica, ma di forma e di sostanza». Anche Walter Veltroni qualche tempo fa aveva cercato di spiegare da par suo l'esistenza in Italia di una maggioranza «civile» che non coinciderebbe con la maggioranza legittimata democraticamente a governare il nostro Paese.

Purtroppo l'opposizione in Italia, per ragioni essenzialmente storico-culturali, non vuole e non può comprendere il consenso a Berlusconi come l'adesione consapevole della maggioranza dei cittadini a un progetto politico. La sinistra ha rinunciato da tempo, attraverso lo strumento della cultura politica, a comprendere la realtà e le aspettative degli italiani, e preferisce seguire la via più facile nell'immediato, ma fallimentare sul piano delle prospettive future, di interpretare il consenso a Berlusconi come il frutto della corruzione dell'opinione pubblica, bombardata dalle famigerate televisioni commerciali e ora privata addirittura della libertà di stampa. Questa è in sostanza la tesi sposata dal quotidiano che Ella dirige e fatta propria ormai da tutto l'arco dell'opposizione, con l'avanguardia combattente e insultante di Di Pietro.

Nadia Urbinati offre, dal suo scranno di raffinata intellettuale di sinistra, un'ulteriore sofisticata giustificazione teorica alla convinzione secondo cui la sovranità non ha nulla a che fare con «la massa che un leader pensa di catturare, tenere o imbonire». E non è un caso che la Urbinati si riallacci a Giuseppe Dossetti, il cui pensiero, fin dai lavori dell'assemblea costituente, si ispirò all'antifascismo come fondamento della Costituzione, affermandone la sostanziale intangibilità. Don Gianni Baget Bozzo ha ricordato con partecipazione la figura religiosa e politica di Dossetti, spiegando con chiarezza la saldatura sul piano etico che avviene, alla fine degli anni Settanta, fra una parte dei cattolici e dei comunisti, un'intesa che porterà alla distruzione dei partiti democratici e all'alleanza tra Costituzione e potere giudiziario come fondamento della legittimità politica. «Nel momento in cui la democrazia - scrive don Gianni Baget Bozzo - si separava dall'antifascismo con il voto berlusconiano, l'unica politica era quella della Costituzione e dell'antifascismo, anche contro la democrazia». Si formalizzava dunque il contrasto tra Costituzione e democrazia, così come sostiene Nadia Urbinati nel suo articolo.

La storia di questi ultimi giorni e di tutti questi ultimi drammatici anni della nostra storia si legge come la volontà, da parte della sinistra, di disconoscere la volontà popolare, e di conseguenza la legittimità del potere democratico, considerato che questa volontà democratica sarebbe inficiata all'origine da una tara morale e da una contrapposizione giuridica. La questione fondamentale perciò che ormai si pone è quella riguardante la legittimità del potere, cioè il potere che in una sana democrazia i cittadini affidano ai propri rappresentanti nelle istituzioni e nei partiti. Questo corto circuito, questo vero e proprio blocco tra la volontà espressa democraticamente dal corpo elettorale e le crescenti difficoltà del sistema di rappresentanza di agire in coerenza con il mandato ricevuto dal popolo sovrano, è un problema tanto più grave nel nostro Paese vista la mancanza di un corretto equilibrio tra i poteri dello Stato. L'Italia è l'unico Paese in Europa nel quale alcuni poteri dello Stato agiscono, come nel caso di settori politicizzati della magistratura, in un'ottica di contrapposizione al potere democratico, per neutralizzarne le decisioni o addirittura per sovvertirne le responsabilità.

È singolare, o meglio è un'altra conferma della crisi della sinistra, che essa non si ponga un interrogativo così importante proprio per il rafforzamento del potere democratico in un'epoca di globalizzazione.




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Commenti (3)
1. 02-11-2009 10:07
pagina nuova con Bersani
nell'interesse di tutti,di farla FINIta seriamente col franceschinismo
Scritto da Pito
2. 04-11-2009 16:39
La sinistra in fuga dalla realtà
Sono daccordo con la Sua analisi Ministro Bondi mi permetto di aggiungere che la sinistra è sempre stata fuori dalla realtà,non fosse altro perchè da sempre solo un manipolo di scalmanati esaltati ha caparbiamente imposto ai suoi seguaci lo scopo supremo di"prendere il potere" anche a costo della rivoluzione violenta o con alternative ad essa come il terrorismo, convinti in forma maniacale inoltre di avere sempre e comunque ogni ragione. La democrazia non è proprio nel DNA della sinistra nè lo sarà mai.L'ideologia di sinistra andrebbe quindi messa al bando,come giustamente si è fatto per quella fascista e quella nazista,in quanto in suo nome sono stati commessi altrettanti orrendi crimini e perchè, per sua natura,rimane contraria ai parametri e agli strumenti propri di una sana ed evoluta democrazia,la quale non può certo ammettere le violenze,i soprusi e le delegittimazioni istituzionali da loro sistematicamente adoperate. Un auspicio, nel ricordare la caduta del muro di Berlino.
Scritto da Stella
3. 05-11-2009 14:50
La verità fa male.
L'articolo del ministro Bondi fotografa in faccia la realtà di una sinistra, che dopo aver occupato tutti i poteri della politica, della funzione pubblica e amministrativa, dell'informazione, con la presenza al 95% di attori( cantanti, comici, satirici ), di giornalisti della carta stampata, delle reti televisive pubbliche e private,della giustizia 
combattente di sinistra ( fortunatamente in minoranza), non pensava che il POPOLO ITALIANO, la maggioranza, non fosse stato dalla loro parte o fosse stato così cretino da non accorgersi dei loro inganni, tant'è che presentandosi sulla scena politica un vero Uomo, Silvio Berlusconi, hanno visto il loro progetto sfumare.  
La sinistra non ha mai governato in nessun posto se non im maniera subdola e autoritaria, mai perche voluta da tutto il popolo. 
Le loro bugie, la loro distribuzione di onori e posti di lavoro,i loro giudici che dovrebbero sottoporsi a test di capacità e meriti, non potranno mai aver ragione delle persone giuste, libere.
Scritto da domenico zagaria

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