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Numero 355
del 08/02/2010
L’emergenza nazionale in Ucraina PDF Stampa E-mail
! di Gianluca Fatone
fatone@ragionpolitica.it
  
mercoledì 04 novembre 2009

Con una dichiarazione rilasciata ai media nazionali, il Primo Ministro Ucraino, Julia Timoshenko, ha dichiarato lo «stato di emergenza» per l'intero Paese procedendo, inoltre, ad applicare una forma di «quarantena provvisoria» per le nove regioni maggiormente colpite dall'ondata di contagi. Le nove regioni in questione sono ubicate nella zona occidentale del Paese, quella cioè compresa tra la Bielorussia a Nord e la Romania a Sud. All'interno di quest'area si trovano i centri urbani di L'viv (Leopoli), Ivano-Frankivs'k e Ternopil molto importanti sia da un punto di vista economico che demografico. Come parte integrante di questo provvedimento, il Premier ucraino ha ordinato la chiusura immediata di scuole ed università in tutto il territorio nazionale unitamente alla proibizione di eventi pubblici quali concerti, manifestazioni e assembramenti per un periodo di almeno 3 settimane. Per ora l'esecutivo ucraino ha deciso di non applicare ad-litteram il protocollo previsto dallo «status di quarantena» (blocco dei mezzi e delle vie di comunicazione, chiusura dei confini nazionali, presidio dei luoghi pubblici affidato all'Esercito e al Dipartimento per le Emergenze, limitazioni alla libertà personale). Tuttavia questa ipotesi non è stata accantonata dalle autorità ucraine che hanno fatto intendere che, qualora la situazione dei decessi e del numero dei contagi dovesse crescere sensibilmente, potrebbero trovarsi costretti ad adottare tale misura.

Per mitigare i rischi di un allargamento del contagio, il governo della Bielorussia ha ordinato l'intensificazione del controllo sul confine con l'Ucraina per quanto riguarda il traffico di persone in ingresso nel Paese. Al fine di contenere il numero dei contagi, le autorità di Kiev hanno quindi richiesto ai cittadini ucraini di limitare al minimo gli spostamenti da e verso le regioni interessate dal principale focolaio virologico. Lo scoppio dell'epidemia in Ucraina è avvenuto circa tre settimane fa e, a distanza di questa data, l'influenza ha causato già più di 60 decessi, 7.500 ricoverati (di cui circa 120 in terapia intensiva) e 191.000 malati. Il nodo della questione, come portato alla luce dal Ministro della Salute Vasily Knyazevich, risiede nelle difficoltà riscontrate da parte delle strutture ospedaliere e di laboratorio ucraine nell'analizzare tutte le richieste di diagnosi presentate a causa di un sottodimensionamento sia in termini di mezzi che di personale delle strutture preposte a rispondere alle necessità avanzate dalla popolazione.

In particolar modo, il numero totale degli infetti dal virus H1N1 (influenza suina) risulta essere di molto inferiore a quello degli infetti dalla comune influenza stagionale ma, come accaduto in altri Paesi, l'H1N1 sarebbe causa di decessi nei soggetti considerati a rischio a causa di fattori endemici quali la giovanissima età e l'abbassamento del livello di anticorpi a causa di malattie pregresse (tumori, malattie cardio-respiratorie) nonché per la mancanza di cure appropriate. Facendo riferimento a quest'ultimo fattore, il governo ucraino è stato senz'altro carente nel portare avanti con successo un'adeguata campagna di prevenzione sia da un punto di vista informativo che da un punto di vista organizzativo nel non predisporre un adeguato numero di vaccini (tamiflu) e nel non aver provveduto per tempo all'allocazione di fondi straordinari per consentire alle strutture preposte di dotarsi dei mezzi e dei materiali necessari ad affrontare una situazione di prevedibile calamità.

Avendo preso coscienza della gravità della situazione, il governo ucraino ha deciso di ricorrere all'aiuto della comunità internazionale sia per voce del Primo Ministro Timoshenko sia attraverso una lettera indirizzata dal Presidente Yushenko agli Usa, all'Ued, alla Nato ed ai Paesi confinanti con il territorio ucraino. Anche la Russia, sebbene non sia stata sollecitata dall'esecutivo di Kiev, ha provveduto di propria iniziativa ad offrire il proprio aiuto. Oltre all'appello internazionale l'Ucraina ha provveduto, seppur tardivamente, allo stanziamento di una somma pari a circa 2,5 milioni di dollari per l'acquisto dalla Svizzera di circa 300 milioni di dosi dell'unica medicina che appare essere efficace contro il virus H1N1, il Tamiflu. A margine di questo preoccupante scenario di carattere umanitario, occorre notare come il premier Timoshenko abbia voluto introdurre un preciso risvolto politico della questione, dichiarando che l'attuale scenario di crisi unitamente all'esplosione del panico tra la popolazione ucraina sarebbero il frutto «dell'azione incosciente di soggetti e forze politiche ucraine». Tale accusa delinea con precisione il terreno dello scontro che vedrà le forze politiche del Paese darsi battaglia nei prossimi mesi.

Nonostante l'emergenza che il Paese sta attraversando, tutte le fazioni politiche restano determinate nel voler proseguire il cammino elettorale che porterà la Nazione ad eleggere il nuovo Presidente nel prossimo mese di gennaio. Il fatto che l'emergenza riguardi principalmente la regione occidentale del Paese, cuore dell'elettorato politico filo-europeista che ha portato all'elezione sia del presidente Yushenko che del Primo Ministro Timoshenko, rappresenta un fattore di preoccupazione per i due ex promotori della «Rivoluzione Arancione». Nonostante i due siano ora politicamente antagonisti nella corsa alla Presidenza del Paese, sarà estremamente rilevante mantenere un reciproco livello di cooperazione nella gestione dell'attuale crisi attraversata dal Paese se vorranno evitare di spianare la strada al «vecchio rivale», Viktor Yanukovich, nella vittoria finale delle prossime elezioni.




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