| Autore: |
Giuseppe Galati |
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| Editore: |
Rubbettino |
| Prezzo: |
9 € |
| Pagine: |
141 |
Il Sud Italia rappresenta una sorta di porta d'ingresso dei paesi emergenti verso l'intero continente europeo. Il deputato calabrese del Pdl Giuseppe Galati, nel suo nuovo libro Al Sud come al Nord. Tra federalismo e responsabilità (con prefazione dell'on. Fabrizio Cicchitto), pone in risalto come, nonostante la crisi economica recessiva che ha colpito il mondo occidentale, per il Sud sia giunto il momento del riscatto e del rimettersi in piedi, in modo da poter divenire fondamentale punto di riferimento per lo sviluppo dell'intera Italia. Dal momento che il baricentro dei mercati si sta spostando verso l'Est del globo, si deve rilevare come il Mezzogiorno costituisca naturalmente un'area nevralgica dal punto di vista geoeconomico. I traffici e scambi commerciali mondiali oggi tendono a seguire un percorso (marittimo e terrestre) che va da Shangai (Estremo Oriente), passa dal sub-continente indiano, cammina attraverso il canale di Suez, e per il tramite del Mediterraneo arriva al Sud Italia, da cui attraversa la Penisola e percorre il Vecchio Continente, fino a giungere a Rotterdam. Da qui, per via aerea, si arriva a New York. Sulla scia della nuova geografia economica e degli assetti geopolitici che si vanno formando nell'attuale fase storica, è da notare come il Mezzogiorno d'Italia si trovi in una posizione centrale e collocazione strategica nel Mediterraneo.
La politica che sta portando avanti il governo Berlusconi va nella direzione della coesione della nazione italiana ma in un'ottica di sussidiarietà e di valorizzazione delle autonomie locali ed, in tale quadro, delle potenzialità naturali del Sud e della sua crescita. Spicca, fra le altre cose, la riforma sul federalismo fiscale, grazie a cui il Mezzogiorno potrà uscire dalle secche dagli atavici ritardi e storici difetti, tra cui la deresponsabilizzazione di gran parte delle classi dirigenti locali. Sull'arretratezza ed il sottosviluppo del Mezzogiorno hanno pesato certamente politiche non così oculate del passato e strategie miopi e fallimentari proprie della cosiddetta Prima Repubblica. Ad esempio, né la Cassa del Mezzogiorno né i più attuali fondi europei sono riusciti a far decollare uno sviluppo e crescita endogena, autoctona ed auto-propulsiva, perché il tutto si caratterizzato per una visione centralistica che ha fomentato la dipendenza da un'ampia mole di trasferimenti pubblici mal gestiti in fase attuativa. La legge Bassanini prima e la riforma costituzionale del 2001 poi (partorite dal centrosinistra) non sono neppure state in grado di razionalizzare per bene il sistema delle Regioni ed Enti locali, visto che ne è venuto fuori un «sistema misto» con una certa qual confusione, duplicazione delle strutture ed una situazione caotica tra i diversi livelli di governo. Tramite l'implementazione del federalismo fiscale potrà essere invece possibile centrare anche al Sud l'obiettivo della trasparenza, responsabilizzazione, efficacia, efficienza, contenimento del deficit, una connessione tra autonomia fiscale e finanziaria e centri di spesa più vicini ai cittadini, i quali potranno esercitare un maggiore controllo sull'operato dei propri governanti e di chi guida le amministrazioni locali.
Nel libro dell'on. Galati sono inoltre contenute delle interessanti proposte politiche che possono fungere da volano a che il Sud s'inserisca sempre più nelle dinamiche del mercato, della competizione e di un capitalismo responsabile, accrescendo la solidarietà civile. E' necessario contrastare la criminalità organizzata (ciò che si sta ben facendo tramite il «pacchetto sicurezza») e puntare su turismo, logistica portuale ed infrastrutture. Fra le proposte risalta ad esempio il progetto di una «Camera di commercio euro-mediterranea» che possa servire da «sportello unico» per le imprese e realtà aziendali che gravitano attorno alla zona del Mediterraneo. Occorre intercettare e dare impulso al fermento e vitalità che vien fuori da parte di molti imprenditori i quali, se non ostacolati da un carico fiscale e contributivo troppo esoso ed elevato (che non di rado si accompagna purtroppo a fenomeni di evasione fiscale e di difficoltà a far emergere il «sommerso»), possono contribuire, in sinergia con classi dirigenti locali rinnovate, a far sì che il Mezzogiorno d'Italia diventi una sorta di «Nord del Mediterraneo», una specie di «Miami» e di «Florida d'Europa».
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