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Numero 476
del 22/05/2012
Quali scenari dietro il ritrovamento di esplosivo T4 nel porto di Gioia Tauro? PDF Stampa E-mail
! di Matteo Bressan
bressan@ragionpolitica.it
  
martedì 28 settembre 2010

Il ritrovamento di 6-7 tonnellate di esplosivo T4 avvenuto la scorsa settimana nel porto di Gioia Tauro lascia ancora aperti molti interrogativi. Al momento, come ha confermato il Questore di Reggio Calabria Carmelo Casabona, poche sono le certezze di questo inquietante ritrovamento. Da quanto emerso dalle prima indagini si è saputo che la nave «Finland», del gruppo armatoriale italo-svizzero Msc e battente bandiera liberiana, è partita dal porto iraniano di Bandar Abbas, effettuando scalo in un importante porto del mare del Nord. Lo stesso questore Casabona ha tenuto a precisare come molto probabilmente lo scalo italiano sua soltanto uno scalo tecnico del viaggio della nave «Finland»; ciò farebbe pensare, almeno in questa prima fase delle indagini, ad un non coinvolgimento della ‘Ndrangheta. L'ingente quantitativo di esplosivo, nascosto nel latte in polvere, fa convergere l'attività investigativa, così come quella delle agenzie di intelligence, ad una pista mediorientale. Lo stesso Ministro degli Esteri Franco Frattini ha avuto modo di parlare dell'accaduto direttamente con il segretario di Stato americano Hillary Clinton, con il quale è stata ribadita l'importanza della collaborazione e lo scambio informativo tra agenzie di intelligence nel settore del contrasto al terrorismo. Per approfondire di più questa vicenda ne parliamo con il Generale Fernando Termentini, esperto nel settore della bonifica degli ordigni esplosivi.

Generale, quale tipo di impiego potrebbe trovare questo particolare esplosivo?

Il T4 è un esplosivo ad elevato potenziale, conosciuto fin dal tempi antichi ed impiegato largamente durate la Seconda Guerra mondiale per il caricamento delle testate di missili, razzi, bombe di aereo, ecc. I tedeschi lo chiamavano Hexogen e gli italiani Esogene, oggi è chiamato anche Rdx. Ha una efficacia esplosiva di gran lunga superiore a quella del Tritolo (Tnt), è totalmente igroscopico e perfettamente stabile e si presenta come una sostanza cristallina di colore biancastro. Se mescolato con una percentuale di vasellina od altri olii minerali assume delle caratteristiche plastiche e leggermente oleose. Il T4 oggi viene anche utilizzato per costruire i comuni detonatori a miccia od ad accensione elettrica. Nel mondo vengono prodotti molti esplosivi plastici a base di T4. Per citarne alcuni, «C» (T4 e vasellina, olio minerale), «C2» (T4 e nitrocellulosa), «C3» (T4, nitrocellulosa binitrotoluolo e tetrile), dove la lettera «C» sta per «composition». Per dare un ordine di grandezza sulla potenza esplosiva del T4 rispetto alla maggior parte degli esplosivi di uso militare, fatta 100 la potenzialità di una gelatina esplosiva a base di nitroglicerina, il T4 ha potenzialità 90 ed il noto Tritolo (TNT) 50. Il T4 è stato utilizzato anche nelle stragi di mafia del 1992 e del 1993, quelle in cui furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per le stragi alla stazione di Bologna

Non pensa che una rotta come quella che è stata ipotizzata possa coinvolgere altre realtà criminali e/o organizzazioni terroristiche? Non sarebbe stato più facile un passaggio diretto attraverso la Siria?

Sicuramente Gioia Tauro rappresenta un approdo di passaggio dove con ogni probabilità la 'ndrangheta è fuori gioco. Probabilmente l'approdo in Calabria è stato scelto per rendere più difficile l'individuazione dell'utilizzatore finale, magari con una nuova lettera di destinazione depositando a Gioia Tauro i documenti iniziali di carico. Forse in questo la criminalità organizzata locale era stata attivata ed avrebbe agevolato il compito. Un passaggio diretto sulla Siria sarebbe stato sicuramente più facile ma rendeva più vulnerabile un'eventuale intercettazione del carico sul mare.

Che idea si è fatto al riguardo?

Probabilmente l'esplosivo attraverso la Siria poteva essere diretto ai palestinesi di Hamas ed agli Hezbollah libanesi. A prescindere da questo però ritengo che l'aspetto più importante sia quello di capire se quello sequestrato sia l'unico container in transito a Gioa Tauro o ne siano arrivati altri di simili, anche perché difficilmente materiale come questo viene spedito in un'unica mandata poiché in caso di sequestro si vanificherebbe tutta l'operazione. Peraltro dalle immagini pervenute il materiale è ancora «allo stato naturale cristallino»: per renderlo plastico ed impiegabile al 100% con la massima affidabilità possibile esso deve essere lavorato, per cui sicuramente erano previsti altri passaggi prima della consegna all'ultimo «end of use».




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