freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
La rete di Al Qaeda in Iraq esisteva prima del 2003 PDF Stampa E-mail
! di Stefano Magni
magni@ragionpolitica.it
  
mercoledì 21 aprile 2010

Tre leader di Al Qaeda sono stati uccisi da due blitz iracheno-americani in meno di 24 ore. La notizia è di un'importanza fondamentale, sia per l'attualità dell'Iraq, sia storica. Ma soprattutto storica. Perché confuta la tesi di tutti coloro che affermano che «in Iraq, prima dell'invasione americana, non c'era terrorismo». I tre leader qaedisti uccisi, Abu Ayyub al Masri (leader militare della rete di Bin Laden), Hamid Dawud Muhammad Khalil (leader dello «Stato Islamico Iracheno») e Ahmad el Obeidi (capo della rete di Al Qaeda in Iraq) non sono terroristi qualunque. Ma uno di essi, in particolare al Masri, era un fedele seguace di Ayman al Zawahiri, braccio destro di Bin Laden e mente ideologica del moderno jihadismo. Al Masri era in Iraq dal maggio del 2002. Ricordate bene questa data: maggio 2002. La guerra in Iraq è iniziata nel marzo del 2003, quasi un anno dopo. Quando giunse a Baghdad, secondo la testimonianza dell'ex direttore della Cia George Tenet, nel suo libro «At the Center of the Storm» (al centro della tempesta), al Masri era già una figura di rilievo nella rete di Bin Laden.

E' necessario fare una piccola premessa. La Cia, tra il 2001 e il 2002, stava seguendo soprattutto le tracce di un altro signore jihadista, Abu Musab al Zarqawi, poi divenuto leader «storico» della guerriglia irachena contro gli americani, ucciso nel 2006. Zarqawi, nel 2002, aveva costituito nel Nord-est dell'Iraq un campo di addestramento di Ansar al Islam (poi divenuta Al Qaeda in Iraq), Kurmal. In esso si preparavano attentati contro obiettivi occidentali, anche con l'uso di armi chimiche. I critici dell'intervento americano affermano che Kurmal si trovasse nel territorio della «No Fly Zone», dunque ufficialmente fuori dal controllo di Saddam Hussein. In questo modo assolvono il dittatore iracheno da ogni complicità con il gruppo di Bin Laden. Tuttavia, altri terroristi di Al Qaeda, contemporaneamente, affluivano a Baghdad. Fra questi c'erano due egiziani, Thirwat Shihata e, appunto, al Masri. Il loro compito era soprattutto quello di reclutare volontari da addestrare nel campo di Kurmal. La Cia sospettava che stessero pianificando anche operazioni da condurre all'estero, contro bersagli negli Stati Uniti, Israele ed Egitto. Saddam Hussein non sapeva che a Baghdad ci fossero dei leader di Al Qaeda intenti a pianificare attentati? George Tenet lo esclude: a Baghdad il controllo del regime sulla società era forte quanto quello dell'Urss staliniana. Un altro autore, Abdel Bari Batwan, nel suo «The Secret History of Al Qaeda» (la storia segreta di Al Qaeda) aggiunge molti particolari interessanti alla vicenda: nel 2002 il regime di Saddam aveva acquistato terreni in cui seppellire depositi di armi, ad uso di Al Qaeda. Queste armi hanno poi alimentato la guerriglia contro gli americani... condotta principalmente da Al Qaeda. Sempre nel 2002, Atwan scrive che gli ufficiali dell'esercito iracheno avessero ricevuto l'ordine di comportarsi «da praticanti musulmani e di adottare un linguaggio e uno spirito da jihadisti», evidentemente per collaborare meglio con Al Qaeda.

Insomma, in Iraq il terrorismo c'era, anche prima che arrivassero gli americani. Almeno una delle tre cause della guerra del 2003 (armi di distruzione di massa, ruolo destabilizzante di Saddam Hussein e presenza in Iraq di Al Qaeda) è certamente vera. E la prova vivente è quell'uomo, Al Masri, ucciso il 19 aprile 2010.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata