In questi giorni si è nuovamente infiammato il dibattito sulla libertà di stampa. Sembra abbastanza irreale che si discuta in Italia della libertà di stampa, ma è proprio così, e purtroppo ciò avviene senza entrare nel merito della natura e del ruolo dell'informazione nel nostro Paese.
In verità, siamo di fronte ad una sovrabbondanza di libertà di critica da parte della stampa e della televisione, generalmente a senso unico: contro Berlusconi e il governo che presiede. E' un dato inoppugnabile che la stragrande maggioranza della carta stampata e delle trasmissioni televisive sia diretta da giornalisti schierati con la sinistra, i quali hanno generalmente un unico obiettivo ossessivo: combattere ed eliminare Berlusconi dalla vita politica dicendo e scrivendo tutto ciò che vogliono, compresa la diffamazione e l'uso arbitrario delle carte giudiziarie.
Praticamente dal momento in cui Berlusconi ha assunto responsabilità pubbliche è scattata una campagna di aggressione politica, giudiziaria e mediatica contro il leader del centrodestra. Il paradosso è che oggi l'aggressione si allarga alla stessa stampa non allineata a sinistra, come è accaduto nell'inchiesta giudiziaria nei confronti del direttore Sallusti e del vice direttore Porro de Il Giornale, rei di muovere le loro critiche a 360 gradi, in piena libertà e indipendenza. Un'inchiesta con tanto di perquisizioni, anche corporali, preceduta da intercettazioni e intimidazioni di ogni sorta - ricordiamo tutti l'aggressione minacciosa di D'Alema, durante una trasmissione televisiva, con tanto di insulti a Sallusti, reo di aver rammentato allo stesso onorevole di aver abitato in un edificio di proprietà pubblica ad un affitto di favore.
Ebbene, è venuto il momento di esprimere la nostra solidarietà a questi giornalisti, di difenderli dall'aggressione degli stessi colleghi di sinistra che li dipingono come strumenti di ritorsioni politiche, in quanto ritenuti servi di Berlusconi e dunque indegni di essere tutelati sia dall'ordine dei giornalisti che dalla federazione della stampa. A tutto questo occorre reagire in maniera non emotiva ma fredda e razionale.
L'onorevole Manuela Repetti è parlamentare del Popolo della Libertà
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