| Autore: |
Camillo Longone |
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| Editore: |
Vallecchi |
| Prezzo: |
12 € |
| Pagine: |
148 |
Camillo Langone, prendendo ispirazione anche dai versi della bella poesia-testamento (Saluto e augurio) del compianto intellettuale Pier Paolo Pasolini, traccia nel suo nuovo libro un vero e proprio manifesto di un nuovo conservatorismo, dove per «destra divina» si intende il recupero e la salvaguardia degli autentici valori spirituali in favore di un'elevazione e compimento della dignità e libertà della persona. Non si tratta di esaltare un moralismo bigotto e bacchettone, ma di ritrovare e rilanciare l'assoluta fiducia in un impianto valoriale e di fede allo scopo di rendere la stessa vita su questa terra più bella, profonda, piena, vera ed entusiasmante. Non è questione di coltivare progetti etici di perfezione o rincorrere utopie passatiste o meramente reazionarie, ma, grazie all'ancoraggio ai valori naturali e alle radici cristiane, di vivere da uomini e donne libere così da sfuggire alla muffa dell'omologazione, alla scialba banalità del conformismo ed all'appiattimento alla «schiavitù» delle varie mode del momento. Lo scrittore parmense, scrutando i segni della realtà, opera dei paragoni e coglie delle importanti differenze sostanziali e di fondo circa l'approccio dei nichilisti rispetto a quello delle persone che invece non hanno smarrito, ma ritrovato la «destra divina» che è in loro stessi, e che non rinunciano a rispondere ad un primordiale appello a vivere senza fare a meno di «difendere, conservare e pregare».
In contrapposizione agli ideologismi astratti, fuorvianti e generalizzanti di marca relativista, laicista e nichilista propri della sinistra post-sessantottina, l'invito rivolto a noi e a tutte le persone di buona volontà è quello di un sano ritorno alla realtà e di una gioiosa riscoperta della verità. Questo lo si pone in essere anche passando attraverso la messa in evidenza dello specifico «particolare» che caratterizza l'identità e la vita concreta di ognuno di noi. Langone inoltre non prescinde dal sottolineare a più riprese l'importanza, tutt'altro che banale, di giungere a riconoscere come l'Italia sia una nazione realmente stupenda, per noi la più bella del mondo intero, sol per com'è ricca di una vastità di paesaggi mozzafiato, dai mari ai monti alle campagne, passando per tantissimi variegati paesini caratteristici e città più o meno d'arte, col corredo di campanili e cattedrali. Per non parlare del nostro bel clima mite e temperato. E dobbiamo essere semplicemente ed al contempo dignitosamente orgogliosi e fieri dell'unicità e grandezza della nostra amata patria.
Non c'è poi dubbio che una «destra divina» che si rispetti non possa slegarsi dall'abbraccio e compenetrazione col cattolicesimo, che, a differenza di altre religioni, non si fonda su pagane superstizioni od annichilimenti sacrificali e degradazioni mortificanti della persona, ma che unisce sapientemente e laicamente spirito e materia, corpo ed anima, fondandosi sull'Avvenimento e Fatto per eccellenza, quello di Dio che si fa uomo in Gesù Cristo. Il Creatore è quindi sceso qui sulla terra, proprio per salvare, liberare ed innalzare noi creature. Dunque, su questa scia, non può che ritrovare la giusta attenzione l'importanza ed il rispetto della sacralità della vita umana dal concepimento sino alla morte naturale e della famiglia fondata sull'unione stabile tra uomo e donna, aperti più alla nascita, crescita ed educazione della prole che non ad aborti e divorzi. Questi, accanto all'esperienza di una dimensione vitale più comunitaria nel proprio territorio, sono i migliori antidoti naturali all'individualismo atomistico e sradicato, che, ove lasciato a se stesso, può proliferare e dunque corrompere, sfilacciare e disgregare a poco a poco la società.
Come testimonia lo stesso autore del libro, possiamo allora serenamente prendere a riferimento persino sant'Agostino, il quale, nella Città di Dio, rivela che «la pace di tutte le cose è la tranquillità dell'ordine. L'ordine è la disposizione degli esseri uguali e diversi, che assegna a ciascuno il posto che gli compete». Oltre a ciò, e come argutamente Langone svela nei suoi azzeccati raffronti, si può ben andare a preferire, a titolo esemplificativo, alla Patagonia l'Abruzzo, al «sesso sicuro» l'«amore a rischio», all'aereo la bicicletta, all'animalismo la caccia, alla psicanalisi la confessione, alla cultura il culto, al week end la domenica, all'incostanza la durata, al pantalone la gonna (quanto al gentil sesso), al divorzio l'indissolubilità, alle mostre le messe, al mondo i muri (e le legittime naturali frontiere), al compleanno l'onomastico (ed ai nomi hollywoodiani i nomi dei nonni e dei santi), all'albero il presepe, alla Zara (abito di moda all'ultimo grido) il tabarro (abbigliamento regionale e tradizionale), al grattacielo il trullo, alla coscienza l'ubbidienza.
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