freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Internet per tutti PDF Stampa E-mail
! di Ragionpolitica
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giovedì 03 dicembre 2009

Roberto Cassinelli, deputato del Popolo della Libertà, membro della Commissione Giustizia della Camera e della Consulta Nazionale sulla Giustizia del Pdl, ha presentato il 19 novembre scorso una proposta di legge per incentivare l'utilizzo di punti di accesso pubblici e senza fili ad internet.

Onorevole Cassinelli, quali sono i motivi che l'hanno spinta a presentare la proposta di legge?

Innanzitutto la constatazione che una normativa come quella italiana non esiste in nessun altro paese del mondo: da noi, oggi, chi si vuole collegare ad internet da una postazione pubblica o tramite una rete senza fili deve presentarsi fisicamente dal gestore dell'infrastruttura e presentargli il proprio documento d'identità. Nulla di simile accade all'estero, neppure negli Stati Uniti, che pure hanno le leggi antiterrorismo più severe. Questa circostanza evidentemente frena lo sviluppo e la diffusione di internet nel nostro paese, il che è gravissimo sia da un punto di vista economico che sociale.

Può illustrare ai lettori di Ragionpolitica.it i punti salienti della sua proposta legislativa?

La mia proposta prevede che la regola sia quella della non identificazione, come accade in tutto il resto d'Occidente. Ogni utente, cioè, sarà libero di collegarsi ad una postazione pubblica o ad una rete wi-fi, gratis o a pagamento, senza la necessità di doversi autenticare. Il testo però prevede che il ministro dell'Interno possa stabilire particolari eccezioni in cui richiedere l'identificazione, la quale dovrà avvenire, a differenza di quanto accade oggi, con modalità indirette e prescindendo dall'identificazione fisica del soggetto: a mio avviso, è fondamentale conservare il carattere di immediatezza ed autonomia tipico delle nuove tecnologie. Credo che la cosa migliore sia evitare di identificare l'utente perché è stato appurato che questa restrizione ha poca utilità nella lotta al terrorismo; ma se proprio vogliamo identificarlo, almeno facciamolo in modo coerente con gli strumenti tecnici cui ci riferiamo.

Nella sua proposta di legge lei chiede che venga modificato il cosiddetto «decreto Pisanu» del 27 luglio 2005 nella parte riguardante le comunicazioni telefoniche e telematiche e l'utilizzo di postazioni pubbliche per accedere a internet. Quali sono, a suo avviso, i difetti di quella disciplina?

Il decreto Pisanu era giusto nell'emergenza. Non dimentichiamo che fu emanato subito dopo i tragici attentati terroristici di Londra. Il governo di allora intervenne con grande prontezza ed in effetti il decreto ha dato dimostrazione di funzionare. Oggi, però, a bocce ferme e con più lucidità credo sia giusto valutare di modificarlo. La mia proposta si preoccupa solamente degli aspetti legati all'utilizzo di postazioni pubbliche per l'accesso ad internet. A questo proposito, come ho già detto, ritengo siano due gli aspetti da modificare sostanzialmente: la necessità di identificazione dell'utente e la modalità con cui tale identificazione deve essere svolta. Anche il senatore Pisanu, interpellato dalla stampa, ha dichiarato che queste parti vanno riviste ed aggiornate.

Se quanto lei propone verrà recepito, che cosa cambierà in concreto per i cittadini che vogliono collegarsi al web dai luoghi pubblici?

Cambierà che l'Italia offrirà le stesse opportunità di connessione degli Stati Uniti, dell'Islanda, della Spagna e di tutti gli Stati europei ed occidentali che hanno riconosciuto l'utilizzo di internet come un diritto e che quindi non hanno frapposto al suo sviluppo inutili impedimenti legislativi.

Quali saranno le nuove forme di controllo degli utenti a tutela della sicurezza pubblica?

Trattandosi di un tema particolarmente delicato, la proposta prevede che sia il ministro dell'Interno a doverlo stabilire. Quello che mi preme sottolineare è che il mio testo non è estremista né terroristico, e che non reca pregiudizio alla sicurezza dello Stato che, come ho dichiarato in diverse sedi, viene prima di tutto.

Quanti e quali vantaggi potrà portare, per lo sviluppo economico del nostro paese, una maggiore possibilità di accesso pubblico a internet?

Credo che i vantaggi saranno molti, ed in svariati settori. Pensiamo ad esempio al turismo, sia di piacere che d'affari: viaggiatori e manager potranno connettersi alla rete e comunicare senza problemi. Pensiamo poi alla cultura e all'istruzione: i nostri ragazzi potranno con maggiore facilità cercare in rete risorse di studio. E pensiamo infine allo stimolo che la proposta di legge potrà dare agli imprenditori del settore, che oggi sono di fatto disincentivati ad offrire servizi di connessione pubblica.




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