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Numero 475
del 15/05/2012
I gas serra PDF Stampa E-mail
! di Carlo Cerofolini
cerofolini@ragionpolitica.it
  
martedì 17 agosto 2010

Per produrre 1 KWh di elettricità la quantità in grammi di anidride carbonica (CO2) equivalente (eq.) emessa dalle varie fonti, per l'intero ciclo (per fotovoltaico ed eolico si considera la costruzione ed il decommissionamento),  è la seguente: Lignite: 1.217; Carbone: 921; Petrolio: 762; Gas naturale o metano (CH4): 449; Idroelettrico: 62; Solare fotovoltaico (Fv): 58,5; Biomasse: 32; Nucleare: 11,5; Eolico: 11. (cfr.1 p. 144). Da questi dati si rileva che in termini di emissione di CO2 eq., il migliore dei combustibili fossili è il (costoso) metano e quindi può essere considerato da questo punto di vista - specie da quanti credono che il clima sia influenzato dai gas serra antropici - come il male minore, mentre tra le energie rinnovabili «emergenti» ed a diffusione capillare il fotovoltaico è in buona posizione, anche se a KWh emettono rispettivamente una quantità di CO2 equivalente 41 e 5,3 volte superiore al nucleare.

Questi sono i dati ufficiali, la realtà però sia per il metano sia per il fotovoltaico è assai diversa, come risulta da quanto segue: 

 

Metano - Per questo combustibile quello che non viene considerato nei dati ufficiali, sono le perdite del metano stesso - gas che ha un effetto serra circa 20 volte superiore alla CO2 - che si hanno nei gasdotti (circa il 10%) e questo per l'Italia, che deve importare il metano da paesi lontani migliaia di chilometri, significa che il ciclo "allargato" del metano produce in realtà 2,5 volte i gas serra del ciclo del carbone (cfr.1 p. 144), attestandosi così a circa ben 2.300 grammi di CO2 eq. a KWh. Questo senza considerare che il carbone è molto più economico del metano ed è più facile e sicuro il suo trasporto ed il suo approvvigionamento ed è pure più "semplice" e quindi meno costoso, si fa per dire, l'eventuale sequestro di CO2 emessa da questo combustibile rispetto al metano.  Per l'esattezza il costo del sequestro di una tonnellata di CO2 si prevede che sarà di 40-200 dollari Usa ($) per le centrali a carbone e 100-500 $ per quelle a gas (cfr.2) - la forbice dipende dal tipo di centrali, dalla loro ubicazione, ecc. - e questo porterebbe mediamente, al rincaro del costo di produzione del KWh - che da Carbone è 4 cts. €, da CH4 6 cts. € (da nucleare di 3 cts. €) (cfr.3 p. 101) - da un minimo di circa il 100% ad un massimo di oltre il 500%, con il cambio euro-dollaro a 1,30. Costi che sono chiaramente insostenibili, quando poi il danno ecologico (supposto) previsto per tonnellata di CO2 eq. emessa, al 2060-2100 - per chi crede ai cambiamenti climatici dovuti ai gas serra antropici - è stimato all'intorno di solo di due $ (cfr.4 p. 28-32). Cioè si andrebbe a spendere a breve fino a 250 per avere, fra 50-100 anni, solo uno (sic).  

 

Fotovoltaico - Per il fotovoltaico non si tiene conto che attualmente la maggior parte dei pannelli è prodotta in Cina dove nel costruirli si libera in atmosfera una quantità di gas serra fino a sette volte superiore al "dovuto". Questo perché in Cina a causa dell'uso massiccio del carbone e della scarsa efficienza della sua industria, la CO2 eq. emessa per unità di Pil (1.000 $), è sette volte a quella dell'Italia, e la Cina lo può fare - senza pagare dazio - perché non è tenuta a rispettare il protocollo di Kyoto (cfr.1 p. 163). Da quanto sopra consegue che i 58,5 grammi di CO2 eq. a KWh del fotovoltaico vanno moltiplicati fino anche a sette - se tutto è costruito in Cina - e così si può arrivare a circa 410 g CO2 eq. a KWh; valore vicino a quello ufficiale (449 g) delle centrali a gas. Per il fotovoltaico non va inoltre dimenticato sia che il costo del suo KWh è 8-10 volte più alto del "normale" (cfr. 1 p. 155), sia che la potenza nominale degli impianti (KWp) va divisa per almeno otto perché il loro fattore di utilizzo è, ottimisticamente, di circa il 12,5%. Da questo - ad esempio - discende che i 1.000 MWp Fv installati in Italia a marzo 2010 (costo 5 miliardi) su 7.000 impianti - incentivati per venti anni con il conto energia a spese di tutti noi - non solo produrranno in un anno un'energia (KWh) - inaffidabile ed intermittente - pari a quella di una modesta centrale termoelettrica di 140 MW (utilizzo 90%), ma ci costeranno alla fine dei venti anni ben 12,5 miliardi. Con questa cifra, è bene notare, si potrebbero costruire tranquillamente tre centrali nucleari da 1.600 MW ognuna (totale 4.800 MW) con fattore di utilizzo del 90%, e così soddisfare almeno il 10% del fabbisogno elettrico nazionale; per di più una centrale nucleare ha ora una vita di 60 anni, mentre i pannelli fotovoltaici arrivano a 25 anni circa. 

     

Si può comprendere, quindi, che, da qualsiasi punto di vista si analizzi il problema legato all'energia elettrica, cui dobbiamo molto del nostro benessere, niente è meglio del nucleare (le scorie sono un problema politico e non tecnico). Inoltre l'uranio necessario per il nucleare può essere considerato una fonte rinnovabile (inesauribile), perché può già ora essere recuperato - a costi sostenibili con resine a scambio ionico - dall'acqua di mare, che ne contiene 0,003 ppm per un totale di 4 miliardi di tonnellate, e che viene (ri)portato con continuità negli oceani dall'erosione delle coste e dall'apporto dei fiumi (cfr.1 p. 59-60). Il problema vero però è che della bontà della scelta del nucleare occorre sia convincere i cittadini con un'informazione scientificamente corretta massiccia e capillare, sia mettere in condizioni di non più nuocere lobby affaristiche varie - che lucrano, con i nostri soldi garantiti dallo Stato, su fotovoltaico ed eolico - insieme ai catastroambientalisti oscurantisti, che hanno non solo distorto e distorcono la realtà, ma hanno pure inoculato e continuano ad inoculare a dosi massicce nell'opinione pubblica il virus Nimby (Not in my back yard), ovvero non nel mio cortile, ingessando e disastrando così il sistema Paese.

 

 

Bibliografia: 

 

(1) Franco Casali Energia nucleare - Una scelta etica indifferibile - ed. Clueb, 2010 

(2) Emanuele Perugini "Caccia grossa a CO2" - L'espresso - p. 125, n. 2 - 2009 

(3) F. Battaglia - R.A. Ricci Verdi fuori rossi dentro - L'inganno ambientalista - ed. Libero-Free 2007 

(4) Bjorn Lomborg "Stiamo freschi" (Perché non dobbiamo preoccuparci troppo del riscaldamento globale) ed. Mondatori 2008 

 

 

 




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Commenti (2)
1. 28-12-2010 10:27
CO2 non è un problema ambientale
I nuclearisti tentano di convincere la gente brandendo lo spettro del CO2 come causa di inquinamento, o meglio dell'effetto serra. 
 
E' una balla, perché tutte le emissioni serra antropiche non superano lo 0,28% del totale, il resto è di origine naturale. 
Ma questo confronto sul totale viene - guarda caso - sempre omesso
Scritto da Valerio Guagnelli Scanzani
2. 16-03-2011 08:03
La Terra e l'energia nucleare
Di sicuro, il referendum del 1987 fece più male che bene. Ci rese dipendenti dagli altri Paesi e politiche che ne derivarono non giovarono all'ambiente. Vi invito a leggere il mio articolo, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/la-terra-e-lenergia-nulceare.html. 
Cordialità.
Scritto da Antonio Gabriele Fucilone

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