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Numero 475
del 15/05/2012
Il doloroso tributo italiano alla pace in Afghanistan PDF Stampa E-mail
! di Matteo Gualdi
gualdi@ragionpolitica.it
  
giovedì 29 luglio 2010

Ancora sangue italiano in Afghanistan. Due specialisti del genio hanno perso la vita mercoledì nel corso delle operazioni di disinnesco di un ordigno nella città di Herat. I due militari, che facevano parte di un team Iedd (Improvised Explosive Device Disposal) specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, inquadrato in un dispositivo composto da 36 militari su 8 veicoli blindati Lince, erano intervenuti intorno alle 20 locali per il disinnesco di una bomba rudimentale segnalata dalla polizia afgana. Secondo quanto apprendiamo dalle parole del Maggiore Mario Renna, portavoce del Comandante del Regional Command West di ISAF, «dopo aver verificato la presenza dell'ordigno segnalato, i due militari procedevano con successo alla sua neutralizzazione ma nel perlustrare la zona circostante per accertare l'eventuale presenza di altri ordigni, i due venivano investiti da una forte esplosione che ne causava il decesso». Purtroppo non c'è stato scampo per il 1° Maresciallo Mauro Gigli, nato il 3 aprile 1969 a Sassari ed effettivo al 32° Reggimento Genio di Torino (Brigata Alpina Taurinense), ed il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977 a Bisceglie (Bari) ed appartenente al 21° Reggimento Genio di stanza a Caserta, entrambi facenti parte della Task Force Genio inquadrata nel contingente italiano in Afghanistan e con numerose missioni all'estero al loro attivo. E' andata meglio, invece, al Capitano Federica Luciani del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, che a seguito dello scoppio ha riportato lievi escoriazioni e per un civile afghano di cui si è registrato il ferimento lieve.

Solo la settimana scorsa era stata la volta di un veicolo della polizia afghana risultato parzialmente distrutto, fortunatamente senza danni agli agenti a bordo, sulla Ring Road a 6 km a est dalla base di Shindand. Per questo la lotta contro quella che rappresenta una delle maggiori fonti di vittime in Afghanistan, gli Ied, continua senza sosta, nonostante la pericolosità di queste operazioni sia sempre alta, anche per chi ha grande esperienza come i due militari italiani che avevano all'attivo un elevato numero di interventi di disinnesco di ordigni esplosivi.

Il Presidente del Consiglio ha espresso il proprio cordoglio ai familiari delle vittime: «Le parole non hanno senso non possono lenire il dolore, c'è solo il fatto di apprezzare chi compie la scelta personale di andare in missione», ha detto Berlusconi che ha aggiunto «queste notizie creano dolore ma è giusto fare quello che facciamo». Anche il Ministro La Russa, che oggi interverrà in Parlamento, ha espresso il suo cordoglio per i nostri caduti, aggiungendo che «quanto accaduto non cambia la missione italiana, perché gli impegni internazionali vanno mantenuti, ci sono rischi che sappiamo di correre, ma vogliamo che il loro sacrificio non sia vano e che la lotta contro il terrorismo possa essere combattuta a partire dal 2013 dalle forze afgane in modo che i nostri possano tornare a casa».

Il Presidente Berlusconi ed il Ministro La Russa sono convinti che l'unico modo per onorare davvero le nostre vittime al fronte è fare in modo che la loro opera, il loro lavoro vengano portati a compimento. Mauro e Pierdavide hanno dato la propria vita per portare la pace in Afghanistan e garantire la sicurezza dell'Italia e degli italiani, consapevoli della giustezza della loro azione come lo sono i migliaia di militari impegnati all'estero. Loro sono in prima linea e rischiano la vita ogni giorno, il minimo che i loro comandanti, a partire dai vertici politici, possono fare è proseguire sulla strada intrapresa, per far si che i nostri ragazzi non siano morti invano.




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