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Numero 462
del 11/02/2012
«Così ci è stato impedito di presentare i documenti» PDF Stampa E-mail
! di V. Piso, A. Pallone, G. Sammarco
@ragionpolitica.it
  
venerdì 05 marzo 2010

Proponiamo ai lettori di Ragionpolitica la relazione, pubblicata sul Giornale di giovedì 5 marzo, che i vertici del Pdl del Lazio hanno presentato per chiedere l'ammissione del partito alle consuiltazioni regionali. Il testo, scritto dal coordinatore regionale Vincenzo Piso, dal vicecoordinatore Alfredo Pallone e dal coordinatore cittadino di Roma Gianni Sammarco, ripercorre cronologicamente la giornata di presentazione delle liste presso il Tribunale incaricato, conclusasi con l'esclusione dalla competizione elettorale del Popolo della Libertà.

Nella giornata di sabato 27 febbraio 2010, intorno alle 11.25 i nostri delegati di lista, (sig. Giorgio Polesi e sig. Alfredo Milioni) così come certificato dalla registrazione del sig. Giorgio Polesi, entravano nel Tribunale di Piazzale Clodio per consegnare agli uffici preposti, la documentazione e la connessa lista provinciale di Roma del Pdl, per le elezioni regionali del Lazio.

2. Giunti in prossimità degli uffici competenti, le forze dell'ordine comunicavano ai sovrammenzionati delegati, la possibilità di stare all'interno dell'area adibita alla consegna delle liste nel numero di uno per volta onde evitare assembramenti.

3. Intorno alle 12.20 un componente della commissione uscito dagli uffici ha chiesto quante liste erano ancora in fila per essere consegnate. A questa domanda il nostro delegato ha risposto alzando la mano insieme ad altri tre delegati.

4. Intorno alle 12.35 Milioni si è avvicinato a Polesi per dargli il cambio all'interno dell'area nella quale stazionavano i delegati delle liste e a quel punto alcuni di questi urlando ed invocando non meglio precisati brogli, creavano un forte clima di tensione e confusione.

5. A seguito del parapiglia i nostri due rappresentanti, Polesi e Milioni, venivano a trovarsi, per pochi minuti, al di fuori dell'area che solo dopo, verrà circoscritta e indicata come di attesa liste. Il tutto comportando uno spostamento di 5 massimo 10 metri e per pochi minuti in ambiente circostante.

6. Questo caos determinava l'intervento del presidente della Commissione elettorale, il quale dava indicazione alle forze dell'ordine di bloccare l'accesso a chiunque. Nel contempo alcune persone, rappresentanti di liste contrapposte politicamente al Pdl, si sdraiavano per terra mettendo in atto una serie di comportamenti atti a determinare, per i nostri rappresentanti, l'impossibilità a ritornare all'interno dell'area ora delimitata dalle forze di polizia e, quindi, di ricongiungersi alla documentazione ivi lasciata all'interno di uno scatolone visibile a tutti.

7. Documentazione rimasta nel suo originale posizionamento sotto la visione delle forze dell'ordine che ivi stazionavano e che nella serata di sabato è stata recuperata, sigillata e consegnata al Comando dei Carabinieri del Tribunale di Piazzale Clodio.

8. I delegati della lista provinciale, Polesi e Milioni, sono storicamente le persone preposte alla consegna delle liste ex An e Forza Italia.

9. Gli uffici preposti all'accettazione delle liste risultano fortemente inadempienti sia nell'organizzazione del lavoro, sia per quanto attiene la logistica, rendendo così impossibile la definizione dell'arrivo delle liste con relativa tempistica ed il perimetro dell'area dove dalle 12 non si sarebbe più teoricamente potuti entrare.

Riassumendo:

1. I nostri delegati arrivano alle 11.30, ovvero in tempo utile.

2. I due delegati svolgono questo lavoro da sempre per ex Forza Italia ed ex An (Milioni è il presidente del XIX municipio).

3. In fila si poteva stare solo uno per volta.

4. Era impossibile tecnicamente cambiare nomi sulla lista perché avrebbe comportato la modifica di 248 fogli relativi alla raccolta delle firme.

5. L'area recepimento liste viene delimitata dopo le ore 12.40 solo quando, sentiti i tafferugli, esce il presidente della Commissione elettorale, senza verificare chi era già in fila e senza preoccuparsi della presenza dello scatolone con la documentazione del Pdl presente nell'area recepimento liste.

6. Il cancelliere e il magistrato si sono rifiutati di prendere la documentazione nonostante l'obbligo di legge.




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Commenti (6)
1. 06-03-2010 12:46
...questo è golpe!
stante così le cose reali è più che chiaro il tentativo di ostacalare la regolare presentazione delle liste. E al tempo stesso è chiaro come chi vuole mettere in atto questo tentativo è consapevole di godere dei favori interpretativi di chi è delegato a dare i giudizi definitivi. 
Detto in poche parole è questo il golpe!
Scritto da luigi
2. 06-03-2010 18:30
Vergogna per il TRIBUNALE
Come per le tante irregolarità ed ingiustizie che ogni giorno vengono perpretate nei Tribunali italiani anche questa pagina rientra alla grande nella lunga storia di nefandezze che ivi sono avvenute ed avvengono. 
Bisogna cambiare comunque la legge elettroale relativamente alle modalità di presentazione per impedire tali prepotenze a chi vuole giocare sporco contro gli avversari politici. strumentalizzate strume
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
3. 07-03-2010 13:28
Vergogna per il TRIBUNALE
la gente non lo sa, alla televisione non viene raccontato,i telegiornali fanno finta che si sia trattato solamente di incompetenza. Non raccontano i fatti nemmeno i giornalisti non ostili.
Scritto da Roberto Bertolini
4. 07-03-2010 21:05
Vergogna per il TRIBUNALE
Con i comunisti non ci si può permettere momenti di ingenuità. E' chiaro comunque che era in animo in alcuni di impedire al cdl la consegna delle liste, forse, a leggere i resoconti, da parte dello stesso magistrato responsabile. Che il disegno ci fosse e su scala più ampia lo dimostra il caso di Milano. Qui i magistrati della corte d'appello, notoriamente di parte, hanno tentato un vero golpe. Con supposte irregolarità di circa cinquecento firme hanno annullato la lista Formigoni, lasciando quella di Penati che aveva più di ottecento firme irregolari (come risulta dai controlli eseguiti dai delegati del pdl in presenza di rappresentati pd). Passata la buriana bisogna mettersi al lavoro: semplificare le regole elettorali, riorganizzare il partito, individuare dirigenti in grado di gestire le situazioni, in presenza di un ambiente giudiziario e politico notoriamente ostile e senza scrupoli.
Scritto da agobit
5. 08-03-2010 09:51
Vergogna per il TRIBUNALE
Da pubblicare e fare dire dai TG: sarà ora che si sappiano queste cose!!!
Scritto da roprotipi


 
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