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Numero 462
del 11/02/2012
La notte di Caravaggio PDF Stampa E-mail
! di Alice Nastri
nastri@ragionpolitica.it
  
giovedì 15 luglio 2010

Carattere turbolento e indole controversa, amato e odiato dai suoi contemporanei. Genio indiscusso dell'arte barocca, tra i più celebrati e conosciuti pittori al mondo. A quattrocento anni dal giorno della morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, Roma si appresta a celebrarlo con «La notte di Caravaggio. 18 luglio 1610/18 luglio 2010», presentata dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, dal sottosegretario Francesco Giro e dal soprintendente speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma, Rossella Vodret.

Dalle 19.00 di sabato 17 luglio alle 9.00 del giorno dopo si apriranno le porte di Galleria Borghese e delle tre «chiese di Caravaggio»: la basilica di Sant'Agostino, San Luigi dei Francesi e Santa Maria del Popolo. L'ingresso sarà gratuito. «Le tante opere di Caravaggio conservate nelle chiese e nei musei romani fanno rivivere il suo genio assoluto e irripetibile agli occhi di chi, ancora oggi, si emoziona davanti alle sue splendide tele», spiega Vodret.

L'evento si colloca all'interno di un ciclo di mostre che dal gennaio 2010, in occasione del quarto centenario della morte del grande artista, animano alcune delle principali città italiane, da Milano a Genova, da Firenze a Roma. Tra quelle più significative vi è sicuramente la mostra allestita alle Scuderie romane del Quirinale, da poco conclusasi. Durante il percorso espositivo, incentrato sulle sole opere «capitali», vale a dire sulle sole opere di Caravaggio storicamente accertate, è stato possibile ammirare molti dei capolavori dell'indiscusso artista lombardo, giunti dai più importanti musei d'Italia e del mondo. La Canestra di frutta della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, il Bacco dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, Davide con la testa di Golia della Galleria Borghese di Roma, i Musici del Metropolitan Museum di New York, il Suonatore di liuto del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, l'Amor vincit omnia dello Staatliche Museum di Berlino e molti altri.

La carriera artistica di Caravaggio fu costellata da rapidissime ascese e violente discese, dovute in gran parte ad una indole burrascosa che lo portò a girovagare per l'Italia, da Milano a Roma, a Napoli alla Sicilia, trovando via via rifugio in alcune delle più importanti famiglie nobili del tempo, dai Giustiniani al principe Filippo Colonna. Fra i suoi protettori e primi estimatori il cardinal Francesco Maria Del Monte, grandissimo uomo di cultura ed appassionato d'arte che, incantato dalla sua pittura, accolse un allora giovanissimo e ancora sconosciuto Caravaggio al suo servizio, dove rimase per circa tre anni. Se nella vita privata tenne una discutibile condotta, la vita artistica e la straordinaria qualità delle sue opere ne fanno invece uno dei più importanti ed acclamati geni pittorici di tutti i tempi. Il suo stile rivoluzionario aprì una stagione totalmente nuova rispetto alla produzione pittorica precedente, generando una rottura con la cultura accademica basata sullo studio dell'arte classica. La plasticità dei corpi da lui dipinti, che si stagliano dallo sfondo scuro, uscendo quasi dalla tela e protendendosi verso lo spettatore, conferisce alle sue opere un carattere teatrale e una solennità senza pari, in cui sacro e profano sembrano convivere poeticamente. Abbandonata l'idealizzazione della bellezza e la ricerca della perfezione compositiva, Caravaggio ci restituisce la visione di una realtà complessa, dove personaggi vecchi e deformi diventano venerati santi e prostitute e umili donne Marie e Maddalene. Ed è qui che si cela la sua capacità comunicativa ed espressiva: nell'utilizzo di soggetti terreni e reali per rendere umano e vicino ciò che appartiene alla sfera divina.

La sua fama di pittore maledetto e le molte leggende sulla sua vita hanno contribuito in parte a determinarne l'attuale fortuna. Dimenticato quasi completamente nei secoli successivi alla sua morte, fu solo all'inizio del XX secolo che la sua importanza nello sviluppo dell'arte pittorica moderna fu universalmente riconosciuta. L'enorme successo di pubblico ne è una piccola testimonianza. I tributi, le mostre e le manifestazioni di questi mesi non fanno che rendere omaggio al padre della pittura moderna.




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