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Numero 462
del 11/02/2012
Web, anche se virtuale servono leggi concrete PDF Stampa E-mail
! di Caterina Carosi
carosi@ragionpolitica.it
  
venerdì 18 dicembre 2009

ll ministro Maroni, dopo l'attentato al Presidente del Consiglio, ha deciso di avviare con un ddl un percorso di discussione per regolare, e nel caso sanzionare, comportamenti violenti che si sviluppano via web e durante le manifestazioni. Nella bozza di disegno di legge che il ministro Maroni ha presentato giovedì in Consiglio dei Ministri vengono inseriti due nuovi reati: impedimento o turbativa di riunione politica e sindacale e lancio di oggetti in caso di riunione pubblica. Inoltre è presente l'ordine di rimuovere entro 24 ore dal web i contenuti in cui sono ipotizzabili i reati di istigazione a delinquere e apologia di reato.

Oltre ad attacchi generici arrivati in questi giorni su possibili limitazioni alla libertà di espressione da parte del Governo, le polemiche più infuocate si sono concentrate sulle nuove norme in materia di cyberspazio. Gli interventi maggiori riguardano i reati d'istigazione a delinquere e apologia di reato, con modifiche anche a normative precedenti come il reato di sostituzione di persona. Ad occuparsi dell'infrazione sarà la magistratura, senza interventi diretti da parte di organi governativi. L'Autorità, nel caso del reato di istigazione a delinquere, avrà il compito di notificare la rimozione del contenuto illecito direttamente all'autore del reato, che ha 24 ore di tempo per rimuoverne il contenuto. Scadute le 24 ore scatta una sanzione pecuniaria. Se non c'è stata la rimozione, la notifica viene rivolta al gestore del sito, che ha 72 ore di tempo per rimuovere. In questo caso, se non ottempera all'ordine del magistrato, la sanzione prevista è la chiusura del sito per un periodo non superiore a 30 giorni.

Per quanto riguarda il reato di sostituzione di persona, fenomeno comune tra gli hacker dilettanti, nella bozza del disegno di legge si afferma che le norme di procedura penale sui sequestri e le confische sono «compatibili» con le attività illecite commesse via internet. «L'autorita giudiziaria - è scritto nella bozza - quando procede per i delitti di sostituzione di persona e istigazione a delinquere commessi per via telematica - ove non sia possibile impedire altrimenti che il reato venga portato a ulteriori conseguenze - dispone con decreto motivato l'interdizione dell'accesso al dominio internet attraverso il quale la condotta criminosa viene consumata. L'interdizione può avere una durata non superiore a 30 giorni» che può essere prolungata di altri 30 giorni in caso di mancata ottemperanza al provvedimento. Il provvedimento prevede inoltre che «quando non è possibile procedere all'identificazione dell'autore dei reati», a procedere sarà la procura di Roma.

La parte dedicata alla regolamentazione delle manifestazioni riguarda i restanti articoli del ddl. All'art. 2 viene esteso a tutto l'anno il divieto di svolgimento di manifestazioni contrapposte nella stessa piazza (ora valido solo nei 30 giorni che precedono le elezioni) e si introducono i reati di impedimento o turbativa di riunione politica o sindacale, punito con il carcere da 1 a 3 anni. Anche per il reato di lancio d'oggetti o altri corpi contundenti in caso di riunione pubblica, la pena detentiva va da 6 mesi a 2 anni. La norma che introduce il reato di impedimento o turbativa di riunioni politiche o sindacali prevede una aggravante: «Se il fatto - citiamo dalla bozza - è commesso con minacce o atti di violenza, si applica la pena della reclusione da 2 a 5 anni» anziché quella da uno a tre.

Con il terzo articolo si introducono modifiche alla disciplina in materia di riunioni pubbliche, prevedendo da 6 mesi a 3 anni e l'arresto in flagranza, facoltativo, per «chiunque lanci corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici, in modo da creare un pericolo per le persone, in luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano alle manifestazioni medesime».

Previsto, infine, un inasprimento delle pene per chi porta armi alle manifestazioni: il trasgressore sarà punito con la reclusione da un anno a 4 anni e con la multa da 4mila a 10mila euro se non ha la licenza, mentre per chi va in piazza con bastoni, mazze o catene, è prevista la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 2 a 10mila euro.

Dopo il Consiglio dei Ministri che si è svolto giovedì il ministro Matteoli ha comunicato la decisione unanime di rinviare la discussione sul ddl alla prossima riunione. Sperando che si possa avviare un ddl di discussione tra Camera e Senato, c'è solo una certezza: è luogo comune, forse troppo comune, che le regole limitano la libertà individuale, ma come dimostrano anni e anni di storia la civiltà non si regge sulla libertà assoluta, piuttosto su una libertà che deve essere democraticamente regolata e controllata. Il privilegio all'insulto, tipico del web e impunito da un assetto normativo troppo debole, deve trovare un percorso di discussione. Oggi c'è la necessità che il mondo della rete abbia le sue leggi e le sue consuetudini: una città, anche se virtuale, ha bisogno di regole concrete, perché quelli che navigano sono le stesse persone del mondo di tutti i giorni.




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