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Numero 476
del 22/05/2012
Rifiuti. Avanti con il piano del governo PDF Stampa E-mail
! di Carlo D'Andrea
d'andrea@ragionpolitica.it
  
sabato 23 ottobre 2010

Sarà la Protezione Civile a farsi carico della gestione della discarica di Terzigno, dove arriveranno immediatamente 14 milioni di euro per le opere di compensazione. È questa la decisione assunta dal governo, che punta ad affrontare la nuova emergenza dando ancora una volta mandato a Guido Bertolaso di rilanciare complessivamente il piano rifiuti in Campania. Contemporaneamente il sottosegretario lavorerà per accelerare i lavori per la costruzione degli altri due impianti di termovalorizzazione a Napoli e a Salerno. Un'ordinanza urgente del prefetto di Napoli solleverà pertanto la municipalizzata partenopea Asia (Azienda servizi igiene ambientale) dall'incarico della raccolta della spazzatura, che sarà trasferito agli uomini di Bertolaso.

La nuova emergenza non confuta la validità del piano adottato dal governo nel 2008, che punta a dotare la regione di tre termovalorizzatori e di un numero adeguato di discariche in grado di affrontare a medio termine la gestione dei rifiuti. La rivolta a Terzigno, ha spiegato infatti Bertolaso, «nasce dal fortissimo disagio che la popolazione ha dovuto subire nei mesi passati per il cattivo odore, per il passaggio dei camion e per tutte le situazioni che caratterizzano una gestione precaria di una discarica che è assolutamente a norma». Per il capo della Protezione Civile l'obiettivo finale è «tornare alla modalità iniziale di gestione, quando non c'era neppure un filo di cattivo odore né un gabbiano, per rispetto anzitutto dei cittadini di Terzigno, di Boscoreale e degli altri Comuni limitrofi».

A complicare il processo di gestione della discarica ha contribuito una raccolta differenziata ancora lontana dagli obiettivi previsti. È vero, come ha ricordato il sindaco Iervolino, che con il 19% Napoli è già molto avanti rispetto a città come Palermo, dove la differenziata è ferma al 4%. È di tutta evidenza, però, che con oltre 3 milioni di abitanti la provincia di Napoli è la zona con la maggiore densità di popolazione in tutta Europa. Il vulnus vero dell'emergenza è tutto qui. La ristrettezza degli spazi e l'addensarsi della popolazione - che in alcuni Comuni come Portici raggiunge 18 mila abitanti per kmq! - sono il vero fattore critico, aggravato purtroppo dalla presenza pervicace della criminalità organizzata, che da sempre trova nel caos e nel disordine opportunità per lucrare.

La costruzione dei termovalorizzatori e la loro messa in opera a pieno regime resta allora l'unica soluzione che permetterà al territorio napoletano di uscire dall'emergenza rifiuti. Appaiono assolutamente pretestuose e stupidamente disfattiste le critiche verso l'utilità dell'impianto di Acerra che, nonostante non operi ancora su tutte le linee, brucia già oltre 1500 tonnellate di spazzatura ogni giorno, fornendo peraltro energia elettrica ai Comuni limitrofi. Fino a che non andranno a regime i tre termovalorizzatori, gli amministratori locali sono chiamati, però, a costruire un rapporto trasparente con la cittadinanza. Servirà lavorare su due piani: informazione sugli effetti innocui per la salute delle discariche a norma e rigore sul fronte della raccolta differenziata. Un rigore, tuttavia, che gli stessi amministratori dovranno per primi rispettare, verificando costantemente la correttezza dei processi di raccolta e smaltimento gestiti da municipalizzate e privati.




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