Prosegue, con coraggio, la battaglia epocale che il ministro Brunetta sta conducendo, con le unghie e con i denti, per rivoluzionare la Pubblica Amministrazione, una macchina elefantiaca dove da troppi anni si era cristallizzato un sistema di privilegi che, funzionale ad un ormai anacronistico modo di fare politica, si autoperpertuava ai danni dei cittadini e delle casse dello Stato.
Ebbene, Brunetta ha avuto il coraggio di combattere contro la vischiosità di un apparato pubblico poco incline a qualsiasi cambiamento destabilizzante. E lo ha fatto mettendo in moto una sorta di rivoluzione copernicana in base alla quale è il cittadino/utente a costituire il fulcro attorno al quale l'apparato pubblico deve girare, garantendogli servizi efficienti e professionalità.
Se sino ad ora, nella sostanza, ad influenzare il funzionamento della Pubblica Amministrazione era una sorta di dinamica che privilegiava il livellamento verso il basso, ottimo terreno dove si annidavano i germi di un sistema fondato sulla rendita parassitaria, sui diritti acquisiti e sulla moltiplicazione della spesa pubblica, ora l'approccio è del tutto opposto: il Governo ha messo al centro dell'azione pubblica la promozione del merito e della trasparenza. E così, dopo aver dato il via alla riforma del pubblico impiego, che ha fissato quali direttrici fondamentali la trasparenza, il merito, la valutazione delle performance, la riforma dell'Aran, una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti, e la creazione di un sistema sanzionatorio e disciplinare a carico dei dipendenti, Brunetta ha deciso di avviare un'altra riforma fondamentale, che riguarderà i meccanismi di selezione dei futuri dipendenti.
Il ministro della Funzione Pubblica sta mettendo a punto, infatti, un nuovo modello - che probabilmente verrà chiamato «Vinca il migliore» - per rivoluzionare i concorsi pubblici nelle amministrazioni locali, teso ad adottare criteri di selezione del personale fondati sulla trasparenza e sulla valorizzazione del merito. In sostanza, come anticipato da ItaliaOggi, il nuovo sistema prevederebbe la possibilità, da parte di Regioni, Province e Comuni, di delegare all'esterno tutto l'iter procedurale che accompagna i meccanismi di selezione, che va dall'elaborazione dei bandi allo svolgimento delle prove, sino alla predisposizione della graduatoria finale.
Secondo questo nuovo modello, ancora in fase di perfezionamento, le pubbliche amministrazioni locali potrebbero decidere di affidare tutte le procedure di selezione del personale ad una commissione interministeriale costituita da rappresentanti dai ministeri dell'Interno, dell'Economia e della Funzione Pubblica. Questo nuovo meccanismo, che sarebbe del tutto innovativo, è stato studiato per evitare tutti quegli effetti distorsivi e poco chiari che spesso si annidano nelle maglie dei concorsi pubblici.
In questo nuovo scenario è previsto che, a svolgere un ruolo di primo piano, oltre alla citata commissione interministeriale, sarà Formez Italia, la nuova spa pubblica che è stata creata nel 2009 e che che si occupa della formazione dei dipendenti pubblici. In sostanza le amministrazioni che decidessero di delegare l'espletamento delle procedure concorsuali dovrebbero pagare il servizio direttamente a Formez Italia (il cui capitale è al 100% di Formez, partecipata dallo Stato e dipendente direttamente dal Ministero della Funzione pubblica). Un'operazione, quest'ultima, che, visto il costo contenuto del servizio fornito da Formez Italia rispetto a quello che normalmente le pubbliche amministrazioni locali devono sostenere se organizzano in proprio tutte le procedure legate ai concorsi, consentirebbe di far risparmiare loro parecchie risorse. Il nuovo meccanismo, in sostanza, dovrebbe garantire un risparmio di diversi miliardi euro.
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