Ci sono questioni su cui si gioca la modernità e il futuro del Paese. Questioni che non sono etichettabili politicamente, ma che rispondono agli interessi generali di uno Stato. Il nucleare è una di queste. Soprattutto in Italia, dove è stato osteggiato per ragioni prevalentemente ideologiche. Siamo così divenuti dipendenti da altri Paesi europei, in particolare dalla Francia, le cui fonti energetiche sono in gran parte costituite dalle centrali nucleari. Di conseguenza la nostra industria e le nostre famiglie pagano l'energia elettrica il 30% in più di tutti gli altri Paesi europei. Recentemente l'UE ha deciso che ogni Stato aderente debba diversificare le fonti energetiche, con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento, per cui ogni Paese dovrà coprire il proprio fabbisogno energetico con almeno il 25% derivante dal nucleare. Per l'Italia si tratta di un impegno gravoso, ma il ministro Scajola ha avuto il merito di predisporre un piano molto serio di sviluppo del nucleare, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri. Su questo fronte l'opposizione di sinistra continua ad avere posizioni di assoluto diniego o, nella migliore delle ipotesi, di critica alle modalità di costruzione delle centrali, senza peraltro prospettare credibili soluzioni alternative.
La notizia della proposta rivolta dal ministro Prestigiacomo al prof. Veronesi di guidare l'Agenzia per il Nucleare ha destato a sinistra perplessità e preoccupazione per un'ulteriore spaccatura politica interna anche sul tema energetico, mentre nel centrodestra è stata accolta con entusiasmo. Un comprensibile entusiasmo, perché il prof. Veronesi vanta nella sua carriera professionale una credibilità e una autorevolezza senza eguali. Una carriera volta alla ricerca continua, incoraggiata da molti successi, per curare le più difficili malattie. Un uomo, ancor prima che ricercatore, che ha dedicato la propria vita ad alleviare con grande sensibilità il dolore nella vita di chi soffre per malattia o indigenza.
Per questi motivi in molti speriamo che il prof. Veronesi, che ha dimostrato ancora una volta un'assoluta libertà di giudizio e di coscienza esprimendo una disponibilità di massima, accetti l'incarico di presidente dell'Agenzia per il Nucleare. Se così fosse, chi dovesse nutrire ancora dubbi sulla sicurezza del nucleare, si sentirà più sicuro.
L'on. Manuela Repetti (Pdl) è membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati
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