freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Sanità. Maggiore responsabilità per ridurre gli sprechi PDF Stampa E-mail
! di Ilaria Bifarini
bifarini@ragionpolitica.it
  
mercoledì 26 maggio 2010

In un contesto di crisi internazionale che ha fatto schizzare il nostro rapporto deficit/Pil al 5,2%, i dati che emergono dal rapporto del Fondo Monetario Internazionale sono quanto mai allarmanti e meritevoli di riflessione: il sistema sanitario rappresenta il maggior problema che attanaglia i bilancio del nostro Paese, con un'incidenza del 6,3,% sul Prodotto interno lordo!

E il trend, sebbene calcolato su mere ipotesi, non lascia ben sperare: secondo lo studio condotto passerebbe al 6,9% entro il 2015, crescendo costantemente negli anni successivi fino a raggiungere l'11% nel 2050. Probabilmente ad incrementare i livelli di spesa concorrono fattori indicativi di miglioramento del benessere collettivo, come l'innalzarsi dell'aspettativa di vita - in altri termini l'invecchiamento della popolazione - e i continui aggiornamenti e miglioramenti di terapie e strumenti. Ma a incidere in modo sostanziale e incontrollabile sulla spesa sanitaria è quello che sempre più si sta delineando come il male italiano e a cui l'attuale governo ha promesso una guerra senza sconti: lo spreco di risorse.

Il dato più sconcertante è relativo alla distribuzione per aree geografiche: oltre il 68% dell'intero debito sanitario nazionale del 2008 è costituito dal disavanzo accumulato da sole due regioni, Lazio e Campania. Il debito sanitario laziale 2001-2008 ha raggiunto la cifra-record di 11 miliardi di euro, 7 dei quali accumulati durante l'ultimo quadriennio sotto la guida del dimissionario Governatore Piero Marrazzo. Nella regione Campania guidata da otto anni dall'ex Sindaco di Napoli Bassolino, il disavanzo 2001-2008, cresciuto di 500 milioni di euro nel corso del 2008, ammonta alla paurosa cifra di 7 miliardi di euro. La situazione non è più rosea in altre regioni d'Italia, quali la Puglia, l'Abruzzo, la Calabria, la Sicilia, la Sardegna e la Liguria.

A conferma della dualità che, come in altri settori dello scenario pubblico ed economico, spacca la Penisola in due, al Nord si riscontrano casi di pareggio di bilancio se non addirittura di avanzo, tra cui si annovera il Friuli Venezia Giulia, vera e propria perla della sanità italiana che nel periodo 2001-2008 ha complessivamente registrato un avanzo di 137 milioni di euro. E di solito le Regioni in deficit non danno servizi migliori, ma peggiori: i sistemi sanitari regionali efficienti dal punto di vista economico infatti sono anche quelli nei quali più elevata è la qualità dei servizi resi all'utenza. Molti cittadini del Sud vanno a farsi curare al Nord a spese della propria Regione, che così paga queste prestazioni in aggiunta ai suoi ospedali.

La linea scelta dal governo è quella del polso duro: nessuno sconto e nessuna deroga per le Regioni con i conti della sanità in rosso. Quattro di queste dovranno abbattere il debito e i ministri Tremonti e Fazio hanno lanciato un monito a tutte le amministrazioni decentrate: d'ora in avanti non saranno più ammessi né tollerati comportamenti non virtuosi e chi continua ad agire al di fuori del patto di stabilità dovrà renderne conto non tanto al governo nazionale, ma agli elettori, che saranno chiamati a ripianare i debiti fatti dalla politica e sicuramente non daranno più il voto ai responsabili delle situazioni di dissesto per farlo.

A pagare la cattiva gestione delle giunte saranno cittadini e imprese con aumenti che vanno dai 30 euro in media di Irpef ai 95-300 euro di Irap. Il compito ingrato di attuare la stretta fiscale tocca ai governatori di Lazio, Campania, Calabria e Molise, Renata Polverini, Stefano Caldoro, Giuseppe Scopelliti e Michele Iorio. I primi tre approdati al governo delle rispettive regioni dopo i disastri lasciati dalle giunte precedenti, il quarto al governo dal 2006 con l'attenuante di aver dovuto gestire un'eredità pesantissima.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata