Essere catastrofisti, in questo momento, non rappresenta una ricetta utile a rilanciare il Paese: eppure, stando alle parole di Bersani, ospite martedì sera a Porta a Porta, l'Italia avrebbe imboccato la direzione di marcia sbagliata, imbattendosi sul sentiero tortuoso di un declinismo senza ritorno. Certo, come sappiamo tutti, la realtà non è delle più rosee, ma da qui a dipingere il nostro Paese come se fosse sull'orlo del precipizio ce ne passa, anche perché tutti i dati economici a nostra disposizione confermano come il trend negativo del dopo crisi si stia pian piano invertendo: la ripresa, sebbene ancora selettiva e discontinua, c'è, è inutile negarlo.
Basterebbe leggere, ad esempio, l'analisi condotta dall'Istat, che ha evidenziato come, nel mese di novembre, la nostra industria sia in ripresa: secondo l'Istituto di ricerca, infatti, gli indici destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi hanno fatto registrare, rapportati al mese di ottobre, un incremento rispettivamente dell'1,5%, e del 2,6%. Un dato interessante, a conferma delle buone performance delle nostre esportazioni, è che il fatturato è aumentato del 2,7% sul mercato estero, mentre sul fronte del mercato interno la crescita, dello 0,9%, è un po' più contenuta. Lo stesso vale per gli ordinativi, anche se la forbice si riduce notevolmente tra quelli nazionali, che registrano una crescita del 2,4%, e quelli esteri, che sono aumentati di un 2,8%.
Un altro segnale positivo arriva poi dal settore auto, caratterizzato, a partire sempre da novembre, da una forte crescita degli ordinativi, che, grazie alle politiche di incentivi del governo, hanno raggiunto valori massimi da gennaio 2008. L'Istat ha rilevato come gli ordini di automobili, a novembre, abbiano fatto segnare un +14,9% rispetto allo stesso mese del 2008.
Certo, come ha riferito giustamente il capo dello Stato «ci sono ancora difficoltà che non si devono sottovalutare», e su questo versante il Governo non ha certo abbassato la guardia, anzi sta facendo tutto il possibile per reperire le risorse utili a rilanciare i settori che sono più in difficoltà. Quest'anno, come ha tenuto a sottolineare il ministro Scajola rispondendo al presidente Napolitano, sarà un periodo dedicato alla grandi riforme: «Il Governo Berlusconi intende proseguire lungo il percorso già intrapreso, secondo una logica di dialogo e confronto con tutte le parti, coerentemente con l'invito da lei rivolto».
Il ministro dello Sviluppo economico, intervenuto a margine dell'incontro per la consegna del premio «Qualità Italia» che si è tenuto mercoledì al Quirinale, ha voluto porre l'accento sulle ampie potenzialità che il nostro Paese ha, rispetto ad altri partners europei, nel riagganciare la ripresa, e a questo proposito ha sottolineato come i punti di forza della nostra economia - la cura della qualità e dei particolari, la creatività, l'attenzione al cliente - siano un valore aggiunto apprezzato nel mondo, una marcia in più che ci ha consentito di «raggiungere posizioni di leadership a livello mondiale per oltre mille prodotti di nicchia».
Ed è proprio per imboccare il sentiero che ci consenta di fare un salto di qualità che il Governo intende portare avanti politiche volte a spingere sull'acceleratore dell'innovazione, che costituisce, come ha ribadito il ministro Scajola, «il vero motore dello sviluppo, la leva su cui agire per competere al meglio nel mondo post-crisi, creando un rapporto sempre più stretto tra imprese, università, centri di ricerca, banche e Pubblica Amministrazione».
In un momento in cui l'economia globale, come ha sottolineato anche l'Fmi, mostra evidenti segnali di ripresa, con un tasso di crescita superiore del previsto, e in cui l'Italia sembra godere di un vantaggio competitivo sui propri partner europei (l'Ocse ci ha segnalato come il Paese che sta uscendo meglio dalla crisi), il Governo italiano è pronto a proseguire sul cammino virtuoso già intrapreso: a questo proposito il ministro Scajola ha annunciato che il Governo non solo ha appena accresciuto di 250 milioni di euro i fondi per le Pmi, ma si appresta anche a varare una nuova manovra di incentivi anche per il 2010, il cui importo dovrebbe consistere in una cifra abbastanza vicina, nel complesso complesso, a quella del 2009 (che era di 1,2 miliardi di euro). A differenza dell'anno scorso, però, l'importo totale verrà spalmato su una gamma di settori più ampia «collegata a comparti che incidono sui risparmi energetici e la difesa dell'ambiente». I settori interessati, secondo le ultime iindiscezioni, potrebbero essere, oltre a quello auto, anche quello informatico, dell'arredamento, degli elettrodomestici). Il provvedimento annunciato da Scajola potrebbe essere contenuto in un decreto legge oppure essere trasformato in un emendamento nel Milleproroghe.
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