freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Il nuovo pericolo antisemita PDF Stampa E-mail
! di Stefano Magni
magni@ragionpolitica.it
  
martedì 26 gennaio 2010

I mesi che hanno preceduto il Giorno della Memoria 2010 sono stati contrassegnati da numerosi episodi di antisemitismo. Molto più degli anni scorsi. Il furto della scritta «Arbeit Macht Frei» sopra il cancello di ingresso di Auschwitz, le dichiarazioni antisemite di un vescovo polacco (secondo il quale l'Olocausto è «propaganda»), la lite sul revisionismo con la chiesa lefebvriana hanno provocato sdegno e allarmi nelle comunità ebraiche di tutta Europa. L'origine di questa nuova ondata di antisemitismo di ritorno è però al di fuori dell'Europa. Va cercata nei movimenti islamici mediorientali, così come nei rapporti e nelle risoluzioni dell'ONU che mettono sullo stesso piano i terroristi di Hamas e l'esercito regolare israeliano. Per ora, l'Europa ha gli anticorpi necessari a difendersi dall'antisemitismo. Ha la cultura e l'esperienza necessarie a isolarlo e stigmatizzarlo, anche se il pericolo di una recrudescenza è sempre dietro l'angolo. Non c'è invece alcuna difesa possibile contro l'antisemitismo extra-europeo, mascherato da cause «nobili» (sostegno all'indipendenza della Palestina, liberazione nazionale, terzomondismo) che fanno ancora presa sulle nostre classi intellettuali. L'antisemitismo che sta sorgendo nel Medioriente e in Africa è istituzionalizzato, ha i suoi portavoce all'ONU, ha i suoi partiti e capi di Stato. Prende la forma di una guerra santa, moralizzatrice, per la distruzione dello Stato di Israele, la patria del popolo ebraico.

L'esponente più evidente di questo movimento è e resta l'ayatollah iraniano Alì Khamenei, assieme al suo presidente Mahmoud Ahmadinejad. E' proprio quest'ultimo che ha inaugurato l'ultima Assemblea delle Nazioni Unite (organizzazione nata sulle ceneri della sconfitta nazista) negando l'esistenza dell'Olocausto, la legittimità delle istituzioni nate dopo la vittoria alleata nella II guerra mondiale e la giustizia di questo ordine mondiale. La «menzogna» dell'Olocausto e la nascita dello Stato di Israele (1948) sono visti da Ahmadinejad (e dal regime iraniano nel suo insieme) come il peccato originale del mondo contemporaneo, di un ordine che deve essere rovesciato. E stiamo parlando di un regime, quello iraniano, che, secondo i rapporti di intelligence israeliani e americani, sta per dotarsi dell'arma atomica.

Il giorno dopo, sempre di fronte all'Assemblea Generale, il premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, si è visto costretto a ricordare l'esistenza legittima del suo paese («62 anni fa le Nazioni Unite riconobbero il diritto degli ebrei, popolo antico di 3500 anni, ad un proprio Stato, nella patria dei propri antenati») e la memoria dell'Olocausto: «Quasi tutte le famiglie ebree ne furono colpite, compresa la mia. I nonni di mia moglie, le due sorelle e i tre fratelli di suo padre, tutte le zie, gli zii e i cugini, furono assassinati dai nazisti. Anche questa è una menzogna? Ieri su questo podio ha parlato l'uomo che dice che l'Olocausto è una menzogna».

Hamas, il partito islamico che domina Gaza ed è maggioritario (in termini di consensi popolari) in Palestina, non ha emendato il suo statuto. Che ancora prescrive non solo la distruzione di Israele, ma l'uccisione degli ebrei, ovunque essi si trovino. Hamas, dalle Nazioni Unite, ha ottenuto un grande regalo: il Rapporto Goldstone sui crimini nella guerra a Gaza. L'operazione, condotta dall'esercito israeliano in risposta a 8 anni di continui lanci di razzi contro le città di Ashqelon, Sderot e Beersheva, è stata condannata per «crimini di guerra e contro l'umanità». I redattori del rapporto, risultato di un'inchiesta eseguita senza il consenso e la collaborazione israeliani, hanno comparato i presunti crimini di un esercito regolare (quello israeliano) con quelli di una milizia (Hamas) che compare nelle liste nere del terrorismo internazionale, sia in Europa che in America.

La cultura dell'odio contro Israele fa proseliti in Egitto, un paese teoricamente in pace con Israele dal 1979. Il Cairo aveva candidato alla presidenza dell'UNESCO un antisemita convinto, il suo ministro della Cultura Farouk Hosni. Un uomo che non aveva avuto dubbi nell'affermare: «Brucerei tutti i libri di ebrei nella biblioteca di Alessandria». L'opposizione egiziana, i Fratelli Musulmani, ha ora un nuovo leader, Badie, intransigente sostenitore della distruzione di Israele.

Nemmeno gli arabi di Israele hanno fatto i conti con la memoria della Shoah. Mohammad Barakeh, deputato arabo marxista, lo scorso 13 gennaio si era recato ad Auschwitz per celebrare la comune memoria israeliana. Ma ha abbandonato subito i lavori, nella conferenza che era seguita alla visita, non appena i relatori hanno iniziato a parlare del nuovo antisemitismo: quello che fa presa sui popoli musulmani e sulla sinistra.

Ecco che allora prende forma il nuovo pericolo antisemita, all'alba del XXI secolo: paesi che vogliono rovesciare l'attuale ordine internazionale, movimenti islamici e movimenti di sinistra che li fiancheggiano per il loro odio contro l'Occidente. Ma nessuno ne vuole o ne può parlare. «Più di 70 anni fa, Winston Churchill denunciò la riconfermata incapacità dell'umanità ad imparare, la malaugurata abitudine delle società civili a dormire finché il pericolo quasi le soffoca», aveva detto Netanyahu nel suo discorso all'ONU. «Churchill deprecò quella che definì: mancanza di previsione, indisponibilità ad agire quando è ancora semplice e facile farlo, poca chiarezza nelle idee, confusione nelle valutazioni. Finché si arriva all'emergenza. Finché l'istinto di autoconservazione non solleva la sua voce dissonante».




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (1)
1. 31-01-2010 17:08
estote parati
Se vogliono le moschee in Europa gli islamici devono costruire chiese nei loro paesi! Mi sembra un diritto umano anche quello delle chiese.Perchè da loro non si può?????
Scritto da ale

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata