freccia_long
Numero 475
del 15/05/2012
Russia in fiamme PDF Stampa E-mail
! di Andrea Forti
forti@ragionpolitica.it
  
giovedì 12 agosto 2010

In Russia sembra si stia scatenando un vero inferno, con le regioni occidentali pesantemente colpite da roghi che stanno devastando ettari ed ettari di foresta e che stanno persino minacciando alcuni siti nucleari, facendo tornare in Occidente (e non solo) i mai sopiti fantasmi di Chernobyl. La stessa capitale federale, Mosca, è avvolta da una densa nube di fumo proveniente dai roghi delle foreste circostanti, e ben visibile dai satelliti, che sta provocando danni incalcolabili alla salute dei suoi abitanti, esposti a patologie respiratorie, ma anche all'economia del paese, già colpita dalla crisi.

Gli aeroporti sono stati bloccati, molte ambasciate sono state chiuse e le attività economiche sono paralizzate (con un danno di miliardi di dollari stimato intorno ad un punto percentuale del Pil). Uno scenario apocalittico che, nonostante le rassicurazioni delle autorità cittadine, sembra aver riportato la Terza Roma al 1812, quando le truppe dello zar bruciarono la città per consegnare a Napoleone una capitale fantasma, o al 1941, quando di fronte all'incombente e apparentemente inarrestabile esercito hitleriano i membri dell'apparato del regime bolscevico, le loro famiglie e le legazioni straniere lasciarono deserta la città, riparando nella più orientale Samara.

A causare questo disastro di proporzioni ancora difficilmente calcolabili - i morti ufficiali sono una cinquantina ma il bilancio è lungi dall'essere definitivo - sono state le elevate temperature registratesi nella Russia europea, le più alte negli ultimi secoli, che hanno reso il terreno più secco e infiammabile. Ma la causa naturale da sola non basta a spiegare la gravità degli eventi. Sotto accusa, in particolare, è la gestione della vigilanza anti-incendio, relativamente efficiente in periodo sovietico ma deterioratasi negli ultimi anni, da quando la responsabilità della lotta agli incendi è stata delegata ai soggetti regionali dell'immensa Federazione, una prassi che in un paese con una lunga e rigida storia di centralismo politico e amministrativo evidentemente non ha prodotto buoni frutti. Sarebbe bastato, secondo alcune voci critiche, aver mantenuto le tante campane d'allarme diffuse un tempo nel territorio e molti dei focolai d'incendio sarebbero stati domati in tempo, mentre è risultata carente la disponibilità di Canadair, del resto facilmente utilizzabili in un paese ricco di bacini d'acqua interni come la Russia.

La rabbia degli abitanti delle campagne russe, una realtà trascurata già dagli anni dell'Urss e vieppiù nei «ruggenti» anni '90 e 2000 dei «nuovi ricchi» urbani, sembra non aver risparmiato neppure il primo ministro Vladimir Putin, contestato in un villaggio da un gruppo di cittadini che non scandivano slogan ideologici o estremistici, ma chiedevano semplicemente spiegazioni circa il mal funzionamento della vigilanza anti incendio.

Questa vicenda russa è solo un tragico segnale, per i russi e per noi europei, di quanto sia urgente la questione del deterioramento delle infrastrutture nell'immensa federazione eurasiatica, una questione che investe anche i paesi dell'Occidente, che tutto avrebbero da perdere da tragedie ecologiche negli sconfinati spazi orientali e che invece tutto avrebbero da guadagnare, in termini ecologici, economici e quindi politici, da una partecipazione allo sforzo di modernizzazione delle infrastrutture russe, con investimenti diretti ma anche con la creazione di norme di sicurezza condivise per costruire finalmente e concretamente un grande spazio di cooperazione e sviluppo europeo aperto a oriente.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata