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Numero 476
del 22/05/2012
I dati della realtà contro le mistificazioni del gossip PDF Stampa E-mail
! di A.F.
@ragionpolitica.it
  
mercoledì 03 novembre 2010

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Mentre, con il solito tempismo, imperversano forti vortici di aria fredda provenienti dal versante extra-politico del gossip e delle inchieste giudiziarie, tutti orientati a «congelare» l'azione di governo e ad «anestetizzare» la leadership di Berlusconi (sino a tentare di annientarla per sempre), si moltiplicano i segnali positivi sullo stato di salute dell'Italia, che smentiscono tutti coloro che, accecati dall'odio nei confronti del premier, dipingono il Paese allo sbando, afflitto da un declino inesorabile.

Dopo i dati incoraggianti pubblicati recentemente dall'Istat sulla produzione industriale italiana, che ha fatto segnare ad agosto un rialzo del 9,5% (la maggiore dal 1997) rispetto ad agosto 2009, e sull'export, cresciuto, sempre ad agosto, del 31,5% rispetto allo stesso mese del 2009, il nostro Paese, grazie all'efficacia dell'azione di Governo, è riuscito a conquistarsi un altro riconoscimento positivo, quello dell'agenzia di rating Standard & Poor's. Quest'ultima ha in sostanza invitato il nostro Paese a proseguire lungo la via intrapresa, secondo un percorso grazie al quale, parole dell'Agenzia americana, «se il governo italiano dovesse realizzare un consolidamento del debito più forte, attraverso avanzi primari elevati per un periodo sostenuto, ponendo il rapporto tra debito e Pil su un trend al ribasso, questo potrebbe portarci a considerare un aumento del rating a lungo termine».

In sostanza, ciò che si evince dalle parole di Standard & Poors è un sostanziale apprezzamento delle politiche di consolidamento dei conti pubblici, che ha portato l'Agenzia di rating a confermare anche le pagelle sul debito italiano: A+ per quello a lungo termine, A-1+ per quello a breve termine e il rating AAA sul rischio di convertibilità e trasferibilità dei fondi. In base a questo outlook, dunque, chi decide di investire sull'Italia non rischia nulla; non solo, ma l'Agenzia americana definisce anche l'economia italiana «prosperosa e diversificata», sostenendo che le prospettive di stabilità che essa ha elaborato per il nostro Paese riflettono le sue aspettative, secondo le quali il governo proseguirà nel biennio 2011-2013 con il programma di consolidamento del debito incentrato sul contenimento della spesa pubblica.

Secondo il quadro presentato da Standard & Poor's il disavanzo pubblico scenderà a circa il 3% del Pil nel 2012 e il livello del debito del settore pubblico comincerà a diminuire a partire dal 2012. Ovviamente l'Agenzia vincola il suo giudizio positivo ad un quadro di stabilità politica, poiché, nel caso in cui venisse destabilizzata la legislatura, l'indirizzo di politica economica, ora giudicato positivamente, non solo subirebbe una battuta d'arresto, ma verrebbe svuotato nei suoi contenuti e nella sua progettualità. Chi, ormai da mesi, brama disegni di potere occulti, tesi a ribaltare una maggioranza eletta democraticamente attraverso alchimie di Palazzo, evidentemente non si preoccupa affatto delle conseguenze, ossia della cappa di immobilismo che una manovra di tal fatta, condotta da chi non è stato legittimato dal popolo, potrebbe far calare sull'orizzonte del Belpaese. Ma evidentemente, per certi personaggi che amano riempirsi la bocca di finto moralismo, il bene dell'Italia può essere tranquillamente sacrificato sull'altare dell'ambizione personale. Ma ritorniamo ai fatti, quelli che, al di là delle schermaglie politiche e dei contorsionismi mediatico-giudiziari, interessano di più ai cittadini.

Se, in epoca di crisi, il nostro Paese conferma la stabilità del suo rating, e quindi la sua affidabilità finanziaria, emergono dati incoraggianti anche su un altro fronte, quello del fabbisogno di cassa dello Stato, che ha fatto segnare, rispetto ad un anno fa, un calo di ben 11,5 miliardi di euro (da 83,4 è passato a 72). L'Italia, dunque, fa registrare da una parte una andamento virtuoso per quanto riguarda la spesa del settore pubblico, che è stata mantenuta sotto controllo anche grazie a politiche volte a combattere gli sprechi (come quelle condotte, ad esempio, nella Pubblica Amministrazione); dall'altra, aspettando anche di sapere quanto verrà incassato dallo Stato per quanto riguarda l'autotassazione di novembre, mostra segnali di crescita delle entrate grazie alla lotta all'evasione, che ad esempio, nei mesi tra gennaio e settembre, ha fatto segnare, rispetto allo stesso periodo 2009, un +10% sugli incassi derivanti dal recupero dei crediti Inps.

Di fronte a questi dati, a cui se ne potrebbero aggiungere tanti altri, come si fa a sostenere che questo Governo, negli ultimi due anni, non abbia governato? L'opposizione, aggrappata al sogno di debellare colui che considera un vulnus del nostro sistema istituzionale solo perché «colpevole» di godere di un bagaglio di consensi senza precedenti, evidentemente ha perso il senso della realtà. I cittadini, invece, vivono nella realtà e su di essa basano i propri giudizi, indipendente dalle mistificazioni di certa stampa allineata. Sino ad ora tutte le campagne denigratorie e diffamanti contro Berlusconi hanno fallito, perché fondate sull'inganno.




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Commenti (1)
1. 05-11-2010 04:11
due anni di governo
un discorso piu' chiaro di cosi'non poteva farlo il ns presidente, se si e' in buona fede e di buon senso, non si puo' non condividere e cosi' spero lo condividano gli italiani dotati di buon senso e di amore per la patria italia dico:w l'italia w berluska
Scritto da gustavino

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