freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Una pretestuosa ed irresponsabile guerriglia PDF Stampa E-mail
! di Gianteo Bordero
bordero@ragionpolitica.it
  
lunedì 26 luglio 2010

Per il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano parlano i fatti, cioè l'impegno costante del governo Berlusconi e del ministero guidato da Roberto Maroni nel contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata. Un impegno che ha prodotto risultati straordinari, mai prima d'ora ottenuti da nessun altro esecutivo nella storia della Repubblica. Le accuse mosse nei giorni scorsi dall'onorevole finiano Fabio Granata, dunque, sono prive di fondamento, sono letteralmente fuori dalla realtà.

L'impressione è che le truppe d'assalto che si ritrovano nelle posizioni del presidente della Camera cerchino quotidianamente un pretesto qualsiasi per condurre innanzi la loro battaglia di logoramento contro il governo che pure essi formalmente appoggiano, contro la leadership berlusconiana e contro gli ex An che in essa si riconoscono. Qui, come ha osservato il presidente dei deputati del Popolo della Libertà, Fabrizio Cicchitto, non siamo più nel campo del «legittimo dissenso» all'interno del Pdl, ma ci troviamo di fronte ad una strategia della «guerriglia» che ha come unico obiettivo quello di destabilizzare l'attuale quadro politico, creare il caos nel partito di maggioranza relativa e indebolire l'esecutivo votato dagli italiani alle elezioni dell'aprile 2008.

Questa strategia è un clamoroso regalo fatto a una sinistra per certi versi inesistente, in crisi di idee, di programmi e di progetti di governo, ma che gode immensamente nel trovare un appiglio insperato per attaccare la maggioranza, nel dare fiato, attraverso i suoi giornali e i tg amici, ad ogni parola che esce dalla bocca delle nuove reclute dell'esercito antiberlusconiano. E chissenefrega se questa è l'ennesima conferma dell'inconsistenza dell'opposizione parlamentare della gauche, di fatto costretta a glorificare qualche ex missino, fino all'altro ieri odiato e rappresentato come la peste bubbonica, per dimostrare di esserci ancora e di lottare contro il tiranno di Arcore... Tanto basta per invocare fantomatici governi di transizione, inedite coalizioni della legalità, improbabili maggioranze alternative. Con soli due punti all'ordine del giorno: cacciare Berlusconi e riscrivere una legge elettorale che, tolto il premio di maggioranza, riconsegni ai manovrieri di palazzo il pallino della politica italiana. Sono due obiettivi su cui oggi convergono sia i partiti del centrosinistra sia - almeno così pare - la pattuglia finiana.

Quello che si ripropone è dunque, in ultima analisi, lo scontro tra il rispetto della volontà popolare espressa in libere elezioni e il ritorno a un passato in cui i governi venivano fatti e disfatti in men che si dica nelle secrete stanze romane, magari da uomini con tanto «senso istituzionale» ma con pochi voti, abili a ottenere con accordi tra notabili ciò che essi non avrebbero potuto avere attraverso il voto degli italiani. Se essere «berlusconiani» significa credere che la volontà degli elettori conti ancora qualcosa e che la democrazia non la fanno gli illuminati, i benpensanti e i profeti del politicamente corretto - ovunque essi alberghino - bensì il voto del popolo, allora ben venga - anzi s'accresca - il «berlusconismo», ultimo baluardo contro insopportabili operazioni di palazzo che, oltre a riportare indietro le lancette dell'orologio, non fanno altro che allontanare l'uomo comune dalla politica, cioè dal governo della polis, con esiti che non potranno non essere nefasti per il paese.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (2)
1. 26-07-2010 19:43
E' Tempo di Espellere i Finiani
Dopo le incredibili dichiarazioni odierne (26 luglio) dell'on. Fini che se accolte ci farebbero piombare nel clima dei peggiori regimi totalitari, credo non sia più procrastinabile l'espulsione dell'on. Fini e dei sui accoliti. E all'on. Fini che ritiene non percorribile la strada dell'espulsione per un partito liberale, ricordo che von Hayek sosteneva la necessità di essere intolleranti con gli intolleranti!!! Vada con Di Pietro, quella e' la sua strada!
Scritto da Pier
2. 27-07-2010 18:30
ma cosa aspettate?
Non capisco cosa si aspetta a buttarli fuori.
Scritto da Le Rose Benito

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata