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Numero 475
del 15/05/2012
Il messia di Galbiate PDF Stampa E-mail
! di Francesco Natale
natale@ragionpolitica.it
  
mercoledì 09 giugno 2010

E' davvero straordinario vedere come alla smisurata opinione del sé sempre faccia da degno contraltare la totale mancanza di autoironia. Forse, al di là di tante cogitabonde elucubrazioni sui perché ed i per come la nostra società stia «nù poco male in arnese», la causa principale dei nostri «malanni civili» sta proprio nella ineluttabile mancanza di intelligenza che precede, accompagna e segue l'incapacità di non prendersi, sempre e comunque, sul serio. Terribilmente sul serio. E' una vera e propria malattia sociale, assolutamente trasversale: colpisce indifferentemente giornalisti, politici, ideologi da bar sport, sportivi, soubrettes, scrittori e, ovviamente, il jet set nel suo insieme. Quando poi il morbo affligge cantanti e cantautori, i sintomi si manifestano con una virulenza che ebola in confronto par un raffreddore. E lungi da loro pensarsi afflitti dalla vera ed unica «peste del XXI secolo». Guai a sogghignare (nel caso si sia un pochino educati) o, peggio, ad abbandonarsi a latranti e sguaiate risate (nel caso si sia un po' meno educati e più sinceri...) di fronte alle loro concionanti esternazioni.

Esempio perfetto o, comunque, difficilmente perfettibile di quanto fin qui detto è rinvenibile gratuitamente nella lettera accorata che Adriano Celentano ha inviato a Repubblica. Una lettera che parrebbe tanto indirizzata al Bambino Gesù... e speriamo che Ezio Mauro non si monti la testa. Passiamo alla disamina dei punti salienti.

Il «Molleggiato», cui forse necessità un cambio d'olio vista la non più giovane età, parte buono, ottimista e profetico: «Non credo che il Mondo finirà nel 2012». E qua possiamo tutti tirare un bel sospirone di sollievo. Ma attenzione: «La Terra ci avverte che non è più possibile dipendere dal petrolio. E per farcelo capire ci sta vomitando addosso 19 mila barili di peste al giorno, oscurando il mare degli americani e rischiando, quindi, di avvelenare l'intera catena alimentare». Sorbole! La «Terra» ci avverte, mica un interlocutore qualunque. E il neonato profeta di «Madre Gea» ci fa capire in quattro secche paroline che il «mare» è degli «americani». Chissà che avrà da dirne Poseidone... Quindi, siamo a rischio estinzione poiché un incidente - che, per quanto grave, è circoscritto - avvelenerà inesorabilmente, nella loro totalità, le risorse alimentari.

Illuminato com'è, il messia di Galbiate procede poi senza soluzione di continuità e in virtù di un nesso causale che definire criptico è poco: «Senza contare poi la riapertura delle centrali nucleari contemporaneamente alla chiusura della LIBERTÀ DI STAMPA (maiuscole di Celentano, ndr), a onor del vero non ancora a REGIME, ma il governo ci sta lavorando con tenacia e perseveranza. Tutti segni questi (di SQUILIBRIO), che vanno di pari passo con l'incazzatura del Pianeta. Un altro dei tanti segni apparentemente di minore importanza, è per esempio quello del direttore generale della RAI Masi, il quale ha epurato la trasmissione di Michele Santoro».

A fronte di tali affermazioni vien da chiedersi dove stia il vero «SQUILIBRIO», ma procediamo: «Dobbiamo solo decidere il giorno, non ha importanza se di mercoledì, giovedì o lunedì. L'importante che nessuno guardi la televisione nel giorno in cui Santoro è stato cancellato. Un Buco Nero, quindi, per Rai e Mediaset che durerà finché egli non sarà riammesso col suo Annozero. Viene spontaneo domandarsi quanto potrebbero reggere sia la Rai che Mediaset il peso dei mancati introiti provenienti dalla pubblicità nel giorno in cui nessuno guarderà la televisione. Sarà, dunque, il giorno di una nuova rivoluzione. Una rivoluzione silenziosa che non avrà bisogno di finanziamenti. Poiché senza una lira, ma soprattutto senza alcuna violenza avremo registrato il maggior profitto mai realizzato nelle perdite del consumismo. Sarà quindi il giorno della nascita dell'ANTIPROFITTO, che sconfiggerà i mali del profitto».

Commovente: un richiamo paci-rivoluzionario che potremmo definire gandhiano, nei presupposti così come negli auspicati effetti. Eh sì, perché non possiamo non commuoverci, non sentirci profondamente toccati dal call to arms del neopauperista foggiano. Egli, attraverso una sottile maieutica che mette in relazione elementi solo in apparenza separati (abissalmente separati), riconduce finalmente i frammenti ad unità, aprendoci davvero gli occhi: chi, se non lui, avrebbe notato le profonde ed incontrovertibili relazioni, l'esile filo di seta nero che lega un incidente petrolifero, l'energia nucleare, la libertà di stampa e Michele Santoro con il suo «luminoso TFR di giada splendente»?

Certo, qualche becero facilone potrebbe pure far notare, suscitando probabilmente le ire delle anime belle, che l'invito al pauperismo e la deificazione dell'«ANTIPROFITTO» siano un tantino fuori luogo da parte di colui che, partito «ragazzo della Via Gluck», si trova oggi ad essere potente manager di Galbiate. Come riporta Paolo Bracalini su Il Giornale dell'8 giugno, la coppia d'oro Mori/Celentano ha creato ed amministra sette società: Ciao Ragazzi s.r.l, Locus Amoenus Immobiliare società semplice, Neve Immobiliare, Clan Edizioni Musicali s.r.l., Clan Celentano s.r.l., Lunaparc Edizioni Musicali s.r.l., General Holding s.r.l. Fatturato totale: circa 10 milioni di euro all'anno. Che ne penserà mai «Madre Gea»?

Ora, siccome noi non siamo pauperisti, nel senso che non riteniamo la ricchezza una colpa e la povertà una virtù, e un briciolo di humour ancora lo conserviamo, non facciamo certo le bucce al profeta foggiano, né lo invitiamo in base ad una austera coerenza domenicana a vender ciò che ha per darlo ai poveri, ma, almeno che eviti di rendersi ridicolo per rispetto di quanti (e sono milioni) ancora oggi acquistano i suoi dischi e si commuovono con le sue canzoni: soggetti che, nella più parte dei casi, forse nemmeno sanno scrivere «10 milioni di euro(all'anno)».

Che dire poi della strana passione che il «Molleggiato» dimostra per Sant'Oro? Che l'ex Joan Lui (film omonimo nel quale Celentano interpreta niente meno che... Gesù) tanto feroce nel suo anticomunismo una volta abbia preso oggi sotto la sua ala protettrice il presentatore cremisi fa strano... I mitomani complottisti su Youtube si sono sprecati in fantasiose e azzardate spiegazioni.

Quanto alla incoerenza implicita che Celentano manifesta, qualcuno non proprio a digiuno di studi romanistici potrebbe obiettare che Seneca, pur essendo ricchissimo di famiglia, pur possedendo qualcosa come 40.000 schiavi, pur avendo rivestito il prestigioso ruolo di prefetto del Pretorio invitava, da convinto epicureo quale era, alla morigeratezza nei costumi, a non esser schiavi di ricchezze e piaceri, a vivere secondo rettitudine. Ma se Adriano non ha esitato a paragonarsi a Nostro Signore Gesù Cristo, noi qualche non piccola remora l'abbiamo ad accostarlo al grande filosofo nato a Cordoba, non foss'altro perché egli dimostrò di avere un notevole senso dell'umorismo, e chi non ci crede, vada a leggersi l'apokolokuntesis...

In ultimo, un piccolo ricordo di infanzia: pare che il nostro cantautore non sia del tutto nuovo a frenesie pauperiste. Tant'è che circa 25 anni fa il grande Gianfranco d'Angelo, dal palco dell'indimenticato Drive In, si proponeva di liberare la star dalle sue dorate catene che lo tenevano lontano da quel beato stato di natura da lui tanto agognato, ieri come oggi, e, durante una ripresa aerea della famosa villa di Galbiate, ove ben visibile risultava la «modesta» piscina, commentava: «Ecco! Ecco guardate! La piscina ove Adriano ogni giorno si esercita a camminare sulle acque!»




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Commenti (1)
1. 12-06-2010 08:32
Yuppy Du
Non ho mai capito l'Adriano POLITICO, e adirla alla maniera di Tonino "ma cchè ci azzecca ????!!!" mi è sempre piaciuto come cantante, le sue battaglie ecologiche le condividoin parte, ancora di più essendo "Joan Lui" un artista nè ho anche apprezzato l'estrosità - da non confondere comunque i suoi silenzi con "arguzia e intelligenza" li era chiaro che esprimeva la sua poverta di mezzi di cui la natura lo ha dotato, diciamo che ha saputo sfruttare il suo carisma per far presa sulla massa che ne osannava virtù oratorie molto profondamente nascoste. La sua discesa in campo politico mi ha sorpreso perchè ritenendo fosse magari anche un pò più furbo, poteva benissimo continuare con le esibizoni canore a sfondo ecologista e da buon rocchettaro avrebbe continuato a riscuotere un gran successo anche economicamente. Ma come tanti altri artisti in Italia per partecipare alle sagre delle famose feste dell'unità bisognava diventarne oracoli o profeti, ed ecco a noi una risposta a quanto sopra.
Scritto da airone555

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