Tramissioni televisive come L'Infedele aiutano molto a comprendere il clima mefitico che ci sta attanagliando ormai da lunga pezza. Gad Lerner invita il ministro della Cultura Sandro Bondi, il direttore responsabile del Giornale, Alessandro Sallusti, una professoressa italiana che insegna in Francia all'Université Paris V e Franco Cordero, il noto costituzionalista barricadiero anti-berlusconiano ed arruolato da anni nelle truppe d'assalto di Micromega. Da Roma, in collegamento, Alessandro Campi di Farefuturo. Ecco, in questo calderone chi tira bordate incandescenti è proprio il ministro Bondi: un paio di volte centra la professoressa, che viene iscritta giustamente nella falange degli intellettuali «radical-chic», gonfi di odio nei confronti dell'Italia berlusconiana ma assai solidali con ex terroristi e banditi patentati come Battisti. Tra l'altro questa studiosa, tra una citazione di Montesquieu (direi anche espressa male, visto che egli che non aveva la visione della separazione dei poteri così banalmente descritta da questo membro dell'accademia francese) e un predicozzo sui valori della democrazia (offesi, va da sé, da Berlusconi e dai berluscones), nonché, udite udite, sul «razzismo» (ma che c'entra?), è riuscita a non infilarne una. Cordero somiglia molto a un Cordero di Montezemolo senza chioma e sorriso, e infatti Bondi gli ha fatto la fotografia, in un solo click c'era tutto un mondo sballato: Cordero è un mix di Barocco ed Antagonismo, un risultato «straziante». Ma questo grande sciamano barocco-antagonista riempie da tempo molte colonne de La Repubblica, ergo, come nel caso del Duce secondo il Longanesi prima maniera, ha sempre ragione.
Bene, dopo la lettera al Foglio sugli intellettuali servi e mendicanti del potere, bene ha fatto il ministro Bondi a mettere in campo questo assalto analitico, declinato con fine acume antropologico. Insomma, una puntata sulla giustizia che deve essere riformata, su Fini che non cita neanche una volta Berlusconi nel suo libro e sull'Italia che vuole uscire fuori dalla sindrome giustizialista di Mani Pulite si è trasformata, stavolta positivamente per noi e per il pubblico intellettualmente onesto, in un vademecum delle idiozie della sinistra più sinistrata dell'Occidente.
Dissento su un punto richiamato da Sallusti. Il direttore responsabile del Giornale ha citato Toni Negri in relazione al terrorismo passato e futuro, ma, in realtà, quel che sta accadendo oggi è qualcosa di ben diverso. Non siamo più di fronte al terrorismo organizzato in maniera para-militare come negli anni Settanta. Quel che capita oggi è che moltitudini di soggetti sbandati e marginali vanno all'assalto dei pezzi di società nei quali gli capita di vivere o sopravvivere, creando un caos metropolitano che poi le insigni professoresse parigine, come quella presente nella tramissione di Lerner, interpretano come espressioni di libertà collettiva, fino al punto di tirare in ballo il razzismo quando si parla di immigrazione clandestina. Perché le moltitudini di clandestini gonfiano le moltitudini di Negri & CO., che poi vanno nelle trasmissioni come L'Infedele e nelle università a predicare il verbo della violenza «necessaria» contro il Sistema-mondo della globalizzazione e via con la tiritera parigina radical-chic.
La professoressa - ci scommetterei - ha senz'altro avuto come docente, almeno in un qualche seminario, Toni Negri: quel che rimasticava nel salotto di Lerner sapeva molto di quel modo di approcciare le questioni giuridiche, politiche e sociali. Il divorzio completo dalla realtà così come viene vissuta dal popolo in carne ed ossa, dalle persone concrete, che subiscono lo spirito rivoluzionario di certi magistrati senza poter fare nulla. Perché contro le toghe, in questo paese, non si può dire nulla. Il referendum vinto sulla responsabilità civile dei magistrati ha portato alla condanna di... un solo magistrato. Nessuno, invece, ha condannato quei giudici che, con i loro metodi «persuasivi», hanno indotto nove persone a suicidarsi durante la gogna mediatica di Tangentopoli. Anzi, costoro hanno avuto anche il premio! Tutto alla rovescia. Il mondo rovesciato deve tornare salubremente ritto sui piedi, prima che sia troppo tardi.
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