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Numero 475
del 15/05/2012
Si intensificano i rapporti economici tra Italia e Giordania PDF Stampa E-mail
! di Berta Vella Cerullo
vella cerullo@ragionpolitica.it
  
giovedì 08 luglio 2010

Il regno Hashemita di Giordania è considerato il primo governo islamico-democratico del medioriente moderno. E' Una monarchia costituzionale con un governo rappresentativo scelto dal popolo. Un Re che, oltre ad essere Comandante Supremo delle Forze Armate, Capo di Stato e dell’ esecutivo, pone la democrazia come principio rispettabile.

Dopo la crisi economica asiatica del 1997 la Giordania ha iniziato a cambiare le sue economie di mercato finanziario e commerciale, passando da un’economia ristretta di mercato locale-mediorientale ad una di completa liberalizzazione interna ed estera occidentale, puntando sulla qualità. Ad oggi nel regno esistono più di 10mila medie e piccole imprese che dal basso sostengono la crescita del regno. Ha istituito una «Corporate Governance», una spina dorsale di leggi statali che hanno portato e stanno conducendo il governo giordano ad una economia rispettata all’estero nel commercio e nella politica, composto da un vasto sistema di banche qualificate che seguono le «Companies Act»; un sistema di gestione prudente ed un «Fair administrative» trasparente con un programma «knowledge management» che lavora per diffondere la conoscenza e rendere competenti i dipendenti di aziende sulle strategie e direzioni che stanno intraprendendo molti Paesi.

Dopo il primo accordo con l’Italia di libero scambio nel 2004, il Ministro dell’Industria e del Commercio Giordano Al-Amer Hadidi, proprio nell’ultima visita dei Reali in Italia, tenutasi lo scorso ottobre 2009 prima a Roma e poi a Milano, ha ribadito come l’Italia sia un focolaio di risorse per il regno arabo. In quell’occasione la Camera di Commercio di Amman e quella di Milano hanno firmato un accordo di cooperazione per il supporto al piano di rivalorizzazione delle aree di Ibrid, Ma’an (la cosiddetta Oasi del Sud), zona marittima di Aqaba (Asez), Mafraq e della Capitale Amman, che porterà alla costruzione di città industriali per una qualificata ricerca scientifica, di città universitarie che diverranno le più grandi del medioriente, del primo porto di collegamento merci col resto dei Paesi del Mashrek e del sud-Asia e di un’ampia rete autostradale e ferroviaria per rendere più rapidi gli spostamenti con i Paesi vicini.

L’Italia è già presente in Giordania con più di 100 aziende, operanti in 17 settori merceologici ed è il suo secondo partner commerciale europeo dopo la Germania, esporta metalli e prodotti per l'industria orafa, strumenti elettrici e meccanici di uso comune, mentre importa per lo più metalli allo stato grezzo. Nel 2009, le esportazioni italiane in Giordania sono state di circa 403 mln di euro, mentre le importazioni dalla Giordania di circa 43 mln di euro (dati Istat).

Anticipando il prossimo Forum Economico e Finanziario Euro-Mediterraneo del 12-13 luglio 2010 a Milano, negli ultimi giorni una delegazione di funzionari di imprese giordane ed italiane, proprio ad Amman, ha intensificato i rapporti economici grazie al supporto del governo italiano in merito ai progetti della Giordania sulla desalinizzazione dell’acqua, sulla costruzione delle infrastrutture,  della rete ferroviaria e della città portuale di Aqaba. Sul nuovo progetto delle energie rinnovabili da attuare nel 2012, invece, un consorzio di imprese italiane e giordane costruiranno un impianto fotovoltaico: il più grande al mondo, con una capacità iniziale di 100 megawatt (MW) di energia elettrica, espandibile fino a 200 MW. Quest’ ultimo incontro di imprese italo-giordane ha ha rafforzato la linea di cooperazione con il  Medioriente.




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