Martedì a Bari ha avuto inizio il primo meeting mondiale dei giovani: più di 1500 ragazzi provenienti da 163 paesi diversi del mondo fino al 21gennaio si incontreranno, presso la prestigiosa Fiera del Levante, per condividere idee ed esperienze e confrontarsi al fine di facilitare ed accrescere la partecipazione delle giocvani generazioni ai processi decisionali e allo sviluppo di un futuro sostenibile per tutti.
Non casuale la scelta di Bari: la città è, infatti, simbolo d'incontro tra Oriente e Occidente e tra le varie culture che si affacciano sul Mediterraneo. Si è voluta marcare, con tale scelta, l'universalità dell'evento sottolineando la volontà di offrire un punto di incontro mediante l'utilizzo dell'esperanto per dare nome all'evento che si chiama «Ni, mondlokaj civitanoj - Noi, cittadini globali-locali».
Il progetto, concepito in seno al Ministero della Gioventù, all'Agenzia Nazionale dei Giovani, alla Regione Puglia, è il primo tentativo in assoluto di raccogliere, attorno ad un comune obiettivo, i giovani, le principali organizzazioni internazionali, i decisori politici ed istituzionali dei governi locali e i media. Lo scopo di questo particolare meeting a carattere planetario è di incoraggiare lo sviluppo sostenibile e la partecipazione dei giovani alle decisioni a livello sia locale che globale, per istituire un'agenda comune delle priorità per i prossimi anni e un piano d'azione globale e locale per raggiungere progressi concreti nella realizzazione degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Il 2010, infatti, è l'anno internazionale dei giovani promosso dall'Onu.
I testi a cui i giovani riuniti a Bari ispireranno le loro idee sono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, gli Obiettivi del Millennio e la Dichiarazione sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa. Per il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, grande sostenitrice dell'evento, «occorre mettere da parte le politiche giovanili di nicchia, spesso fatte solo per prendere voti, e passare al coinvolgimento diretto di giovani per interrogarsi su quello che la politica sta lasciando e guardare al futuro». Il progetto, infatti, lancia una sfida che va oltre i confini della vita politica quotidiana, generando così un terreno comune per culture e forze diverse che sentono insieme la necessità e la volontà di costruire, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, un futuro migliore per ciascuno, dignitoso ed etico, fondato sulla sostenibilità sociale ed ambientale.
L'NMC si svolge secondo il motto «Tutti partecipanti, nessuno spettatore»: durante le tre giornate di lavoro, si susseguiranno attività di networking, gruppi tematici di lavoro, attività di training e formazione ed eventi socio-culturali oltre ad alcune «lectio magistralis». Si adotteranno metodi partecipativi e metodologie non formali d'interazione per facilitare il pieno coinvolgimento dei partecipanti e il superamento delle barriere linguistiche e culturali. Non serviranno qualità particolari e preparazioni eccellenti, sarà sufficiente sentirsi cittadini locali, e come tali, inserirsi in un contesto globale.
Saranno affrontati in workshop i temi più importanti dello sviluppo: dalle costruzioni sostenibili, all'energia e rifiuti, dalla fame al ruolo delle donne e altri temi ancora di scottante attualità a tutte le latitudini, partendo dalle concrete misure che è possibile adottare con gli strumenti dei poteri locali e della cittadinanza responsabile.
E' un progetto affascinante che l'Italia propone al mondo e che chiama a raccolta tutte le energie intellettuali, economiche, organizzative ed emotive che il nostro paese è capace di mobilitare. E' anche un modo per far vedere al mondo come la nostra nazione riconosca l'importanza del ruolo dei giovani e si adoperi affinché essi siano i protagonisti non solo del domani, ma anche dell'oggi.
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