freccia_long
Numero 462
del 11/02/2012
Approvato il ddl anti-corruzione PDF Stampa E-mail
! di Ilaria Bifarini
bifarini@ragionpolitica.it
  
mercoledì 03 marzo 2010

Con il pieno sostegno del Pdl e della Lega e con la volontà ferma del Premier di garantire maggiore efficienza e buon governo, è stato approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri il ddl anticorruzione. Come enunciato dal Guardasigilli Angelino Alfano viene fissato «un principio fondamentale: la trasparente gestione della cosa pubblica frena la corruzione».

Il testo è composto da undici articoli raccolti in tre Capi: il piano nazionale anticorruzione (che attua una delle previsioni dell'articolo 5 della Convenzione Onu sulla corruzione), la nuova disciplina di controllo degli enti locali e le sanzioni, con un inasprimento delle pene per i reati contro la Pa. Tre anche i ministri coinvolti: oltre al Ministro della Giustizia, hanno partecipato alla stesura il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Pubblica Amministrazione ed Innovazione Renato Brunetta.

Un segnale forte per porre «un freno preventivo alla corruzione» è la decisione di prevedere l'ineleggibilità alla Camera e al Senato, per un periodo di 5 anni, per coloro che hanno subìto una condanna in via definitiva per una serie specifica di reati. Tra le «cause ostative alla candidatura» (l'elenco completo è indicato alla lettera B dell'art. 58 elencati nel Testo Unico degli enti locali attualmente in vigore) rientrano i reati di peculato, malversazione a danno dello Stato, concussione e i casi di corruzione propria, impropria o in atti giudiziari.

Alfano ha parlato di una sorta di «fallimento politico» riguardo ai presidenti delle Regioni: «Per i presidenti di Regione è stata prevista una incandidabilità specifica così come accade in ambito privato per il fallimento. Così come si portano i libri in tribunale, in modo simile si portano i "libri" davanti agli elettori». Per il Guardasigilli il provvedimento serve anche a chiarire senza ambiguità che «chi ruba, ruba solo per sè: i nostri partiti non hanno bisogno di rubare perchè ci sono i soldi dei finanziamenti».

Grande novità l'introduzione di un Piano nazionale anticorruzione, in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei, che sarà predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica, a partire dai singoli piani d'azione, nei quali ciascuna amministrazione centrale indicherà il grado di esposizione al rischio di corruzione dei propri uffici e le misure per farvi fronte, nonché le procedure di selezione, formazione e rotazione dei dipendenti che operano in settori sensibili e soluzioni, anche normative, per prevenire e individuare gli illeciti.

Presso il Dipartimento è anche istituito un Osservatorio sulla corruzione e altri illeciti nella pubblica amministrazione, «una sorta di faro» sul fenomeno corruttivo, con compiti di analisi e di informazione dei casi che verranno trasmessi ogni anno al ministro.

Le misure sulla trasparenza, ha dichiarato Brunetta, «incidono sui tre settori maggiormente a rischio: appalti, contributi, assunzioni». Saranno ora consultabili on line tutte le fasi degli appalti e le informazioni che le stazioni appaltanti saranno tenute a comunicare: bandi e avvisi di gara, elenco dei partecipanti e aggiudicatari, inizio dell'esecuzione del contratto, varianti, imprese subappaltanti, importi finali del contratto. Il titolare di Palazzo Vidoni ne informerà Governo, Parlamento, organismi internazionali e Commissione per la valutazione e la trasparenza delle Pubbliche amministrazioni. Non ci saranno più analisi estemporanee, allarmi, ma statistiche ufficiali». «Le amministrazioni pubbliche - spiega Brunetta - dovranno assicurare la trasparenza come livello essenziale delle prestazioni e provvedere al monitoraggio periodico del rispetto dei tempi procedimentali, anche per evidenziare eventuali anomalie». I dirigenti che non lo faranno in modo completo ne saranno responsabili. Dunque piena applicazione e valorizzazione agli strumenti di «semplificazione, trasparenza ed efficienza» per combattere la corruzione e rafforzare il ruolo e la fiducia nello Stato.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata