Attenzione: stiamo per darvi una notizia senza precedenti. Una assoluta esclusiva. Un vero scoop, come gergalmente si usa dire: Silvio Berlusconi è un uomo ricco. Non vi basta? Beh... ecco... è un uomo straordinariamente ricco. Come? Lo sapevate già tutti? Non è possibile. E pensare che la scorsa puntata di Report ci aveva indotto a pensare che questa notizia fosse, per l'appunto, una notizia e non, come invece risulta, una pluridecennale evidenza empirica sotto gli occhi di tutti. Forse non sapete che Silvio Berlusconi è anche il primo contribuente italiano, avendo versato al fisco negli ultimi quindici anni circa 8 miliardi di euro. Anche questa non vi giunge nuova? Ok. Diciamo con una punta di amarezza che il tanto agognato scoop di Ragionpolitica è saltato. Arrendiamoci a parlare del tempo o, magari, spendiamo qualche parolina su casette patinate e pretestuose analogie.
Premettiamo che, per quanto ci riguarda, ogni direttore di trasmissione televisiva è liberissimo di impostare il canovaccio del proprio prodotto come meglio crede. Il fulcro narrativo-creativo di un programma non è soggetto a paletti di sorta. Nemmeno a quelli dettati dall'elementare buonsenso. Riguardo alla sostanziale inutilità del servizio in oggetto non possiamo che formulare qualche irriverente e divertita ipotesi. Forse, ad esempio, qualcuno avrà pensato che tutto sto parlar di case durante la trascorsa estate abbia indotto nell'utente televisivo medio un generico interesse nei confronti delle transazioni immobiliari, di qualunque specie esse siano. Temiamo per i colleghi di Report che così non sia. Le case in sé e per sé non c'entrano nulla: chi vi risiede, chi le ha vendute, quanto sono state pagate, a chi appartenevano prima, questo sì, può essere in qualche misura interessante.
O forse l'obiettivo era un altro: sottolineare, come se fosse davvero la notizia del secolo, che il presidente del Consiglio dispone di una notevole larghezza di mezzi, quasi a sottintendere, da buoni criptomarxisti d'antan, che la ricchezza sia una colpa e la povertà una virtù. In verità noi pensiamo, più sbrigativamente, che la ricchezza di un self-made man il quale ha creato una realtà economica che è eccellenza per l'Italia, che non ha mai cassaintegrato nessuno, che non ha mai privatizzato i profitti socializzando le perdite attraverso il ricorso ai finanziamenti di Stato a pioggia, tutto può essere ma non argomento a demerito del soggetto in questione, giacchè sicuramente non è colpa sua se la tv negli ultimi anni vende meglio di acciaio e automobili. Eppure - è inutile negarlo - il tentativo di mettere in correlazione analogica la bella villa di Antigua con l'affaire Montecarlo è stato più che evidente.
Ora, a meno che qualcuno non postuli - e la cosa ci troverebbe in verità abbastanza entusiasti - che il Pdl abbia aperto tempo addietro ed all'insaputa pure di noi feroci militanti una sede extra moenia ad Antigua della quale responsabile e coordinatore plenipotenziario sia nientemeno che il Cavaliere in persona, direi che le analogie sono quantomeno farlocche. Come ha sottolineato puntualmente l'onorevole Ghedini, Silvio Berlusconi ha regolarmente acquistato un terreno, quindi ha pagato progetto e realizzazione interamente di tasca propria denunciando il tutto fino all'ultimo centesimo. Bonifici e documenti attestanti l'operazione sono a disposizione. Il fatto che Ghedini abbia giustamente sottolineato l'inopportunità di trasmettere un servizio che di giornalistico aveva ben poco - ripetiamo: dove sta la notizia? - è stato stigmatizzato come censura preventiva dai soliti fautori della libertà di stampa a senso unico. No. Semplicemente Ghedini ha più che tempestivamente chiarito il «chi, come, perché e quando» in relazione alla villa caraibica. Che sia stato un eccesso di prudenza? Forse. Certamente preferiamo la tempestiva trasparenza dimostrata dal premier attraverso il suo avvocato rispetto agli assordanti silenzi monegaschi.
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