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Numero 476
del 22/05/2012
I BUONI FRUTTI DEL TRATTATO CON LA LIBIA PDF Stampa E-mail
! di Silvio Berlusconi
@ragionpolitica.it
  
martedì 31 agosto 2010

Testo dell'intervento pronunciato il 30 agosto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione della Giornata dell'amicizia italo-libica.

Oggi festeggiamo la Giornata dell'amicizia tra l'Italia e la Libia nel secondo anniversario del Trattato che abbiamo firmato a Bengasi il 30 agosto del 2008. Quella firma ha segnato un momento storico per i nostri due paesi: abbiamo inaugurato una nuova era nelle relazioni tra Italia e Libia, così come tra le due sponde del Mediterraneo. Tutti dovrebbero rallegrarsene: abbiamo chiuso una ferita ed è cominciata una vita nuova, possiamo affrontare il futuro con ottimismo e con la volontà di recuperare il tempo perduto. Dobbiamo farlo, vogliamo farlo per il bene dei nostri popoli.

L'Italia crede profondamente nel Trattato di amicizia con la Libia, e lo ha dimostrato procedendo alla sua ratifica parlamentare in tempi assolutamente rapidi. Da quando è entrato in vigore, il 2 marzo del 2009, il Trattato ha già prodotto effetti concreti in molti settori: Italia e Libia condividono l'ambizioso obiettivo di costruire insieme un solido e ampio partenariato, in grado di aumentare il benessere dei rispettivi popoli e di promuovere la stabilità e lo sviluppo nel bacino del Mediterraneo.

Questo pomeriggio abbiamo inaugurato l'Accademia libica in Italia, che contribuirà a rafforzare i nostri legami. Ed è anche significativo che le celebrazioni abbiano luogo qui, nella caserma dei carabinieri «Salvo D'Acquisto»: significa che abbiamo davvero voltato pagina, che il passato del popolo libico carico di sofferenze è ormai consegnato ai libri di storia e agli archivi fotografici. Oggi pomeriggio abbiamo visitato l'archivio fotografico di quel che accadde in Libia durante i tempi della nostra occupazione e del colonialismo. Invito tutti ad andare a visitare quell'archivio, perché le immagini mostrano il dolore, la tragedia che si infligge a un popolo quando lo si vuole dominare, quando si vuole occupare militarmente il suo territorio.

Anche l'applicazione del Trattato procede speditamente: tutti gli organismi tecnici previsti si sono riuniti, hanno lavorato in spirito di amicizia e di concretezza. In occasione della visita del leader Gheddafi a Roma del giugno 2009 sono state firmate anche altre importanti intese bilaterali. Ricordo, tra i tanti accordi, la concessione di borse di studio universitarie e post-universitarie a cento studenti libici, che di fatto ha preso l'avvio a luglio.

Voglio sottolineare la rilevanza, per l'economia italiana e libica, dei lavori della Commissione mista per i progetti delle infrastrutture di base. E' stato approvato il tracciato dell'autostrada costiera, per un totale di 1.700 chilometri, che sarà finanziata dall'Italia con cinque miliardi di dollari e che sarà realizzata con una vasta partecipazione di imprese italiane. Con il leader Gheddafi abbiamo posato la prima pietra in occasione della Giornata dell'amicizia dell'anno scorso a Tripoli; per le gare d'appalto s'è già chiusa la fase di prequalifica e sono interessate ventuno aziende italiane. Agli amministratori e ai lavoratori di queste aziende vanno i nostri più cordiali auguri: il loro impegno sarà la prova più concreta della ritrovata amicizia tra i due paesi.

Nei prossimi mesi saranno avviate anche altre importanti iniziative. Istituiremo una università italo-libica. Creeremo una rete dei musei nei paesi del Mediterraneo dove esistono teatri greci e romani: questa iniziativa sul teatro, che abbiamo chiamato «Memoria del futuro», avrà come prima tappa proprio la Libia. Daremo vita ad una società italo-libica per promuovere iniziative congiunte nei settori del sociale, dello sport, della cultura, dei giovani. Accoglieremo e formeremo diplomatici e funzionari libici presso il nostro ministero degli Esteri. Daremo infine avvio ad un portale italo-libico su internet. Queste sono soltanto alcune delle tante iniziative comuni a cui stiamo lavorando.

Lasciatemi infine dire che il Trattato di amicizia tra Italia e Libia costituisce anche un modello di diplomazia nell'era della globalizzazione. Quando due popoli separati da vicende tragiche e dolorose riescono a superare queste vicende, ad ampliare ed approfondire i loro rapporti ritrovando intesa e amicizia, questo avviene a vantaggio di tutti. E' grazie a questa amicizia, per fare un esempio, che l'Italia ha potuto contribuire a risolvere la recente crisi dei visti tra la Libia e i paesi dell'Unione europea. E' grazie alla collaborazione con la Libia che è stato possibile contrastare con successo la tratta dei clandestini dall'Africa all'Europa per mano delle organizzazioni criminali internazionali. E' quindi un vantaggio per tutti che le relazioni tra Italia e Libia siano cambiate e così decisamente positive: chi non lo capisce - c'è stata qualche critica al riguardo in questi giorni - appartiene al passato, è prigioniero di schemi superati. Noi invece vogliamo guardare avanti, vogliamo guardare al futuro, per il bene dei nostri figli e per tutta la comunità internazionale. Al mio amico, leader della grande Jamahiriyya, a tutti i suoi collaboratori, a tutti i cittadini libici dico ancora «grazie» per la loro volontà di superare il passato, per la loro volontà di lavorare insieme, per la loro volontà di essere amici. Grazie di essere qui, e a voi i più cordiali auguri affinché riusciate a realizzare tutti i progetti e i sogni che portate nella mente e nel cuore per il vostro popolo e per il vostro paese.




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