Un deciso e rapido ritorno alla politica del fare. Una sterzata decisa verso la politica che risolve i problemi, che crea le opportunità e che si occupa delle cose davvero concrete e importanti. Questa è la politica che serve al paese, questa è politica che ha fatto e che sa fare bene il centrodestra. Di chiacchiere, di intrighi di palazzo e di alchimie varie, di sicuro, agli italiani non interessa niente. Anzi, sono stufi e nauseati da questa politica autoreferenziale.
Questa estate, purtroppo, Gianfranco fini e suoi sodali ci hanno costretto, controvoglia, a parlare di aria fritta, di verifiche, di discontinuità, di rimpasti e tutto l’armamentario retorico caro i cultori e nostalgici della vecchia politica partitocratica e inconcludente. Tutto l’opposto di ciò che sta a cuore a noi del centrodestra, a noi che apprezziamo e sosteniamo il governo dei fatti e delle realizzazioni che è quello di Silvio Berlusconi. Per fortuna, l’arbitro ha fischiato: si torna in campo per fare le cose serie, non per logorarsi e perdersi in discussioni accademiche e incomprensibili dalla gente comune che lavora e che fatica per tirare avanti la carretta.
E’ il momento della chiarezza e della verità, della lealtà e della responsabilità. Nessuno può continuare a giocare, a tergiversare, a boicottare o a prendere tempo. In questo senso, ancora una volta, parole chiare sono venute dal Presidente Berlusconi: se a settembre il programma in cinque punti non sarà appoggiato e sostenuto da una maggioranza congrua e coesa, sarà doveroso fermarsi per ripresentarsi davanti agli elettori sovrani per essere giudicati da loro, ha detto chiaramente Berlusconi. Il paese, specie in questa fase, ha la necessità di essere guidato da un governo che sia nella pienezza dei suoi poteri, che goda di stabilità e di una solida maggioranza parlamentare. Per questo, tutti coloro che hanno ricevuto un preciso e moralmente vincolante mandato devono decidere definitivamente e chiaramente se intendono rimanere fedeli al programma elettorale presentato alle elezioni nel 2008. Questo dovere di chiarezza, in questo momento, non può più essere evaso. Chi lo farebbe dimostrerebbe scarso rispetto degli elettori e degli obblighi e responsabilità che risiedono in capo a chi è investito di un importante ruolo pubblico.
Non è più intenzione del centrodestra inseguire polemiche inutili e sterili, che non servono a risolvere i problemi reali del paese e, di converso, non fanno altro che danneggiare ulteriormente l’immagine della politica e delle istituzioni, allargando di fatto il fossato che separa la gente comune dalla «casta» della politica. L’ intento prioritario del governo è quello di continuare con l’agenda delle riforme, delle politiche per lo sviluppo e la crescita, della lotta alle mafie e alla criminalità diffusa, mettendo al centro le politiche per il Mezzogiorno. Se sarà possibile, e noi speriamo di sì, si andrà avanti. In caso contrario, la via maestra è quella del voto. Nessuno spazio a manovre o a tentativi di rovesciare la volontà popolare.
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